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Il cinema in Giappone e Battleship [spoiler]

[Atto primo] Oggi ho avuto la mia prima esperienza in un cinema giapponese. La mia prima esperienza con un film in lingua originale con sottotitoli in giapponese. Cinema molto figo, poltrone comodone, biglietto esageratamente costoso, come molte cose, intorno ai diciotto euro. Audio buono, non dei migliori, schermo grande, non dei più grandi. Ma penso che la mia fosse una sala un po’ sfigata, erano circa dodici sale dislocate su alcuni piani, tra i film presenti c’era anche l’ultima pellicola di Detective Conan e credo anche il nuovo film di Doraemon, ovviamente io puntavo a quelli ma sono stato portato a vedere Battleship. In Giappone il biglietto lo compri a una macchinetta, ma c’è anche la cassa, se il biglietto lo prendi con il pre-order per molti film sono previsti gadget in regalo, tipo che per Men in Black ti regalano una pistoletta, per Biancaneve & sailcazzo ti regalano una merdata di origami e via dicendo. Il pre-order ovviamente lo fai prima che il film esca, sennò non è un preorder è una prenotazione. Ci sono i popcorn e tutte le altre discutibili robe mangerecce che vendono nei cinema e che la mia anima da cinefilo abolirebbe per il suono che producono. Quando esci c’è una signorina con un grosso cesto nel quale tutti, tutti davvero, gettano i loro rifiuti. Sala pulita, poltrone pulite. Le proiezioni iniziano dalle dieci di mattina. Al cinema tanta gente sola, soprattutto molti salarymen o Office Lady, molti di una certa età, facce che in un test di quelli che devi unire dei punti tra loro, non uniresti mai a un americanata hollywodiana, piuttosto a un dramma sulle risaie della periferia di Nagoya. I posti li scegli come ormai, purtroppo, avviene anche in Italia. Nel cinema non si fuma, ma non escludo che ci siano sale dove si può. I film generalmente sono in lingua originale con i sottotitoli. I sottotitoli sono molto bizzarri per chi studia giapponese perché i caratteri sono completamente diversi da quelli standard, soprattutto gli hiragana più che i kanji. Prima dell’inizio del film ci sono all’incirca ottantasei trailer, nessuna pubblicità del Motel Charlie della situazione, e un paio di mini cartoni animati che ti spiegano nell’ordine: che non puoi fare un barbaque all’interno della sala, che non puoi cantare in sala, che non puoi camminare in sala durante il film, che non puoi fare riprese del film. In tutto questo, nel cartone animato di spiegazione, c’è un signore vestito a meta tra la divisa nazista e i tizi di Zeon [Gundam]. Poi alla fine c’è un filmato con un tizio con una macchina da presa al posto della testa e un altro con una sirena che vanno a beccare una che sta downlodando un film dal computer e lei ha molta paura e allora arresta il download.

[Atto secondo] Dopo gli ottantasei minuti di prequel, durante i quali non è passato l’unico trailer che mi interessava ossia quello degli Avengers [che qui, porca troia, esce a agosto], inizia il film. Tutti zitti, silenzio, nessuno che fa battute idiote. C’è una scena durante la quale c’è una partita di calcio tra militari giapponesi e americani e vincono i giapponesi, mi aspettavo qualche urletto in sala, o per lo meno facendo il parallelo con l’Italia dove sarebbero partiti dei cori tipo pooopppopoppoppopoopoo, mi aspettavo un Banzai urlato all’unisono. Niente. Durante il film tra l’altro c’è una scena, che si svolge esattamente davanti al cinema dove stavo vedendo il film, mi stavo sborodolando per tutto il metaconcetto racchiuso nella cosa, tipo ‘corro fuori a vedere’ o cagate così. Niente, silenzio assoluto, non un commento, nemmeno del tipo ‘ah, hai visto? buffo!‘.

