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Legge Levi sconti sui libri

La prima cosa che mi viene in mente è che sia un’enorme cagata (d’accordo con Diegozilla che ne parla sul suo blog)una legge che vincola gli sconti sui libri, soprattutto in un Paese dove già nessuno legge una sega. Mi viene in mente che in un Paese dove la gente ha paura a comprare online che sennò pensano che poi gli viene il malocchio, segare le gambe a Amazon e simili è proprio un’idea del piffero. Mi viene in mente che è una cosa liberticida e che in un paese dove i libri costano uno sproposito, tutto sommato qualche sconto non fa poi così schifo in tempi di crisi. Mi vengono in mente solo aspetti negativi sinceramente. L’unico positivo che mi viene in mente è la tutela delle piccole librerie. Me ne vengono in mente parecchie di piccole librerie carine che vorrei tutelare, che non vorrei veder chiuse. Poi però penso anche che ‘ste librerie non sono mica dei panda che vanno tutelati, sennò a sto punto non capisco perché bisogna tutelare le piccole librerie e non, per dire, i negozi di elettronica. Io online trovo un sacco di cose con sconti assurdi nel settore informatico e affini. L’altro dì ho preso a 90 euro un harddisk portatile che nei negozi ne costa 130. Quindi se vogliamo vivere in un’economia di mercato, libera, viviamoci. Sennò facciamo che no. Voi che ne pensate?

24 Comments

  1. laura says:

    anch’io ho le idee un po’ confuse. qui però ho trovato delle info interessanti (e inquietanti)
    http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2910&fromHP=1

  2. Penso che il timore di comprare online é reale e legittima, sopratutto dopo il casino di Sony, ti pare?

    Comunque anche io contrario alla legge Levi, ma sará sempre possibile vendere il libro nuovo come “usato” come giá fa da tempo il libraccio vicino al mio ufficio… li ho pigliato piú di un libro nuovo segnato come usato al 50% di sconto. In piú ho potuto camminare tra gli scaffali, prenderlo in mano, sentirne il profumo sfogliando le pagine e leggere qualche stralcio.

    altro che amazon B)

  3. Disma says:

    però occhio che molti libri nuovi in realtà sono davvero usati. Per dire a me arrivano libri incelofanati di cui non me ne frega nulla, il giorno dopo sono sugli scaffali del libraccio (o chi per lui) incelofanati. Anche io vado in libreria, però sinceramente Amazon è comodo (anche come ricerca), economico e trovo cose che in libreria non trovo.
    PS il casino di sony è un caso abbastanza isolato imho, infatti ha occupato le prime pagine dei giornali, se fosse la norma sarebbe stato meno clamoroso. Credo che il rischio di acquistare online sia lo stesso di essere vittime di una rapina mentre si è in libreria, poi non è che ho statistiche, parlo giusto per dare aria alla bocca.

  4. Disma says:

    @Laura sentendo l’intervento di un’indipendente che era intervenuto a RP, in realtà non l’ho sentito me lo sono fatto raccontare, comunque il discorso che faceva questo è che la legge Levi protegge le grandi (case editrici, distribuzione, librerie) dalle Megagrandi. Ossia Feltrinelli e Mondadori da Amazon. Mentre per i piccoli cambierebbe poco, se non la fregatura di non poter svendere alle fiere o i ‘fondi di magazzino’ (non mi viene il termine corretto). Cioé il discorso è, a quanto ho capito, se in fiera il piccolo e feltrinelli fanno il 15% di sconto i più vanno da feltrinelli. Se il piccolo fa il 25% ha la possibilità di farsi conoscere… Poi non è che io sia un esperto del campo, riporto quello che ho sentito da chi se ne occupa.

