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Una frase che ho inventato che da oggi è il tormentone estivo dell’Italia

Non so ancora bene in che circostanza usarla, se quando si parla di donne o se buttarla lì in un discorso qualsiasi come ‘gioco di parole’, comunque la frase (che se volete potete usarla con licenza creative commons Attribuzione-Non Commerciale-Non opere derivate) è la seguente: E io che mi credevo di conoscerne [averne fatte-saperne…] di cotte e di curde. Stavo pensando che eventualmente potrebbe essere migliorata trasformando cotte in scotte (che assume un ulteriore doppio senso in quanto scotte può assumere il significato ‘troppo cotte’ ma anche scotte nel senso donne del popolo degli scot[t]i). Volendo potete contribuire a migliorare questa frase, che deve comunque mantenere un’accezione un filo volgarotta.

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8 Comments

  1. Der Pilger says:

    sempre meglio che mettere su una ditta di spedizioni assumendo solo donne con problemi uditivi e fare cosi’ la “posta con le sorde”.
    si’ fa caldo anche qui.

  2. ebbre says:

    propongo “copte”

  3. Disma says:

    copte non è per un cazzo male, è la morte sua

  4. Zinco6 says:

    Io ho fatto un sogno in cui dicevo “a botta e virgola”, ma ora non saprei in quale situazione si deve usare.

  5. Disma says:

    beh, se ci lavori sopra può essere che diventa come “copte e curde”

  6. Disma says:

    a botta e virgola, se botta è quello che penso, poi risulta un filo troppo volgare. Non per me eh, per il senso comune dico.

  7. Zinco6 says:

    Non so se è quello, penso che è il “botta” di “botta e risposta”, ma tanto ormai l’ho dimenticato, dovrei chiederlo al mio sogno…

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