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Beastie Boys omaggiano Disma.biz

Grazie a Mike D e compagni che con l’ultimo album Hot Sauce Comitee Part Two hanno voluto esprimere un omaggio all’arte del Maestro. Ai miei quadri dico. Peace.

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I grandi capolavori d’arte contemporanea di Disma.biz #5


Titolo: Trasmutazione della quotidianità ferita dell’essere – Tecnica: Digitale su digitale – Autore: Disma Pestalozza

A lungo lontano dalle tele elettroniche e dai pennelli virtuali, il Maestro torna e incanta, con quello che forse i posteri conosceranno come il suo testamento artistico. Come un fiocco di neve trasportato dal vento, così i suoi pigmenti sospesi su di un elemento portante deliziano i palati più fini. Colpisce, ferisce l’animo nel profondo, con il suo sguardo fugace, contrito, assorto, carico di rabbia, su una realtà che brandisce con una mano e con l’altra sembra volerla sventrare. Il Maestro si immerge nell’eloquenza del cambiamento, nella caducità della vita, nella grandiosità della propria figura riflessa come per magia in un tramonto, che è sì una fine, ma anche un nuovo inizio.

L’architettura del pensiero impressionista fa capolino nella costernante bellezza dell’opera pittorica pur non avendo tutti i codici per interpretarne il messaggio. Il Maestro, in un atto disperato di umiltà, sembra chiedere al fruitore della sua eccellenza la risposta ad una domanda mai espressa. E’ con il sottotesto, con la pennellata veloce, carica di ironia, ovattata e al tempo stesso squillante, che il Monet del nuovo millennio vuole porre un dubbio, sgretolare certezze, restituire ad uno stato liquido, quasi amniotico, il senso stesso di arte. Luce chiama luce, en plein air, ma là dove c’è un grande amore per ciò che la natura regala, c’è anche timore, angoscia, per ciò che la natura toglie.

Il genio creativo del Signore dei Pennelli pare raggiungere il suo apice nella completa assenza di prospettiva che proprio a causa della sua mancanza risulta ancora più marcata, presente, quasi ossessiva. Una prospettiva che non è solo visione d’insieme del tutto, è soprattutto visione soggettiva delle proprie possibilità, delle ambizioni e dell’inevitabile declino della vita. Una prospettiva totalizzante, ermetica. Mi perdoni Maestro – direbbe Brunelleschi – tolgo il disturbo. Scruta, esplora, si mescola con l’accecante sobrietà bucolica che lo circonda, vi si immerge concettualmente, pur restandone estraneo fisicamente. Il Maestro sta alla finestra dell’esistenza, dell’esistente. Siate felice – sembra dire il Maestro – ma non siatelo mai troppo. Dietro l’angolo di ogni alba c’è sempre un tramonto. E se i critici statunitensi hanno voluto trovare in quest’opera una presenza warholiana, noi, che lo abbiamo conosciuto, possiamo affermare con estrema sicurezza che il Maestro si è lasciato completamente alle spalle il periodo pop del ‘graffio‘, per riscoprire, forse reinventare da capo una sorta di neoclassicismo applicato all’impressionismo. Se ci piacesse dare aria alla bocca potremmo parlare di neoimpressionismo. Non stupitevi se lo sguardo si perde nei colori, nella freschezza del tratto, nella reinvenzione della luce, non stupitevi. Egli è il Maestro.

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I grandi capolavori d’arte contemporanea di Disma.biz #4

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Titolo: Fuck is fake/Life is cake – Tecnica: Digitale su digitale – Autore: Disma Pestalozza

Il Maestro torna, la terra trema! Ogni pennellata si immerge nel substrato pittorico trascinando con sé il trauma della nascita, la gioia del concepimento e la freschezza della crescita. Fottere è falso, ma la vita è una torta. Il frutto del proibito emerge dalla concezione surreal-socialista dell’artista, archiviando decenni di dibattiti sul cosa è arte e cosa è semplice strumento dell’espressione.

Dopo il burrascoso e controverso periodo ‘del graffio‘, il Gauguin italiano torna sui suoi passi riabbracciando la perfezione assoluta della forma geometrica e del colore tardo impressionista. Lo fa con la coscienza di chi ha già sperimentato tutto lo sperimentabile e ricercato tutto il ricercabile. Dopo il duro pascolo nei campi arsi dal sole, torna a nutrirsi di fili d’erba verdi come la speranza.

L’angolo retto e la rigidità della forma si trovano in netto contrasto con la scelta cromatica, per lo più dolce, anche se non si risparmia qualche tocco glaciale capace di riportare alla mente di chi gode dell’arte del Maestro la crudeltà della vita stessa. ‘Prendetemi, abbracciatemi, squarciate il leggero velo che protegge la mia coscienza!’, sembra urlare il geniale pittore meneghino.

Ma se si analizza l’opera pittorica con maggiore attenzione si percepisce, come d’incanto, la seconda e più profonda lettura della tela. Il Pestalozza non lancia un messaggio di accettazione! Tutt’altro, egli vuole fare sintesi delle sue esperienze ed essere accettato per quel che è: genio puro.