  5. laura says:

    sì però i grandi e i megagrandi possono fare sconti sui libri che vogliono vendere anche se vanno in perdita perchè recuperano da un’altra parte. i piccoli già ci guadagnano pochissimo e gli sconti non li possono fare. e poi oltre al discorso di amazon c’è il discorso dei supermercati e della feltrinelli che è diventata praticamente un supermercato che ci guadagna più da altre cose che dai libri.
    insomma grandi questioni di consumismo. che faccio un po’ fatica perchè mi sembra giusto che uno voglia pagare il meno possibile e che però gli piace anche che sopravviva la libreria sottocasa. un po’ come il pane del panettiere che è più buono ma quello dell’esselunga costa meno e ero già lì a comprare altre cose. Forse andrò di più in biblioteca

  6. mattia says:

    Secondo me la minchiata sta soprattutto nel fatto che le librerie online e quelle fisiche per molta gente sono luoghi in cui compri per esigenze diverse. Non si accavallano insomma.
    Io, ad esempio, nelle librerie fisiche ci vado per comprarmi un romanzo, così perché mi va di leggere qualcosa. Quindi entro, gironzolo, osservo cosa è uscito e poi compro.
    Le librerie online le uso per tutt’altra roba, che tipicamente non si trova nelle librerie fisiche. Dal libro pubblicato nel 1963 che trovi solo su amazon venduto da qualche pazzo che ha svuotato una cantina nel Tennesee, al libro straniero che farlo arrivare in italia, ti saluto. Oppure i libri tecnici molto specifici che non ci sono nelle liberie generaliste (e quindi o compri su internet, oppure ti tocca fare il viaggio a Milano).
    Ecco, per le persone come me la concorrenza tra le due categorie di librerie non esiste.

  7. Zu says:

    anch’io d’istinto avevo avuto la tua stessa reazione, però qui c’è un interessante punto di vista per considerare altri aspetti della questione: http://leggesulprezzodellibro.wordpress.com/2011/09/01/lettera-al-lettore-comprensibilmente-arrabbiato/

  8. Der Pilger says:

    penalizzare i libri elettronici (a dire e-book mi viene l’eczema) significa cercare di fermare con uno stuzzicadenti un’onda di piena.
    i libri elettronici saranno la nuova rivoluzione, prima di tutto perche’ ci scorderemo lo sconsolante “ci spiace e’ fuori catalogo”, poi perche’ i prezzi si dovranno per forza abbassare (cazzo!) e poi perche’ la disponibilita’ di letture sara’ immediata e in qualsiasi parte del mondo.
    poi non spariranno i libri cartacei, perche’ io certi libri li vorro’ in carta, cosi’ come oggi certa gente ama conservare papiri, incunaboli e preziosi libri miniati.
    io poi frequenterei ancora certe librerie che magari avranno un’aspetto diverso, ma mi aspetterei la stessa persona di adesso, magari un po’ invecchiata che mi dira’ “pilger e’ uscito un nuovo romanzo di X e un saggio di Y che ti piaceranno perche’ in fondo sei una testa di cazzo”.
    ecco una cosa cosi’.

  9. Disma says:

    non so, bisogna vedere se accade ciò che viene profetizzato, ossia un abbassamento dei prezzi da parte delle case editrici… resta la questione fiere e ‘svuotaggio magazzino’. A quanto mi dicono alle fiere i piccoli fanno svendite pazzesche per rientrare di ciò che possono rientrare, così come le piccole librerie buttano fuori quello che gli ‘avanza’ in magazzino a prezzi ridicoli per perdere meno… però ripeto, sono cose che mi hanno raccontato e che non conosco per esperienza diretta

  10. Disma says:

    @Der Pilger no, attenzione, i libri elettronici non c’entrano col provvedimento. La cosa è solo sui libri cartacei, che siano venduti online o in libreria. Gli sconti sui libri elettronici non saranno regolamentati dal provvedimento. Io ho capito così almeno

  11. Der Pilger says:

    ma quale sarebbe lo scopo di questa legge? a parte far leggere di meno?
    comunque le case editrici spariranno, piccole medie o grosse spariranno tutte, o almeno diventeranno una cosa molto diversa da quello che c’e’ adesso.

