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Tokyo Games (Girls?) Show 2012

Io non so perché ci casco ogni volta, che tanto lo so già che ‘ste fiere qui sono tutte uguali. L’unica differenza tra quelle più grosse e importanti con quelle tipo quella di Milano, è che quelle grosse e importanti sono più grosse e più importanti. Ossia moltiplica per qualche volta il numero degli stand, degli schermi, della gente in coda e delle, passatemi il termine, fighe. Ecco sì, le fiere dedicate ai videogames alla fine sono sempre quella roba lì, tante fighe (e su questo devo dire che quella di Tokyo vince decisamente su quella milanese), tanti gadget del tutto inutili e nemmeno divertenti (non ti danno più nemmeno le demo) e due o tre cose che hai voglia di provare in mezzo ad un fantastillione che puoi trovare pure su internet. Per quanto mi riguarda volevo provare i nuovi occhiali fighi della PS3, ma c’era oltre un’ora di coda e col cazzo che l’ho fatta. Per il resto è sempre quella roba lì. Nerd sudati con grossi zaini e occhiali spessi che cercano di prendere la borsa della SEGA o di annoiare a morte le hostess chiedendo loro se preferiscono un fidanzato warrior, wizard o thief e di che allineamento. Quindi niente, mi sono concentrato a fare foto a belle ragazze. Le trovate sul mio flickr. Per il resto da segnalare per sfarzosità gli stand di Namco, Square (che mostrava le prime immagini del nuovo capitolo di Hitman, e cazzo promette davvero bene, vi dico solo che c’è un gruppo di suore fetish con in mano degli AK47), Konami (che festeggiava il 25ennale di Metal Gear Solid), SEGA (che regalava il gadget più in voga tra i convenuti, ossia un borsone che io non ho trovato) e poco altro. L’unica cosa un filo divertente è che in due o tre padiglioni c’erano show live di idol group, alcune famose (non per me) vista l’affluenza di pubblico. Poi qualche show live qua e là con sgallettate in minigonna e poco altro. Ingresso, il corrispettivo di 10 euro e siccome era in culo al mondo altri 10 circa di metropolitana (per me).

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Avengers アベンジャ-

In Giappone i fumetti Marvel non ci sono, o meglio, le edizioni giapponesi non esistono (a meno che non esistano e siano molto di nicchia, io non ne ho mai visti). In ogni caso, in questo periodo di ragni e vendicatori, hanno buttato fuori un tot di materiale (mi sembra pure totalmente scelto a cazzo) tradotto in giapponese. Il coso che vedete sopra credo sia un originale fatto per il mercato nipponico. E’ contenuto in un magzine che si chaiam Avengers, se non ricordo male, con 86 pagine di pubblicità di orologi, dodici di izakaya e sette di fumetto. Il fumetto mi pare di capire sia una roba didattica che introduce il pubblico nipponico al film. Poi hanno pubblicato anche “One more day” di Spider-man, uno degli episodi che mi ha fatto girare il cazzo di più in assoluto dell’uomo ragno (seppure la saga fosse molto bella), ma che ha astutamente saputo piallare la storia di Peter Parker e darle un nuovo inizio.

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Un altro interessante documentario firmato dal cosiddetto epigono di Wim Wenders

E questa volta nello splendido splendore del wide screen!
Il posto in questione è a Odaiba, all’interno di Diver City o come si chiama, che non mi ricordo mai.

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konbini

E’ da mesi che una domanda strisciante mi corre attraverso i neuroni ancora funzionanti, nel panorama urbano rispetto all’ultima volta che ero stato in Giappone c’era qualcosa che non quadrava. Poi l’altro dì ho realizzato, non ci sono più Am Pm, una catena di konbini che insieme a Family Mart, 7/11, Lawson, Circle K-Sunkus, Mini-stop, Daily Yamazaki, Popular (piuttosto pochi) e altri minori, compone la fitta schiera di konbini presenti ovunque sul territorio nazionale. Sono completamente spariti, solo oggi ho scoperto che sono stati acquisiti da Family Mart, che in effetti è presente sul territorio in modo impressionante, roba che nemmeno il partito comunista e la DC messi insieme erano in grado di fare nel secondo dopo guerra.

Quello sopra è un filmato che ho fatto per dare idea di come sono questi negozi, in pratica vendono di tutto, dalle magliette al caffé in lattina passando per le sigarette e le riviste porno. Aperti 24 ore al giorno 7 giorni su 7. A tokyo ce ne sono più o meno ogni trecento metri nelle zone commerciali, ho letto che sono all’incirca 6000 in città, ma a occhio mi sembra continuino ad aumentare, non è raro di vederne nuovi in costruzione. La fregatura è che alla fine ci vai continuamente a prendere cagate e ci lasci giù un mucchio di soldi. Ci sono a disposizione pranzi pronti che se vuoi ti riscaldano sul posto, verdure bollite, roba fritta (ancora calda), cosi di ramen freddi o caldi e via dicendo, quando compri del cibo ti danno anche il cucchiaio o le bacchette a seconda del prodotto. Si possono pagare le bollette, spedire pacchi, comprare biglietti dei concerti tramite una macchina, fare fotocopie, fax, stampare documenti da chiavette usb o altri supporti, stampare foto e via dicendo. Alcuni, tipo questo, offrono un servizio lavanderia (vedete la macchina a 00:22 secondi nel video), c’è un bancomat all’interno e in quasi tutti c’è un cesso a disposizione della clientela (sempre pulito). In alcuni ci sono anche dei banconi per mettersi a mangiare o a bere ciò che si è appena acquistato. I prezzi sono tutto sommato abbordabili, un bento si aggira sui 500 yen. All’interno o all’esterno degli stessi ci sono bidoni dove buttare i rifiuti (carta, vetro, plastica ecc.).

