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Campanilismi


[il Tirreno]

Si sa che tra livornesi e pisani non corre buon sangue, io ad esempio mi ricordo che una volta ero a Lucca per la fiera dei fumetti e sui treni locali c’erano cataste di sigle di pisani e livornesi che si insultavano a vicenda. La storia ci insegna che lì da quelle parti c’erano tutti i granducati di sto cazzo o delle cose del genere, tutti i borghi di ventidue persone con le mura per difendersi dal borgo di fianco di trentasei persone che era stato conquistato da un borgo di quindici persone. La cosa impressionante è come, seppur credo a livello inconscio come nell’articolo qui sopra, continuino a sentirsi divisi. Cioé, è lo stesso meccanismo che porta un giornale a scrivere ‘un extracomunitario è stato morso da un cane’ o cose così. L’identità geografica è del tutto ininfluente, a meno che un livornese non si diverta pensando al pisano pirla che si è fatto fregare i soldi.

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5 Comments

  1. LAlessia says:

    Esatto, i livornesi si diverton tantissimo a pensare al pisano ciuccio!
    D’altra parte si usa ancora dire meglio un morto in casa che un pisano all’uscio ;)

  2. Iole says:

    [quote]a meno che un livornese non si diverta pensando al pisano pirla che si è fatto fregare i soldi[/quote]

    Si, esso lo fa!

  3. Disma says:

    siete livornesi, vero?

  4. LAlessia says:

    Io solo col cuore.

  5. amuro says:

    magari invece il giornalista è pisano e vuole sottintendere che il rapinatore potrebbe essere un livornese…

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