Disma Rotating Header Image

papa

Dio infallibile

camino

È così incredibilmente bizzarra e strana questa cosa del Conclave che mi attira morbosamente. Mi attirano i dettagli, la forma, il senso e l’estetica di questa roba qua. Mi attira perché è pazzescamente folle, anacronistica, fuori dal mondo, assurda. Mi viene da grattarmi fino a strapparmi la pelle, per quanto non ce la faccio a farcela, come diceva il miglior umorista italiano degli anni ’80. Centoquindici vecchi, vestiti in un modo che mollami, chiusi in una chiesa, senza contatti con il mondo esterno, che fanno un giuramento in una lingua morta, che votano su foglietti triangolari con su una roba scritta nella stessa lingua morta, che bruciano i foglietti e che si esprimono col mondo esterno tramite un camino. E, alla fine di tutto, il risultato è l’elezioni di un tizio che rappresenta Dio in terra. E a quel punto lì il tizio, dopo che è stato eletto, diventa pure infallibile (nel compimento del suo mestiere, mica in tutto). Dio infallibile, direbbe un mio amico e lo direbbe con tono di bestemmia. È una roba talmente che boh, non si trovano le parole per esprimere quanto è boh. Cioé, davvero, oggi che sappiamo che i vulcani non sono più espressione di un Dio collerico, ci troviamo ancora lì davanti a un camino che sputa fuori fumo e che è veicolo di informazione di una roba che boh. Divento incandescente a pensare a questa cosa. Mi fa un po’ l’effetto del Giornale o del TG4 o di Lucignolo, che la seguo con ansia perché mi lascia con la mandibola per terra, però molto di più di Lucignolo e del TG4. E lì davanti, davanti al comignolo, i fedeli che aspettano. Aspettano il nuovo rappresentante di Dio in terra. Se lo vede uno che arriva da un altro pianeta pensa che siamo un paese fermo ad una società medievale probabilmente. Sembra un episodio di Star Trek, tipo quello che loro vanno su un mondo dove ci sono soltanto gangster della Chicago anni ’20/’30 perché un tizio della Federazione era arrivato 100 anni prima e aveva mollato lì un libro sulla Chicago dell’epoca gangsteristica e niente, questi che erano indietro avevano preso il libro come modello di sviluppo, come una sorta di Bibbia.
E ragionandoci su è facile capire come tutta questa sovrastruttura di simboli, vestiti, luoghi e cose, sia l’unica roba che li tiene in piedi. Cioé, immaginatevi se facessero tutta sta cosa in un ufficio, o affittando una stanza d’albergo, o un piano di un albergo. Se fossero vestiti normalmente e non parlassero in latino. Quanto poco sarebbe seguita e quanto meno valore avrebbe, quanta meno gente li seguirebbe. Quindi, al netto di tutto, cos’è tutto ciò, una roba fatta per avere follower? E se tutte le cose ‘estetiche’ dovessero sparire, se con loro sparisse buona parte dell’attenzione e dei fedeli, significherebbe che è tutta una questione di immagine? Boh, non riesco a ragionare freddamente. Mi bolle la testa.

Condividi please

Al primo fottutissimo colpo

E’ da quando sono piccolo che mi trascino dietro l’incubo del mio nome, Disma. Mica che non mi piace eh, sennò mica ci avrei chiamato così pure un blog. No, il problema è un altro, il problema è che tutti da trentacinque anni a questa parte mi fanno le stesse tre domande a cui io non ho voglia di rispondere e alle quali rispondo di solito con delle balle che ormai hanno preso il sopravvento sulla realtà e sono diventate esse stesse reali. Per un periodo dicevo di chiamarmi Paolo, ma poi mi dimenticavo a chi lo avevo detto. Comunque il mio nome mi piace, mica mi lamento. Ma in trentacinque anni ieri, o l’altro ieri, ma poco importa dato che questo post potrei averlo schedulato un anno fa, dicevo ieri o l’altro ieri per la prima volta in vita mia ho parlato con uno che al primo fottutissimo colpo, un secondo dopo che ho detto di chiamarmi Disma, lui mi ha detto ‘Ah, il buon ladrone!’. Non avete idea della soddisfazione. Della gioia di non dover ripetere D come Domodossola I come Imola S come Savona M come Milano A come Ancona. Che è la prima fase. La seconda fase è il come mai i tuoi genitori ti hanno chiamato così. La seconda fase ha a sua volta varie diramazioni, la principale è ‘ma che nome è, è un nome italiano?’. Nella fase successiva ci sono i più colti che contestano il fatto che il tizio in croce si chiamasse Disma. Poi ci sono i commenti, poi, se il tizio in croce di fianco al mio omonimo vuole, la cosa finisce lì. Ecco, dicevo che per incontrare uno che sapesse tutto per filo e per segno ho dovuto aspettare trentacinque anni e parlare con un tizio che di lavoro fa i paramenti sacri per il Papa. No, giusto per dire, che non è mica una cosa così scontata che uno in vita parla con quello che fa i paramenti sacri del Papa.

Condividi please

‘Sti cazzi

Mica pizza e fichi, mo si che sono cazzi da cagare per i preti pedofili. L’inferno sarà più duro. Ahi ahi ahi, non vorrei essere nei loro panni. Quella che si dice una pena esemplare. [Bazinga (il Bazinga era per sottolineare il sarcasmo)]

Condividi please

Papa copione

Condividi please

Un par de cojoni

Pedofilia, il Papa: “Per noi cristiani è ora di fare penitenza”

Iniziamo a restringere il campo Papa. Parliamo di cattolici. Restringiamolo ulteriormente, parliamo di preti. Ecco, se poi invece del mea culpa se ne andassero un po’ affanculo e un po’ in galera, sarebbe pure meglio.

Ps pare che il Papa abbia anche detto che “Il dolore è grazia”. Certo, il dolore dei bambini e delle loro famiglie. A me stanno proprio sul cazzo.

Condividi please

Varie gradazioni di dolore

Mai come quello di essere deflorati da piccoli. Credo eh! Sono quasi pronto a metterci la mano sul fuoco. Poi magari mi sbaglio e quello del Papa è ancora più grande, il dolore dico, non pensate a doppi sensi.

Condividi please

Fetish barefoot worship

Condividi please