[Atto terzo] Chiusa la parte di sociologia spicciola, passo a quella di critica cinematografica spicciola. Che poi, diciamocelo, tutta la critica cinematografica è spicciola. Dunque, il film mi ha fatto cagare. Una classica americanata che in alcuni pezzi fa ridere, ma non che ridi con lei, che ridi di lei. Belli i mostri, le scene di guerra. Divertenti un paio di scene con il nerd all’inizio. Dall’inizio alla fine è una sbrodolata di orgoglio a stelle e strisce che si consuma nel classico concetto ‘con pochi mezzi ma con esperienza, forza di volontà e un fottuto orgoglio si possono battere pure i bulli che vengono dallo spazio’. La parte finale, quella dei vecchi sulla corazzata ‘analogica’ è forse oltre Bruce Willis che esce da un palazzo che gli esplode alle spalle. Dopo tre minuti capisci chi muore, chi vive, chi scopa e chi si riabilità. Dopo cinque minuti prendi a testate la sospensione dell’incredulità e inizi a farti delle domande del tipo: ‘come è possibile che il protagonista era un alcolizzato, fannullone, appena arrestato dalla polizia, non faceva parte dell’esercito e dopo due mesi comanda una nave da guerra?’ ‘Perché gli alieni non usano di continuo quelle robe li che rotolano, che spaccano il culo più di tutte le altre armi che hanno?’.

[Epilogo] All’uscita ero molto orgoglioso per aver capito tutto in inglese, poi mi è venuto in mente che non c’era nulla da capire. La cosa più complicata era un discorso su dove sparare dei missili, tipo a destra o a sinistra.

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Occhio di falco

Certo che potevano prendere uno un filo meno bolso per il ruolo di Occhio di Falco. Cioé, quanto meno uno che non sembrasse un anziano irlandese con la pappagorgia. In ogni caso, data segnata sul google calendar. Il tre sarò in coda per i biglietti. Il due penserò a delle strategie. L’uno, primo maggio, penserò al sindacato (del crimine, quelli di Hood [e non al Maggia, per quanto il primo di maggio potrebbe indurre a pensare al Maggia]).

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Questo film lo fanno circa cinque volte all’anno

Genitori in trappola lo fanno circa cinque volte all’anno, e non riesco a capire il motivo, cioé ci sono quei film che fanno continuamente tipo quelli di Bud Spencer & Terence Hill o quelli di Totò eccetera, ma quelli ha senso perché sono una roba che ha il suo zoccolo duro di fans, ma quel film lì proprio non riesco a capire il motivo per cui continuino a rimandarlo in onda così spesso. Boh, forse tipo che quello che decide i film gli piace molto, oppure ha fatto una scommessa con un amico del tipo ‘scommetti che lo mando in onda cinque volte anche quest’anno‘. Boh. Misteri della programmazione televisiva.

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X Men Origini – Wolverine

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Ieri sera, sotto una pioggia torrenziale, completamente infracicato, con le guardie che ti fanno riporre un cellulare in una busta sigillata e con lo schermo che ti ricorda che rischi 3 mesi di gabbio se registri il film, sono andato a vedere Wolverine.

Punto positivo: era un’anteprima e quindi non c’erano tamarri ululanti. Punto a sfavore: schermo medio-piccolo.

Il film: mmmm. Non mi sento di dire brutto perché comunque c’era Jackman che non interpreta Logan, è Logan. Perché c’era gambit che era un buon gambit, perchè c’era Scott ‘Cagacazz’ Summers che aveva i raggi fichissimi che uscivano dagli occhi, perché comunque si è intravisto Nightcrawler ‘prete di merda’, Emma Frost era ok anche se non aveva la scollatura cui siamo abituati e tutto quanto.

Però nella storia c’erano un sacco di stronzate che per chi ama il fumetto non si possono reggere. Certo, questo è il problema di tutti i film Marvel, che cercano di riassumere in due ore un bordello di intrecci, relazioni, storie. Epoi, e questa è proprio la cosa che mi fa incazzare, non c’era la comparsata di Stan “sorridente” Lee.

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Che ti s’inventa internet… capace che mi danno l’Oscar tra un po’

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ahahahah mica vero

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288% di popolarità in più!! Capace davvero che mi scritturano per il prossimo Mission Impossibile!

filmografia3

eheheh manco questo, l’unica cosa vera è che ho fatto una particina in quel film lì.

Via | MyMovies | imdb | movieplayer

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