  12. Disma says:

    @Der Pilger in teoria lo scopo è garantire un pluralismo per editoria/distribuzione/librerie

  13. Der Pilger says:

    ah bene. mi sembra una legge coerente con il corrente governo comunista.

  14. @Disma quando é uno puó essere… quando vedi la pila di 5+ libri ioncelophanati tutti uguali… hummm :s

    comunque sony ha avuto una cosí vasta eco perché hanno reso pubblico l’attacco e son stati diffusi i dati. Solitamente chi lo fa per rubare non dice nulla…

  15. Disma says:

    beh però considera che nell’ultimo mese io a Milano ho sentito di 2 negozi che ti inculavano la carta di credito quando pagavi. Sinceramente io me la meno di più a dare la carta di credito in mano a un cameriere a ristorante piuttosto che usarla per comprare da un sito che sta dall’altra parte del globo. Nel senso che è effettivamente più sicura la seconda per tutta una serie di sistemi di sicurezza, mentre la prima boh, avendo in mano una cosa fisica mi dà l’idea che sia più semplice da fottere, no?

  16. prima di tutto se ti ciulano la carta in un negozio di milano vai li e gli spacchi i denti finché non ti ridanno fino all’ultimo centesimo…. se ti fotte un sito internet con i server in sudamerica o nell’europa dell’est e relativo conto corrente in quei stati bye bye soldini…

    in piú le leggi italiane obbligano a non salvare i dati della carta di credito, ma questo obbligo non esiste se il server sta in un altro stato. questo rende piú semplice un prelievo futuro o il furto dei dati. dove starebbe la sicurezza?

    srsly, basta che tini sempre d’occhio la tesserina e sei a posto.

  17. mattia says:

    se ti fotte un sito internet con i server in sudamerica o nell’europa dell’est

    Io ci vivevo nell’Europa dell’Est.
    E a una mia conoscente di quel paese nell’Europa dell’Est hanno clonato la carta di credito. Quando andò a Venezia.

    Probabilmente ora dirà di stare attenti a quei maladrini dell’Europa dell’Ovest.

  18. Der Pilger says:

    io mi fido molto di piu’ delle transazioni online.
    a meno che non si sia vittime di phishing (ma ci sono sistemi per evitarlo) con l’e-commerce si e’ molto piu’ tutelati. In caso di frode e’ piu’ semplice dimostrare che non si e’ responsabili, o meglio e’ piu’ semplice per gli incaricati dimostrarlo, se poi il brigante acquista beni invece che servizi allora si e’ in una botte di ferro.
    invece se ti clonano la carta di credito vai a dimostrare che non sei stato tu a fare l’acquisto nel tal negozio, magari a poche ore di distanza dalla clonazione, inoltre tenere gli occhi sulla carta di credito serve, ma non basta.
    ad un collega al quale hanno clonato la carta sono stati rimborsati i soldi ma solo perche’ e’ riuscito a dimostrare (carta d’imbarco alla mano) che lui al momento dell’acquisto di un paio di scarpe dal prezzo stratosferico era in volo sopra l’oceano atlantico.

    non ho mai capito invece perche’ alle carte di credito non e’ mai associato un pin se non per i prelievi di contante.

  19. mattia says:

    Comunque dipende anche molto dalla politica della banca. Ci sono quelle che ti tutelano molto dalle frodi, anche accollandosi il danno, e quelle che ti scaricano subito.
    Così come ci sono le banche che fanno i controlli e ti chiamano al telefono in caso di pagamenti sospetto (ad esempio in città diverse in date troppo vicine che implicherebbero spostamenti insensati). Una volta mi hanno chiamato 5 minuti dopo aver fatto una donazione on line con carta di credito a una organizzazione umanitaria per assicurarsi l’avessi fatta io. Probabilmente il fatto che facessi della beneficenza gli risultava molto strano… :D

