Disma Rotating Header Image

scarafaggi

Ragni

E’ arrivato il momento di prendere posizione, non una terza posizione, una posizione qualsiasi sul tema. La mia posizione, che non è affatto terza, è che i ragni stanno scomparendo dal mondo. Non ho numeri, né statistiche, né dati rilevati scientificamente, è tutto basato su una mia personalissima considerazione. I ragni stanno sparendo dalla terra. E con terra non intendo l’elemento terra, ma la terra con la t maiuscola. Se avessi scritto dall’inizio Terra, ogni dubbio sarebbe stato fugato. Il verbo fugare è uno dei miei verbi preferiti. Quando ero un bambino ricordo orde di ragni, tanti, in casa, al lago, a scuola, ragni dappertutto. Mi facevano molto schifo. Oggi no, non mi danno fastidio, sono insetti come le mosche. Anche se non sono insetti come le mosche, lo so, sono un’altra roba, ma secondo me la tassonomia sbaglia su tutta la linea dato che se la gente pensa che sono insetti, sono insetti. In ogni caso, dicevo, nel corso degli utltimi trent’anni sono notevolmente diminuiti. A me capita di vederne davvero di radio, questa sera ne ho visto uno dopo tipo dieci anni che non ne vedevo, o una roba del genere. Quando ero un giovinotto mi capitava di vederne una settimana sì e una no, ora no. Indi per cui, i ragni stanno diminuendo. E’ un dato di fatto. Altro dato di fatto è che gli scarafaggi stanno aumentando, da piccolo ne vedevo molti meno, oppure la mia casa da adulto è molto più sporca della mia casa da piccolo, ma su questo ho dei dubbi. In ogni caso, io sarei felice di avere la forza proporzionale di un ragno e il tingling annesos.

Condividi please

Quanto un dito

image

E volava. Poi quando mi riprendo, articolo meglio. La notizia buona è che ho vinto. Quella cattiva è che la guerra è appena iniziata.

Condividi please

Insetti con le corna che corrono nelle scatole

Dovete sapere che qui in Giappone tutto ciò che di schifoso ci ha regalato la natura è grosso circa il triplo, e tendenzialmente a questi qui che hanno le orecchie morbide e la faccia gli diventa rossa dopo due birre, quelle robe schifose grosse il triplo delle nostre robe schifose gli piacciono. Quello che vedete in foto è un esempio di cosa si può trovare al supermercato, una sezione dedicata all’oggettistica per catturare insetti, imprigionarli, collezionarli (vivi, mica li uccidono) e nutrirli. Poi c’è un numero di riviste sull’argomento non inventariabile. Le retine che vedete in foto dice che vanno bene anche per catturare i pesci piccolini. Certo che adesso che arriva il caldo-umido (in Giappone c’è una parola che definisce il caldo-umido) un paio di mocciosi che mi girano per casa e che acciuffano gli scarafaggi mi farebbero pure comodo, meglio di un gatto.

Condividi please

Bizzarri prodotti giapponesi (senza quiz), Wrestlingmania e comunque Brutus The Barber Beefcake nel cuore

Del fatto che in Giappone il mondo animale e più in particolare gli insetti, senza entrare nei dettagli tassonomici che a mala pena so utilizzare il termine non a sproposito, siano più disgustosi, grossi, grassi, corpulenti, aggressivi e infidi che in occidente ho già detto. Il passo successivo è ancora più raccapricciante, a loro (e in questo loro c’è tutto un sotto testo che va riportato ad uno splendido film che vide all’opera un grande interprete più noto come wrestler: Rodney Piper) piacciono. Loro sono i giapponesi. I bambini li collezionano, li fanno combattere, li catturano, ci sono riviste che li mettono come allegato. Sì, ok, forse è meglio un insetto allegato piuttosto che un magazine sullo stile degli uomini cool, o uno sulle ultime tendenze delle Donne. Dicevo che in pratica ti trovi degli scarafaggi allegati alle riviste, non le ho mai comprate ma a me sembrano veri, se poi sono dei modellini in plastica fanno schifo ugualmente. Vabbé, fatto sta che la insettomania non si ferma lì, prosegue. Capita, come vedete nella foto, di trovare sui banchi di un grande magazzino delle capsule piene di, credo, formaldeide con un disgustoso insetto galleggiante, vendute a prezzi che vanno dai trenta ai quaranta euro. Tutto ciò per dire che forse a casa mia avevo una miniera d’oro e l’ho schiacciata sotto la suola di una scarpa. Ok, quelli lì non sono insetti, sono pesci morti, ma la cosa dei pesci morti è ancora più raccapricciante e volevo fermarmi ad uno step prima.

