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linguistica

Cinque ore aka pare che di kanji non sia morto mai nessuno ma io ci sono andato vicino

Ieri ho passato circa cinque ore a scrivere kanji, circa un paio di centinaia a occhi e croce. Scrivere e riscrivere e scrivere ancora fino a che non duole il muscolo dell’avambraccio e oltre. Oggi durante il test ne ho cannati sicuro almeno due. E poi ho scritto che un tizio, tale Kim-san (ci sono sempre un Kim-san, una Lins-san e una Julia-san in queste cose qui, vai a capire perché) per parlare forte beveva il the caldo, in realtà gira voce che parlasse forte per farsi sentire meglio dalla gente. A me sembrava più logico bere il the, che te ne fotte se la gente ti sente tanto alla fine uno parla per se stesso, mica per gli altri.

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Bansky Banksy

L’altro giorno il buon Pilger mi ha fatto notare che avevo scritto sbagliato Bansky che in realtà si scrive Banksy, ora noto su Liquida e su Google che ci sono un botto di blog, testate e siti, che hanno fatto il mio stesso errore. Tutti a scrivere Bansky invece di Banksy e sicuramente non è solo una questione di ignoranza, io ho riguardato la sigla dei Simpson, quella che c’era scritto Banksy e continuavo a leggere Bansky anche dopo che il Pellegrino mi ha corretto. Il Pellegrino e il Pilger, è la stessa cosa detta in due lingue. Credo. Ecco, quindi non so, vorrei il parere di uno che ne sa di linguistica, di lettura, di consonanti, di antropologia e di tutte ‘ste sminchiate qua per capire il motivo per cui noi italiani, gli altri non so, tendiamo a porre la S prima della K e rifiutiamo in automatico la cosa opposta. Sappiatemelo dire che io non lo so.

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