Come un novello Van Gogh si priva di un orecchio, seppur per ora solo metaforicamente, e lo lancia in faccia alla critica, ancora sanguinante, ancora caldo. Un orecchio che non è ancora oggetto puro, ma nemmeno più parte di un corpo, un ibrido senza possibilità di redenzione. ‘E sia’, dice il Maestro. ‘E sia!’.

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E’ con estrema mancanza di umiltà

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Che il Maestro rende noto che già due opere sono state distribuite ai fan del Cézanne dei Navigli, al tempo stesso Egli vuole anche esprimere il suo rammarico per l’assenza di donazioni da parte dei due fan in questione, ad ogni modo l’arte è di tutti. Via vil denaro, discostati da me e dalla mia arte. Altresì ricordatevi che l’offerta completa dei quadri del Maestro la trovate qui e che in ogni caso sono gradite donazioni. Dite che mi contraddico? Ebbene, cos’è l’arte senza contraddizione. Per maggiori info, date un’occhio alla sidebar.

Sedetevi sulla vostra poltrona prediletta, assaporate la vostra birra migliore e strofinatevi forte forte gli occhietti. Stenterete a credere all’annunzio che sto per fare! Domani mattina. Ore 7.29. Una nuova opera del Maestro su Disma.biz! Stay tuned.

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I grandi capolavori d’arte contemporanea di Disma.biz #3

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Titolo: Gemme e soppalco – Tecnica: Digitale su digitale – Autore: Disma Pestalozza

Tribale, nervosa, primitiva. Mancano quasi le parole per definire la nuova opera del Maestro. Non lascia nulla di intentato in questo suo nuovo lavoro, filtra il reale, mastica il mondo, lo sputa, lo rimastica, lo risputa e lo fa suo in una sorta di digestione primordiale che riprende in mano con vigore la vera essenza del sentire e dell’essere.

Graffia, scuote, non ha paura di sventrare l’aspetto più intimo e profondo del vivere come uomo-donna-animale. Millenni di glorificazione del nulla trasposti su tela in modo magistrale. Tutto ciò che è e tutto ciò che non vuole. La casa, il rifugio, l’arte, la natura, la famiglia, financo la modernità che prende vita con un’icona pop stilizzata, mal ridotta, denutrita e malata. Mickey Mouse, sì! Ma ridotto all’osso dal mal di vivere, dalla noia, dall’opulenza, dalla vita stessa.

Disagio. Non ci si può non sentire a disagio osservando attentamente questo lavoro che vuole infrangere qualsiasi barriera temporale e culturale, un’opera iconoclasta capace di frantumare ma al tempo stesso di costruire un nuovo percorso. Un occhio che osserva, che vibra, che si trasfigura dalla vitalità del giallo alla cancrena del nero, dalla simbologia urbana all’antica rappresentazione della natura. Tragico, sublime. Glorioso. Un’ode alla vita e un inno alla morte.

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I grandi capolavori d’arte contemporanea di Disma.biz #2

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Titolo: Passo Tre – Tecnica: Digitale su digitale – Autore: Disma Pestalozza

In questa sua seconda opera il Maestro si pone in contrasto con il mondo; con guerra, religione, politica, con l’essenza umana stessa. Attraverso le pennellate, qua rabbiose là cariche di sofferenza, sembra quasi lanciare un grido d’allarme ‘Attenzione la strada che stiamo percorrendo non è quella che dovremmo seguire‘. L’artista si pone in relazione con il tutto in modo schietto, ma sempre attento alla non glorificazione dell’arte per l’arte.

Una volontà di relazionarsi con il quotidiano: ‘ora ieri domani‘ afferma con sofferenza. Ma al tempo stesso lascia aperto uno spiraglio, per l’uomo c’è ancora possibilità di redenzione: ‘Immagina mondo senza troppa religione, sofferenza, guerre, ideologie‘. Sì, secondo l’opera del Maestro ciò che ci resta è questo: la speranza in un domani diverso dall’oggi.

Decisiva e determinante la scelta dei colori, una stella rossa come a significare il conflitto ideologico dell’artista e della sua lunga militanza nella sinistra radicale, uno sfondo nero che con il rosso ricorda i grandi temi dell’anarchia, dell’individualismo e della prima squadra di Milano. Il giallo e il blu, la luce e la compostezza, la famiglia, il tepore domestico e la quiete. Il pubblico e il privato. Possiamo affermare che in questa seconda opera il Maestro indica con chiarezza la strada che seguirà nei suoi lavori successivi.

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I grandi capolavori d’arte contemporanea di Disma.biz #1

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Titolo: Banf-Wagh-Stump- Tecnica: Digitale su digitale – Autore: Disma Pestalozza

Assaporate l’intensità della luce, la stridente policromia, l’inafferrabilità del concetto di sé e di se. Un quadro che va osservato e gustato come un bicchiere di birra fresca d’estate. L’autore vuole esprimere tutto il disagio interiore attraverso un’esplosione barocca che deve molto a Kandinsky, così come a tutto il mondo delle icone russe, in questo caso stigmatizzate in maniera forte e risoluta. L’artista vuole fare tabula rasa di ciò che è e di ciò che è stato, senza però perdere il contatto con la realtà, o meglio con l’impressione di realtà tipica dell’astrattismo.

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