  20. Disma says:

    a me l’unica volta che mi hanno clonato la tesserina è stato a Milano in Largo La Foppa e non sono riusciti a prelevare perché io quando digito il codice sostanzialmente mi sdraio sopra il bancomat per non farmelo leggere. Comunque, per quanto riguarda gli acquisti online, quando acquisti qualcosa se il sito non è fraudolento, entri in una modalità (quella con il lucchettino nell’url) dove tutto è criptato che nessuno, tranne l’istituto che si occupa della transizione, ha i tuoi dati. Cioé quello da cui compri non lo vede nemmeno il numero della tua carta di credito. Se poi la transazione la fai tramite pay pal hai una doppia protezione.
    L’altro giorno ero in banca che parlavo di homebanking, banca intesa, e chiacchierando con la tizia mi ha detto che la cosa migliore che banca intesa abbia mai fatto è l’home banking con la tripla protezione (numero cliente, pin, numero generato casualmente da una chiavetta). Dice che da quando ce l’jhanno non c’è stato nemmeno un caso di frode. Poi probabilmente domani troverò il conto svuotato da phishing :D e mi rimangerò tutto

  21. Der Pilger says:

    la mia banca mi tutela abbastanza, ma solo perche’ hanno interesse a che io faccia il commercio online (e che rimanga con loro). altre banche invece ti scaricano subito al compagnia della carta di credito e te la devi vedere tu.
    ultimamente molti siti hanno adottato sta roba del codice tridimensionale, che mica ho capito cos’e’ ma mi sembra che sia una specie di pin.

    home banking e’ un altra cosa ed effettivamente sembra sicuro, anche in caso di phishing o almeno io non sentito mai parlare di frodi.
    invece la germania ha il primato europeo di fregature al bancomat, fatte con i sistemi piu’ fantasiosi dall’incollamento di tastiere posticce a telecamere infrarosse nascoste o che comunque ti rilevano il movimento delle dita o altre diavolerie.

  22. mattia says:

    Be’, io ho addirittura un certificato elettronico (quindi non basta che indovinino il numero cliente e pin, mi devono ciulare il file dal computer) e codice mandato via sms (quindi mi devono ciulare anche il cellulare.
    Però adesso il barbatrucco non sta più nel rubare i codici di accesso, bensì nel rubare le sessioni. In pratica ti infettano con del malware che quando accedi all’homebanking trasferisce la sessione ai malfattori, i quali la usano per operare a nome tuo, tanto tu in quel momento ti sei già autenticato, quindi non devono fare più fatica… in pratica tu gli apri la porta e loro entrano in carrozza). E lì puoi mettere tutti i sistemi di autenticazione ma non servono a nulla. Quindi stiamo sempre attenti a tenere il computer pulito.

  23. Der Pilger says:

    su questo la mia banca ha messo un bel disclaimer che praticamente gli para il culo: se usi un sistema operativo del cazzo, se non hai tutte le patch di sistema, se non hai un antivirus serio e aggiornato noi non rispondiamo di niente.
    praticamente per l’home banking faccio un reboot con linux superpatchato e infilo un preservativo sul cavo dell’internet.

    vabbe’ ma anche se ti fregano la sessione, il codice della transazione lo devono inserire in qualche modo. bah, c’e’ della gente brutta al mondo.

  24. Disma says:

    @Mattia Banca Intesa va oltre, perché anche se ti fottono la sessione non possono fare nulla. Una volta che io sono loggato con i 3 codici, ogni volta che faccio un’operazione devo inserire un nuovo codice generato casualmente dalla chiavetta che ho in mano mia e a meno che non mi abbiano inculato pure la chiavetta è impossibile che pur essendo dentro la sessione compiano un’operazione. o almeno spero :)
    Tra l’altro non ho mai capito, anche se mi hanno spiegato, come minchia fa la chiavetta ad essere sincronizzata solo ed esclusivamente al mio homebanking. Il numero generato cambia ogni tot secondi e chiaveta e mia utenza sono sincronizzati su quella cosa lì. Ovviamente ogni chiavetta diogni utente funziona secondo un algoritmo diverso

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