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Fukagawa Hachimangu Matsuri 2012

Domenica sono andato al Fukagawa Hachimangu Matsuri, è considerato uno dei “big three” di Tokyo insieme al Sanja Matsuri (cliccando andate ad un po’ di foto che ho fatto al Sanja) e a quello di Kanda. In pratica ci sono un sacco di mikoshi che girano per Fukagawa, una zona di Tokyo, e gente che lancia acqua su quelli che portano i mikoshi. La particolarità è quella che c’è gente che lancia acqua. Oltre al corteo per le strade del quartiere ci sono vari templi attorno ai quali si snodano decine e decine di bancarelle di cibi classici da matsuri, ossia yakisoba, yakitori e roba così. Negli ultimi anni si sta diffondendo pure il kebab in questo tipo di festival popolari. A questo matsuri la birra costa uno sproposito rispetto ad altri cui ho partecipato.

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Sale giochi a Tokyo

L’altro giorno, mentre cercavo il museo di Gundam, mi sono aggirato come un disperato nel palazzo che lo contiene, e tra le altre cose c’era anche questa sala giochi. La cosa interessante è che in Giappone le sale giochi non sono sparite con l’avvento delle consolle casalinghe, al contrario di quanto è accaduto in Italia hanno saputo cambiare tiro e mettere in piedi macchine da gioco che in casa non ci possono entrare, vuoi per la grandezza, vuoi per l’hardware, vuoi per il tipo di strumentazione accessoria che richiedono. Ovviamente a fianco dei giochi fighi, ci sono anche classici tipo tekken o street fighter. Anzi, in ogni sala giochi che si rispetti in Giappone c’è almeno una macchina con un vecchio street fighter anni ’80. La sala giochi del video non è nemmeno tra le più grosse, alcune sono poste su 6 o 7 piani, questa era a piano unico. Inoltre all’interno delle sale giochi ci sono delle macchien che si chiamano プリクラ (purikura) dove le ragazze, pure i ragazzi ma più le ragazze, entrano e si fanno foto e nelle foto sembrano belle mentre in realtà sono dei mostri. Sono sostanzialmente delle macchine che ti permettono di photoshopparti, aggiungere sfondi, scritte kawaii, allargarti gli occhi e cose così. Qui vi potete fare un’idea. Alcune sono più evolute, ad esempio sul finale del video ne vedete una a tema “café”, sa il cazzo che minchia esce fuori, non l’ho provata. Una roba che va tantissimo qui, e che in Italia non vedevo dai tempi dell’Astra Games, ossia dall’89, sono le macchinette con dentro i pupazzi da pescare o quelle con le monetine che te ne butti dentro una e speri che spinga le altre giù per lo scivolo e poi nelle tue tasche. Comunque, a parte ‘ste cagate, ci sono dei giochi veramente belli, tipo quello di Gundam con la cabina da pilotaggio ricostruita (che è in giro da almeno 3 anni dato che ci giocai anche nel 2009), roba in 3D, spara tutto che ti fanno aggirare per le strade di Tokyo, insomma cose di un certo livello. L’inferno sonoro è garantito, il costo si aggira intorno ai 2 euro a partita. Per i giochi più nuovi di solito ci sono anche delle panchine posizionate per la lunga fila che si crea. Tra i giochi più difficili da interpretare c’è quello del calcio, che oltre a giocare schiacciando pulsanti e cose, devi anche posizionare delle carte (che compri separatamente e immagino ci siano quelle rare ecc.) su una piattaforma davanti al monitor, inoltre è un multyplaier e giochi con tutta la gente che c’è intorno a te e davanti a tutti è posizionato un grande schermo. Altro gioco bizzarro è quello delle corse dei cavalli che vedete in video, devi dare da mangiare al cavallo prima della corsa, allenarlo, scegliere il fantino e via dicendo, poi è pieno di statistiche e minchiate varie, roba che te lo devi studiare davvero bene per poterci giocare.

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[Video] In bici tra le strade di Tokyo

In puro stile sovietico, un noioso e lungo video con telecamera a mano e montaggio minimale. L’appassionato cortometraggio girato da un regista dai dubbi trascorsi, ritrae le strade di una zona residenziale di Tokyo a pochi minuti da Shibuya e dal casino metropolitano. Da sottolineare, per chi non è avvezzo all’urbanistica tokyota, che questo tipo di silenziosi e tranquilli quartieri residenziali si trovano ovunque all’interno della grande e incasinata metropoli, basta allontanarsi qualche minuto dalla stazione della metropolitana più vicina e infilarsi nelle vie residenziali. Case basse, strade strette e silenzio.

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