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elezioni regionali

Questione di termini

Vederli lì, come pavoni che fanno la ruota, come dei truzzi che escono da Footlocker con delle scarpe nuove, come dei milanesi con il loro suv lucido appena lavato, vederli lì che si bullano e si vantano dicendo che loro no, che loro non hanno perso, che loro hanno comunque ottenuto un buon risultato, vederli lì che commentano «Comunque a noi più regioni», fa venire lo schifo. Schifo misto pena. Per vincere bisogna innanzitutto saper ammettere la sconfitta e da lì ripartire cambiando radiclamente tutto. Programmi e persone, classe dirigente e atteggiamento. E questi qui no, insistono, stesse cose, stessi nomi, stessi errori, stessi programmi, stesso stato vegetativo, ma sì, tanto Toscana, Emilia e Umbria ce le teniamo strette, no? Siamo soddisfatti così. Intanto, l’unico risultato ottenuto, è stato quello di perdere. Che poi loro lo chiamano vincere, ma è solo una questione di termini.

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Di seggi e di voti

Ieri sono andato al seggio a porre la mia metaforica croce sul mio partito prediletto. Eh sì, poi quando vai al seggio comunque è sempre una festa, a me quelle cose lì dove i cittadini sono costretti a far parte dello stato, tipo servizio civile, militare, votazioni e cose così, piacciono sempre un mucchio. Mica per il loro succo, ma per la forma. Il fatto di fare il salto della staccionata, di trovarsi per una volta dalla parte del ‘burosauro’ che tanto si è criticato, il fatto di indossare i panni di ciò che di solito si avversa e poi, e poi queste cose qui fanno tanto dimensione sovietica di quando i cittadini erano obbligati a turno a curare il verde pubblico. Ecco, sì, a me votare piace un casino, tanto tanto. E ancora di più mi piace fare lo scrutatore. Una volta, che facevo lo scrutatore, gli elettori si erano lamentati che avevo una maglietta con scritto “Milano fa male”. Il carabiniere è venuto a dirmi che dovevo cambiarla, gli ho detto che era la mia unica maglietta, lui ha detto di andare a casa e trovare una soluzione. Sono tornato con la stessa maglietta e dello scotch nero sulla scritta. Non è che me ne fottesse niente, ma mi sono divertito molto. E poi, poi c’erano i verbali da compilare. Quanto amo quei libroni con su un sacco di polverose cose inutili, quanto sono belle, dolci, sovieticamente archivistiche. Ecco, adoro lo stato dello stato per un giorno. Ieri, dicevo, sono andato a votare e ci sono andato con tutte le buone intenzioni. Mi ero stampato il vademecum dell’UAAR per protestare con il presidente di seggio in caso di presenza di crocifissi in aula. Mi sono portato dietro pure la sentenza della cassazione. Continuavo a ripetermi che se c’era il crocifisso gli mostravo la sentenza, è che non c’avevo niente di meglio da fare e in tv c’era solo E.T. Ecco, quando sono arrivato al seggio poi mi è venuto il dubbio, ma basta mettere il nome del consigliere o bisogna mettere anche la X sul candidato Governatore? Ero sicuro al 99% che non servisse la croce, per sicurezza l’ho chiesto al tizio del seggio che mi ha risposto “Eh, non lo so, lei la metta…”. Stordito da questa risposta surreale mi sono completamente dimenticato della cosa della croce. Ecco, me ne sono ricordato quando sono tornato a casa. E adesso mi tocca aspettare altri due anni per smarronare il presidente di seggio.

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Il voto alle regionali #2

‘Sta mattina leggevo il Kuda che diceva delle cose sulle quali sono sostanzialmente d’accordo. Come ho già detto in passato secondo me i nomi da votare, tra quelli che ricordo e conosco, sono Pippo, Muhlbauer, Baruffi, Saponaro.

Pippo è candidato a Monza, Saponaro a BG e Muhlbauer e Baruffi a Milano. Io credo che in Lombardia il centrosinistra non abbia la minima possibilità di vittoria, ma penso che queste persone qui, tranne Muhlbauer che la sua elezione dipende dal raggiungimento del 3% da parte di Rifondazione, verranno comunque elette perché è gente che ha fatto bene e credo/spero prenderanno un bel po’ di voti. Quindi punto al 3% per Rifondazione o come si chiama, quella roba lì. Ecco, il mio ragionamento. Sì, non è quello di un grande statista però… bho. Così.