PS che non c’entra ma che per associazione di idee ci sono arrivato, qui c’è una trasmissione sulla wrestlingmania, avete presente Dan Peeterson che commentava il wrestling negli ’80? Uno dei punti più alti della televisione italiana insieme a Robotwars secondo la mia modesta opinione. Ecco, qui c’è wrestlingmania, l’altro giorno c’erano interviste a Hulk Hogan, filmati storici con Ultimate Warrior e cose così che mi mandano giù di testa [parla uno che a Milano ha assistito dal vivo a scontri con gente come Koko b Ware]. L’unico problema è che la trasmissione potrebbe essere oro, per me che amo quella roba lì, e invece è una merda dato che montano 5 secondi di incontri 5 secondi di interviste, 5 di backstage e così via, sia di roba vecchia che nuova. In poche parole non riesci a vedere un incontro dall’inizio alla fine. E’ come un teaser infinito che porta all’esasperazione, sei sempre lì che aspetti e non arriva mai il momento giusto. E, tra parentesi, The Undertaker è ancora in attivita dopo quasi trent’anni.

2PS ma la Royale Rumble quanto spaccava?! Uno degli show più belli della storia degli show belli insieme a scontri epici come Razer vs Hypno-Disc (robot wars)

Condividi please

Terremoti, tifoni, vulcani, tsunami, scarse risorse e i mostri spaziali di Vega

Credo che dopo Dune (Arrakis) il Giappone sia il posto meno predisposto alla vita umana, mancano solo i vermoni che escono da terra e ti mangiano. Oggi c’è un tifone in arrivo e la gente torna a casa dal lavoro, i treni pare si fermino e, soprattutto, io non posso andare a bere la birra con i compagni di classe come avevo programmato. De giorni fa il terremoto. Gli scarafaggi, le farfalle, in generale gli insetti sono grossi il doppio e due volte disgustosi. I corvi, anche loro enormi, ti attaccano i bulbi oculari per banchettare e trasformarti in un pirata ahr ahr. E’ isolato da tutto e il territorio è sostanzialmente tutto montuoso e difficile da coltivare. Poi c’è gente che si chiede perché abbiano l’esigenza di robottoni che escono dai giardinetti.

Condividi please

Brevi paranoie

Ieri notte stavo per dormire, ho letto l’ultimo Detective Conana ‘Secret files’, sì leggo manga destinati ad un pubblico infantile e allora!? Ecco. E compro anche la serie ‘secret files’ scritta dagli assistenti di Aoyama, oltre che la regolare. Vabbé, dicevo, ho finito Detective Conan e non avevo sonno allora mi è venuto in mente che forse avevo un libro di Asimov che non avevo letto. E niente ho frugato sul comodino, chiamiamolo così, e ho trovato due libri del buon Isacco. Il primo, l’avevo letto, il secondo lo prendo in mano per leggere la quarta di copertina e mi rendo conto che è il volume con il quale avevo seccato uno scarafaggio un paio di settimane fa. Vabbé, leggo la sinossi poi lo poso. L’avevo già letto. Poi mi fermo a riflettere sul fatto che sulla copertina c’era ancora parte del corpo dello scarafaggio, insieme a delle macchie bianche, collego le macchie bianche ad una cosa che mi aveva detto una volta un tizio con cui faccio 3MSC. Questo qui, che è un esperto di scarafaggi, mi aveva detto che quando li schiacci con la scarpa devi stare attento che a volte le uova restano vive sotto la scarpa, nelle fessure della gomma. E allora ho pensato che poteva essere lo stesso con i libri di Asimov. Magari quelle cose bianche erano uova e le ho toccate. O forse no, forse non le ho toccate, mi ricordo male. Poi mi sono grattato gli occhi, o no, forse mi ricordo male. E se le ho toccate e se le uova mi sono finite sulla pelle e se ho grattato gli occhi e sono finite tra le palpebre e l’occhio e se poi si schiudono e quando sono piccolini vanno dietro l’occhio e poi crescono. Ecco qui ho iniziato a grattarmi l’occhio e a cercare di lacrimare, ho lacrimato. Sentivo qualcosa pulsare, ovviamente cercavo di convincermi che il fatto di sentire qualcosa che pulsava era autosuggestione, ma più cerchi di convincerti che è autosuggestione più ti convinci del contrario. E niente poi continuavo a immaginarmi lo scarafaggio dietro l’occhio e allora mi è venuto in mente che uno una volta mi ha detto che tra il cervello e il resto comunque c’è un osso, però i vari cavi del cervello da qualche parte devono passare e se ci passano ci passerà pure uno scarafaggio dai pertugi, o no. Quelli passano dappertutto. Poi niente, poi mi sono addormentato.

