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Cose di grillini #2

Oggi il Fatto Quotidiano dice più o meno quello che dicevo io l’altro dì. E non si può certo dire che il Fatto sia tra i più grossi antagonisti di quello con la barba che mangia lo Yomo.

qui sotto un estratto (se non fosse chiaro, il link che ho messo sopra serve a leggere l’articolo completo)
– “È l’inesperienza il valore aggiunto”. Questo dato contraddice la natura del MoVimento: chi ne fa parte è ben istruito, ama informarsi, è di condizione socio-demografica alta, è attivo politicamente. Grillo in primis si è spesso avvalso di collaboratori di altissimo livello per sostenere le proprie campagne e le proprie battaglie. La lotta al sistema politico attuale passa anche per l’adozione di reali sistemi meritocratici, attraverso la battaglia per avere una rappresentatività basata sulle competenze (i trenta giovani armati di tecnologia, per l’appunto) e non per lottizzazioni politiche: questo gruppo di pressione può essere davvero rappresentato da un sindaco-portavoce che fa dell’inesperienza il proprio punto di forza?

– “Un ventenne è limpido, non fa intrallazzi, non compra hedge funds”. La correlazione tra età e onestà è, semplicemente, una stupidaggine. Molti miei coetanei sarebbero pronti a fare qualunque cosa per uno scatto di carriera (basta andare ad Arcore per averne una prova fin troppo tangibile), così come ci sono molti italiani che sono persone oneste. Punto. L’anagrafe non conta. A me converrebbe teorizzare il contrario, puntare sulla giovane età come sistema di selezione della classe dirigente, ma è semplicemente sbagliato. L’età in sè non è un valore aggiunto senza contenuti, senza saperi, senza coerenza, senza determinazione e, infine, senza consenso.

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8 Comments

  1. mattia says:

    Disma, posso fare il polemicone?

    Io aggiungerei due commenti:
    Questo dato contraddice la natura del MoVimento: chi ne fa parte è ben istruito, ama informarsi, è di condizione socio-demografica alta, è attivo politicamente.

    questa è solo un’illusione. i grillini sono sì persone che si informano, ma lo fanno con un background pieno di pregiudizi per cui il loro “informarsi” finisce solo per incanalarsi nei rivoli della “informazione alternativa”, fatta di multinazionali che si divertono a mettere i conservanti nel cibo per non far deteriorare i cadaveri.
    Informarsi è una cosa diversa.

    Grillo in primis si è spesso avvalso di collaboratori di altissimo livello per sostenere le proprie campagne e le proprie battaglie.

    Anche qui, solo per finta. Ogni tanto invita qualche personalità di rilievo, ma il più delle volte sono sciroppati che la pisciano fuori dal cesso.
    Diciamo piuttosto che usa gli “esperti” che gli fanno comodo.

  2. ele says:

    stra-like a Mattia

  3. Michele says:

    Oggi il Fatto Quotidiano dice più o meno questo:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/08/un-20enne-candidato-sindaco-di-milano-una-fesseria/95841/comment-page-8/#comments

    ll discorso dell’inesperienza é infondato alla radice.
    Poiché la maniera di fare politica scelta dal Movimento5Stelle é radicalmente nuova (niente soldi, nessuno specialista, nessun professionista politico, nessuna personalizzazione della politica,nessun organismo decisionale permanente, pirmaide rovesciata), quanto meno per l’Italia , nessuno può averne esperienza. A questo punto un giovane é alla pari con tutti gli altri, e anzi li sopravanza perché non porta ancora i segni dei trascorsi negativi dentro e fuori dai partiti del presente e del passato.

    Mattia Calisse non e’ un leader ma e’ il rappresentante del Movimento 5 Stelle. Questa e’ la differenza sostanziale. Abbiamo bisogno di rappresentanti e non di politici alla “votami poi ci penso io”. Quelli che non hanno capito questa importante differenza possono tranquillamente continuare a votare per il PD o il PDL. Il movimento 5 stelle deve dare l’esempio di come fare politica. La politica del futuro e’ democrazia diretta. Si votano i rappresentanti non i leader. Mattia Calisse e’ stato eletto democraticamente dai sostenitori del movimento 5 stelle, il resto e’ aria fritta.

