Disma Rotating Header Image

italia

Che bello tornare a casa!

1 arrivo a Malpensa, ci sono 2 bancomat. Entrambi rotti
2 Sulla banchina dove si aspettano i treni un tipo fuma e spegne il mozzicone per terra
3 Nel treno il bagno è dotata di moderna porta elettronica. Che però non funziona e quindi non si può entrare a pisciare senza che tutti ti osservino dato che il designe del bagno fa sì che la porta sia rivolta verso i sedili. La porta non solo è rotta, ma ogni dieci secondi si chiude fino a 1/3 e poi si riapre. Dal bagno colano cose fuori.
4 Sul treno c’è un monitor. Vecchio, ma c’è. Il percorso segnato sul monitor è disegnato con un Commodore 16 dell’82, le stazioni sono scritte con un font 6 e vengono usati quei tipici colori che ricordano giochi come Pac-Man. Avete presente quel rosso e quell’arancione d’altri tempi. Ecco. In ogni caso completamente illeggibile.
7 Prendo il taxi. All’arrivo spegne il tassametro e lo guardo. Segna 11.30. Scendiamo e chiedo “Quant’è?”. 12 euro mi dice. Gli chiedo se è sicuro. Controlla e mi dice “Ah sono 11.30, facciamo 12?” No gli dico io. Facciamo che chiamiamo Via Messina? (ufficio taxi)
8 Oggi vado a fare delle pratiche, faccio tre volte la stessa fila. Tre ore e mezza. L’ultima fila l’ho fatta per consegnare una ricevuta. Quando arriva il mio turno si presenta davanti a me una testa di cazzo con in mano la stessa ricevuta e con tutta l’aria di voler superare. Con tono mellifluo le chiedo “Deve solo consegnare la ricevuta?”. Sì, mi risponde la testa di cazzo, devo solo consegnare la ricevuto. Ah, dico io, anche io e ho fatto la fila. Questa sbianca. Un secondo dopo arriva un’altra testa di cazzo. Con in mano la stessa ricevuta e anche lei vuole saltare la fila. Ovviamente davanti a me non passano, ma temo che siano passate davanti al tizio dietro.
9 All’ufficio mi dicono che il foglio che mi hanno dato è utile per fare un’altra pratica. Attraverso la città. Ovviamente all’altro ufficio mi dicono che no, che non è utile per fare quell’altra pratica.
10 Prendo la metropolitana, sporca. Le luci della carrozza dove sono non funzionano.
10bis Vado all’edicola per prendere un biglietto, c’è una signora che sta facendo delle cose. Arriva una da dietro. Supera me e la signora dicendo una cosa del tipo “Ho fretta che mi arriva il bus”. Io mi trattengo dallo spiegarle come infilarselo di traverso nel culo il bus. Che per altro, ovviamente, non stava arrivando.
11 Al supermercato. Prendo la birra, il tabasco e altre cazzate. Tredici euro e novantacinque centesimi. Pago Tredici euro e novantasei centesimi. Mi dà lo scontrino e passa al cliente successivo. Come fosse la cosa più naturale del mondo, senza nemmeno chiedermelo, se può non darmi il centesimo.
12 Apro il Corriere.it e vedo che i così lì hanno preso un botto di voti a Palermo.
Eh no, in quasi un anno in Giappone non mi è mai capitato nulla di tutto ciò. Ma nemmeno lontanamente.
Tutto sommato bene, sono contento, mi ero dato un paio d’anni per riflettere sul dove stare in futuro, ma credo me ne serviranno meno.

Condividi please

E già, e i ravioli cinesi in Giappone?