Condividi please

Dialogo notturno con uno scarafaggio (forse) mai nato

Tre del mattino, letto, caldo, sudore, pale sul soffitto che roteano, uop uop uop uop, un’insegna luminosa lampeggiante al neon, che pubblicizza un ristorante cinese davanti a casa, filtra attraverso le tapparelle disegnando sul soffitto lunghe strisce colorate, quasi lisergiche. Mi sveglio e mi addormento, non capisco dove inizia il sogno e dove la realtà. Sono in bagno, sto per fare la pipì, ma qualcuno alle spalle mi dice che lì no, che lì non si può fare, che devo andare nell’altro bagno, esco e non lo trovo, capisco di essere in un sogno. Cerco il bagno, non lo trovo. Gli occhi si aprono e si chiudono, più o meno al ritmo dell’insegna luminosa. Poi si aprono e mi ricordo che non c’è nessuna insegna luminosa e le pale sul soffitto sono spente, niente uop uop uop uop, anche il bagno era un sogno. L’unica cosa vera è che devo pisciare. Rotolo giù dal letto, sbatto il piede, dico cazzo, accendo luci a caso, ciabatte, bagno, mi siedo, mica ce la fai a stare in piedi di notte, vedo un’ombra sul pavimento, non so se c’è davvero qualcosa, forse però si è infilato sotto il secchio del mocho vileda, lo scarafaggio dico. Allora sono lì, seduto, inerme, guardo il secchio rosso con dentro il mocho leopardato, è un regalo di nozze, ormai è vecchio ma lo uso ancora, guardo il secchio e gli parlo, allo scarafaggio non al mocho. Ehi amico, gli dico, lo so che sei lì sotto, tu sai che io sono qui, io non ho voglia di darti la caccia né di essere spaventato, tu non vuoi essere schiacciato, facciamo un accordo gli dico, io faccio finta di niente e tu fai finta di niente, io resto qui seduto e faccio quello che non ti ha visto e tu stai la sotto e non esci fuori, bastano pochi secondi, ancora una trentina, mi alzo, me ne vado e non ci vedremo mai più, tu resta lì, nascosto, ancora venti secondi, poi io mi alzo e me ne vado, io torno a letto, tu resta lì, ancora dieci secondi, nove, otto, li conto, tre, due, uno. Bravo. Abbiamo un accordo. Mi alzo e torno a letto. Poi mi chiedo se lo scarafaggio con cui parlavo c’era veramente, poi penso che anche se ci fosse stato probabilmente non avrebbe capito, e infine mi rendo conto che comunque oltre a saper interpretare il linguaggio avrebbe anche dovuto essere telepatico, perché tutte quelle cose lì mica le ho dette a voce alta, parlavo con lui nella mia testa. Comunque ha funzionato. Le luci al neon tornano a lampeggiare, le pale fanno uop uop uop uop, e io torno a sudare sul letto.

Condividi please