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comune di milano

Piazza Castello e le proteste dei residenti

salamelle

Da corriere.it: “Basta salamelle e fumi puzzolenti. Niente sdraio e aperitivi sotto l’ombrellone per l’estate milanese. Frenata anche sui chioschi. Il Comune dopo le critiche e le proteste dei residenti ripensa l’area del Castello…Più qualità soprattutto durante la settimana, qualche intrattenimento popolare (bancarelle comprese) ammesso solo nei weekend.”

Bene, io lì ci sono stato, in piazza Castello, alle bancarelle. Il posto mi è parso una figata. Il motivo è semplice, il centro di Milano è zona morta, da anni, da sempre. A meno che tu non abbia parecchi soldi per andare in un ristorante strafigo dove la signora al tavolo di fianco indossa una costosa pelliccia di Wookie albino, non c’è nessun posto dove passare un po’ di tempo in compagnia. Ecco, questo evento qua delle bancarelle di piazza Castello mi ha fatto dire, “figo, finalmente intrattenimento popolare a prezzo moderato che vivacizza il centro di Milano, senza troppi cazzi di rassegne cinematografiche hipster o rievocazioni storiche padane”. Ho pensato “Minchia, finalmente, bravo Giulianone Pisapia”.

Poi però è successo qualcosa. Il comitato di residenti di piazza Castello, si avete capito bene, c’è gente che abita davvero in quei palazzi, si è lamentato. Troppo caos. Troppo disordine. Le bancarelle sono brutte da vedere. Non ci sono più le mezze stagioni. Sa signora mia, anche l’operaio vuole il figlio dottore.

Già, perché uno che abita davanti al Castello, a tre minuti a piedi dal Duomo, vuole godersi in pace una delle zone più belle di Milano. Siamo pazzi, tutta quella gente che viene sotto casa mia a mangiarsi una salamella e a godersi una serata all’aperto?! Facciamo che le bancarelle le mettiamo a Ponte Lambro? O in via Stephenson a Quarto Oggiaro? Così i signori sono più contenti, l’intrattenimento popolare lo spostiamo nei quartieri popolari e a lor signori lasciamo qualche installazione pensata con la Triennale, qualche festival hipster e una kermesse letteraria, anzichenò. Già, l’intrattenimento popolare in piazza Castello è troppo fastidioso. Sedersi con gli amici all’aperto per bere una birra in mezzo alle bellezze del centro di Milano, deve essere una cosa alla portata solo di chi lo fa dal suo terrazzo con affaccio sulla Torre del Filarete.

Noi altri fuori dal centro, nelle periferie o in qualche birreria sui navigli al limite. Che però anche lì i residenti si lamentano. Il centro è intoccabile.

Probabilmente vivono in dodici in piazza Castello, probabilmente tutti pesanti come un carico d’assi a briscola. Pesanti politicamente dico, ma pure in altri sensi mi sa. E quanto conta un comitato di residenti di periferia? Probabilmente è pesante come un due di spade, sempre a briscola. Avete mai visto assolte così in fretta le richieste di un comitato di quartiere? Io no.

La città è di tutti e le sue parti migliori devono essere alla portata di tutti, non solo di chi ci vive. Se vi piace la tranquillità e non volete feste sottocasa potete pure traslocare in viale Ungheria, per esempio, di sicuro lì il comune non ha mai organizzato alcun tipo di festa [purtroppo].

Volete fare eventi di “qualità”, fateli, perché però non affiancarci bancarelle e ristoranti di strada? Ah già, troppo popolare. Ché il termine popolare ci fa schifo, vero? Io in questi giorni intorno al Castello ho visto un sacco di facce sorridenti, ma soprattutto ho visto molti turisti che finalmente hanno trovato un posto dove rilassarsi, bere, magiare. Una roba che dovrebbe essere normale in centro, avere una zona popolare dove un turista possa sedersi a bere qualcosa. Per altro bancarelle con una buona scelta e una qualità non male, in mezzo ad un mare di bar con piatti surgelati e riscaldati al microonde. Siamo in Italia, dove gli interessi prevalgono sempre sul buon senso.

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Milano Jazzin’Festival

A parte che di jazz non c’è quasi una mazza, ma un sito internet non potevano allestirlo? Tipo con su i prezzi, gli orari e via dicendo, che le uniche notizie le ricavi da Ticket one e simili o da un pdf scaricabile dal comune del sito di Milano, dove però non ci sono i prezzi dei biglietti. Oé mica sto attaccando il Pisa eh! Questo è un Festival che era già stato organizzato da quelli che c’erano prima.

EDIT mi correggo, ho detto una cazzata, un sito c’è. E’ il sito del portale turismo (?) di Milano, che contiene mille altre cose, ma tipo se cerchi Milano Jazzin’Festival con Google non lo troverai mai… turismo.milano.it

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Agenti segreti del PD

Oggi ero ad una di quelle cose che chiamano feste di via, che in realtà sono dei mercati dove vendono un po’ di tutto ed in particolare il mercato di oggi era dedicato alla festa della mamma, di cui mi sfuggono le radici storiche, della festa della mamma dico. E in questo contesto, tra le altre cose, c’era una specie di roulotte, più bella di una roulotte ma non bella quanto un bel camper, del Comune di Milano. Dentro sto scatambrione c’era un tizio per dare informazioni e fare certificati anagrafici. Io, senza saper né leggere né scrivere, mi sono detto che un’occasione come questa non mi sarebbe più ricapitata, fare tutti i certificati che ci sono su piazza, senza nemmeno dover fare un minuto di coda. Non mi servono a un cazzo, però non si sa mai, se entro sei mesi mi servono ce li ho lì belli pronti. E niente, mentre ero lì che aspettavo i certificati, sentivo dei tizi che erano dentro alla roulotte che raccontavano che c’erano dei tizi del PD che giravano lì intorno e che continuavano ad andare a fare domande molto complicate per vedere se sapevano rispondere. Dice che erano del PD perché avevano la spilla del PD e i volantini del PD. E niente, pare che questi qui del PD andavano a sondare la preparazione. Poi un altro che era lì, diceva che voleva mangiare la pizza e non era certo il caso di continuare a parlare di PD mentre si mangia.

PS al mercato dove vendono un po’ di tutto c’erano più candidati alle amministrative che clienti del mercato, uno aveva proprio la faccia da scemone che mi chiedo come mai nessuno gli abbia suggerito di non mettere la sua foto sui manifesti

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Milano 2.0 carta d’identità elettronica

A Milano fanno la carta d’identità elettronica, cioè un mio amico sono anni che vuole farla ma ancora non ci è riuscito. Comunque poi, quando devi rinnovarla, sulla carta d’identità elettronica ci mettono un timbro, per rinnovarla, la carta d’identità elettronica. Un timbro.

Il timbro che proroga la validità della carta di identità elettronica emessa dal Comune di Milano viene apposto esclusivamente presso la sede anagrafica di via Larga, 12, attraverso il rilascio di un apposito modulo che viene consegnato al titolare della carta.

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