Da quando sono qua sono stato in almeno una ventina di differenti ristoranti italiani, tra questi solo uno aveva il cuoco italiano e a essere sincero non era il migliore. Senza scherzi, ci sono più ristoranti italiani a Tokyo di quanti ce ne siano a Milano, ma tanti di più eppure una quota del tutto marginale ha cuochi italiani. Di più, in Giappone, pensa te che roba pazzesca, ci sono ristoranti con specialità cinesi e sono gestiti da personale giapponese. Non solo, sostanzialmente dappertutto trovi i gyoza, che sarebbero i ravioli cinesi jiaozi. Mica mi sembra che si facciano problemi i giapponesi a vendere una ricetta cinese nei loro ristoranti. Stesso discorso per il mabotofu o i tanti amati ramen che sono una versione giapponese dei tagliolini in brodo cinesi. Quindi? Se i cinesi fanno una loro versione del sushi non va bene ma se i giapponesi sostanzialmente basano buona parte dei loro ristoranti su derivati della cucina cinese, invece è ok? E con lo yakiniku che è coreano, come la mettiamo? Storie di pagliuzze e travi.

Condividi please

Progresso tecnologico in Italia

Basta elettronica si torni alle palline. Lo trovo splendido questo titolo. Decontestualizzato, si adatta a mille situazioni italiane.

Condividi please

Il coso malvagio delle radiazioni che arriva dal Giappone

Ieri in trasmissione c’era un tizio che si occupa di distribuzione di rilevatori di radiazioni e cose così e diceva che in pochi giorni ne hanno venduti quanto di solito se ne vendono in un anno (!). E non è che costano due lire, costano circa quattrocento euro, pare che adesso i prezzi siano aumentati di un terzo oltretutto. E io mi domandavo quale fosse il target di questo ingiustificato allarmismo. Ebbene, questa mattina al bar c’era gente che parlava e c’era uno che ascoltava, io, quelli che parlavano si chiedevano se c’era da avere paura che sta arrivando, lo dice la tv, la nube tossica di Tokyo, che sulla Francia è già arrivata. Io odio le orecchie, se non avevo le orecchie non sentivo tante cose.

Condividi please

Slovacchia – Italia le formazioni

Sono queste le formazioni che scendono in campo oggi. Italia e Slovacchia.

Condividi please

Italia – Paraguay sotto la pioggia

Io tifavo per la bronchite

Condividi please

Blocco Juven

A me del calcio non me ne frega niente. Non è che dico così per fare quello che è l’intellettuale di sinistra, che grosso modo mi stanno sulle palle più di Trapattoni. No, lo dico perché mi noia un sacco vedere una partita di pallone con ventidue miliardari in braghe corte che danno i calci ad una palla. Quanto mi piace ripetere quella frase.

L’ultima volta che me ne fregava del calcio era, tipo, il ’91 o giù di lì. Una volta ero tifoso, eh! Andavo a Torino, ero juventino. Compravo anche Hurra Juventus per qualche mese, che era la rivista ufficiale e dentro c’erano i poster di Zavarov e Rui Barros. E io, che ero tifoso ma che di calcio non ho mai capito niente, ero un grande tifoso di Rui Barros, di Zavarov e di De Agostini. Ma soprattutto di Rui Barros, aspettavo sempre che facesse dei pallonetti. Andavo proprio giù di testa per i pallonetti. Di fianco al mio letto a castello, ci dormivo da solo nel letto a castello, sul piano di sopra. Dicevo, di fianco al mio letto a castello avevo una specie di altare con il poster di Rui Barros, Laudrup, Zavarov, Alenikov e Gigi De Agostini. E poi anche sulla porta c’era Rui Barros. Chissà che fine ha fatto il forte campione lusitano.

Comunque, dicevo, a me oggi il calcio mi noia e vedo solo le partite della nazionale che è un motivo per bere le birre. Che sennò è impossibile seguire una partita da sobri. E sta mattina quando ho letto che Lippi ha convocato un blocco Juven, di otto giocatori, comunque, anche se il calcio mi noia e non c’è più Rui Barros e non c’è più Alenikov, e non c’è più Ian Rush né Zavarov né Gigi De Agostini, nonostante tutto, quando ho letto blocco Juven, ho pensato che la Juven è sempre la più forte. Evvai Juven!

Condividi please