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Il voto alle regionali

A me dispiacerebbe parecchio che non ci fosse nessuno in consiglio regionale a rappresentare l’ala sinistra della politica. Mi dispiacerebbe parecchio se la Federazione della Sinistra, che poi sono rifondazione pdci e altri, non raggiungesse il 3%, che se non lo raggiunge non c’è nessuno, se lo raggiunge uno o due passano. Non ne faccio una questione di programma né una questione ideologica, semplicemente trovo che sarebbe un peccato, come è un peccato in Parlamento, non avere una rappresentanza dell’opposizione radicale di sinistra. Ne parla meglio Luciano Muhlbauer sul suo blog.

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L’acqua calda gli AdWords e Formigoni

Ora, a parte che potevano anche citare il mio blog e la sua campagna relativa a www.formigoni.it quelli di Repubblica, però a me sembra che abbiano scoperto l’acqua calda. La roba dei link sponsorizzati c’è da anni e non capisco proprio come possa meritare un articolo in home.

Si parla addirittura di proteste di utenti. Che cazzo abbiano da protestare, non si capisce dato che google scrive molto chiaramente ‘link sponsorizzato’. Su Repubblica scrivono “E così qualcuno ha perfino paragonato Formigoni a una sorta di Grande Fratello in grado di apparire a proprio piacimento nella Rete.”. Mi piace molto quel ‘qualcuno’. Qualcuno chi, il prestinaio, il tassista che ha portato il collega in redazione, il popolo dei fax? Chi è quel qualcuno? Bho, voi paragonereste uno al Grande Fratello per dei link sponsorizzati su Google?

Infine il pezzo parla degli AdWords… il mistero è svelato! L’articolo ne parla negli stessi termini con cui un esploratore del settecento avrebbe parlato di una tigre coi denti a sciabola incontrata in una grotta himalayana.

La chiusa dell’articolo è questa:

Fatto sta che il meccanismo presenta, nonostante le avvertenza, qualche ambiguità di fondo: basta digitare elezioni Lombardia per ritrovarsi ancora una volta il sito formigoniano. E la stessa cosa accade con sanità Lombardia. Ma non dappertutto. A Roma o a Bari non accade, in realtà, mentre succede solo per gli utenti che vivono (o meglio, votano) nella regione del governatore: anche questa opportunità rientra nel pacchetto di AdWords.

Leggendo l’unica reazione che puoi avere è “E allora? E quindi? Cosa c’è di particolare? Cosa vuol dire che il meccanismo ha delle ambiguità?! Che ambiguità?! Sono link sponsorizzati che rispondono in base alla zona della connessione e a determinate chiavi di ricerca, dove sta l’ambiguità?!

Riassumendo, il nocciolo dell’articolo è: Formigoni ha comprato degli AdWords. E’ una notizia?

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Gente che sanno conquistare la fiducia di altra gente

Ieri ero in giro a fare firulì e firulà, per la precisione ero ad una festa di quartiere che non ho mai capito in cosa differisce da un mercato, ma tant’è. Dicevo, stavo facendo firulì e firulà, quando mi si avvicina una tizia che sembra indemoniata e mi dice che io devo prendere il suo volantino, io le dico molto cortesemente che no, che il volantino non lo prendo. Lei mi incalza, dice che il suo volantino è proprio suo nel senso che c’è su la sua foto e c’è su il suo nome e che quindi dovrei prenderlo, non solo, dice che dovrei leggerlo. Io le dico che il suo volantino, quello dove c’è su lei in foto e in nome, lo può anche tenere, che magari i suoi nipotini saranno orgogliosi che la loro nonna ha avuto un volantino con su la sua foto e il suo nome. La tipa mi dice che lei è candidata e che devo votarla, le assicuro che non sarà così. Mentre mi allontano mi dice ‘ma almeno vai a votare’, mi piacerebbe dirle di farsi i cazzi suoi ma non lo faccio, mi limito a dirle che andrò a votare ma non per il suo partito. Che se magari prima per sbaglio la votavo, perché a volte capita che con le preferenze la dai a uno che ti è simpatico, adesso non la voto nemmeno se mi ficcano la testa in un secchio pieno di merda. No, questo per dire l’utilità di andare alle feste di quartiere, che sembrano mercati, a dare i tuoi volantini con su la tua foto e il tuo nome.

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www.formigoni.it il primo sorpasso

Pare che se cerchi con google www.formigoni.it io non sono più terzo come dicevo una volta. Adesso sono secondo. Mi restano ancora quindici giorni per diventare primo, prima delle elezioni…

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