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Shanghai Devil

A me è piaciuto. Mi era piaciuto pure il coso che lo precedeva dove lo stesso protagonista era in una colonia italiana in Africa, non mi ricordo più quale e non mi ricordo più il titolo. Mi era piaciuto parecchio però, per il taglio storico approfondito (avevo individuato nel fumetto un paio di cose che avevo imparato a Tre Metri Sopra il Cepu che secondo me non le sanno mica tanti). Mi era piaciuta l’idea di osservare un processo storico attraverso gli occhi di un tizio qualsiasi che si trova invischiato in cose assurde e mi piace molto questo nuovo capitolo che cerca di raccontare, per quel che ho potuto capire anche in questo caso in modo corretto da un punto di vista storico, la Cina frantumata dagli imperi coloniali europei. Quello raccontato è un momento storico particolarmente interessante, ossia quando il locale inizia ad incontrare il globale, quando si inizia a viaggiare sul serio, a fare sul serio affari e le piccole botteghe provano ad aprire sedi dall’altra parte del mondo. Iniziano a nascere aziende che all’epoca impiegavano due persone e un secolo dopo sono multinazionali. Vabbé, a me quel periodo storico lì mi piace, fine ‘800 più o meno. E quindi niente, se avete il dubbio, sappiate che Shangai Devil è un bel fumetto, scritto bene, per quel che ne capisco.

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