    Mattia e’ stato scelto democraticamente dai sostenitori del movimento 5 stelle e adesso merita la possibilita’ di correre come candidato a sindaco di Milano. Chi si lamenta non ha ancora capito bene il significato della parola democrazia.

  4. Michele says:

    Ma che cacchio me ne frega a me di Beppe Grillo e dei grillini, cacchio. Che se ne vadano a zero voti, che io manco voto a Milano.

    Ma non mi piace chi mente,

    Disma in questo post stai mentendo, attribuendo al quotidiano diretto da Padellaro l’opinione di un rispettabilissimo blog citato dal sitol ilfattoquotidiano.it, (sito diretto dall’ottimo Peter Gomez).

    E daje.

  5. mattia says:

    il resto e’ aria fritta

    L’aria fritta è chiamare rappresentante un candidato sindaco.
    Cambi il nome per far sembrare di essere diverso. Un po’ come quando i Verdi andavano in giro a dire che il loro segretario di partito si chiamava portavoce (e guai a chiamarlo segretario).

    Ma al di là dei nomi, la scelta dei candidati non ha nulla a che vedere con la democrazia (concetto col quale Michele non ha molta dimestichezza).
    La democrazia si fa quando tutti gli elettori vanno alle urne e votano.
    Come poi i candidati arrivino sulla scheda sono cazzi interni ai partiti.
    Ci sono partiti in cui sceglie il capo, altri in cui i candidati sono scelti dal segretario provinciale, altri in cui si fanno le primarie. Ci sono quelli che fanno le scuole quadri per i candidati e quelli che li scelgono proprio perché non sanno un cazzo.
    Ognuno ha il suo metodo, ma tutto rimane interno al partito.

    La democrazia, Michele, non è un valore assoluto.
    E’ limitata, in molti casi. A partire dal fatto che tu eleggi chi ricopre alcune cariche ma non altre, fino al fatto che per alcune materie le forme di democrazia diretta non sono ammesse (come i referendum in materia tributaria).
    Perché la democrazia ha il suo punto debole nel populismo e nella demagogia.

    Il ruolo del partiti è quello di compensare le derive populistiche. Il loro compito è selezionare la classe dirigente tra coloro che hanno un po’ di sale in zucca per amministrare la cosa pubblica. Hanno il compito di formare i candidati, facendoli studiare.
    Questo ruolo dei partiti è preziosissimo in un sistema democratico, perché fa da contrappeso alla gente che vota quello con la parlantina più sciolta anche se è un cretino.

    Per questo sono contrario all’estremizzazione delle primarie o della “scelta del rappresentante”. Perché è l’abdicazione dei partiti della loro funzione. Significa ricreare in piccolo tutti i difetti della democrazia, rinunciando ai metodi compensativi.

  6. Disma says:

    Michele, un blog che sta all’interno di un sito di un giornale è parte integrante dello stesso, non credo sia difficile il concetto. Sopra c’è un marchio con scritto Fatto Quotidiano, credo qualcosa voglia dire. Poi non sta a me convincerti, che a dire il vero non è cosa che mi appassioni particolarmente.

  7. Disma says:

    eheheh rileggendo il tuo messaggio mi viene un po’ da sorridere, perché non è un blog citato dal Fatto Mattia, se citano me è un blog citato, comprendi la sottile differenza? Il Fatto ha un menu in alto con scritto home – blog- video – abbonati – contatti – e nella sezione blog c’è quel blog lì. Capisci che è diverso un blog citato e un blog interno? Il blog di Zucconi su Repubblica è un blog citato da Repubblica?

  8. Ale says:

    leggo che “Grillo in primis si è spesso avvalso di collaboratori di altissimo livello per sostenere le proprie campagne”

    ….e meno male. Già così spara una mole spaventosa di idiozie pseudoscientifiche e sottoculturali, pensa dove potrebbe arrivare se si avvalesse di cialtroni conclamati.

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