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La parte più divertente del pezzo di Benigni

E’ immaginarsi l’incazzatura di Borghezio

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17 Comments

  1. LAlessia says:

    Me lo son perso, lo guardo o anche no?
    Borghezio.
    Borghezio.
    Non trovo l’aggettivo.

  2. anche la parte più avvilente…

  3. Mattia says:

    La parte più divertente… perché il resto del pezzo era penoso.
    Battute iniziali da cabarettista livello villaggio vacanze (è riuscito a fare la battuta su andreotti, cristo…).
    Il resto è stata un’accozzaglia di storia raccontata con stile fascista (cosa che a uno storico il risorgimento raccontato in quella maniera farebbe rizzare i capelli) e un’altra serie di stupidaggini in diverse altre discipline.
    Una delle cose più patetiche è stata quando non sapeva commentare dei versi e biaschiacava delle parole, inventava sui due piedi cose del tipo “…guarda… è semplice… lo capisce anche un bambino…”. Che cazzo di esegesi è?
    Per non parlare di quando vuol passare per quello che la sa lunga perché racconta quattro annedoti raccattati su wikipedia il giorno prima.
    L’onorario per un pezzo del genere non dovrebbe superare i 70 Euro. Toh, 100 ad essere generosi.

  4. LAlessia says:

    Lo sto guardando alla fine, ma pensavo, quella cosa lì dell’inno italiano che però non è l’inno DAVVERO, qualcuno l’ha messa apposto mai?

  5. Mattia says:

    Sì, da qualche anno è diventato inno ufficiale.

  6. LAlessia says:

    Ma vero???
    Ma sentivo l’altro giorno che non lo era ancora e mi domandavo cosa aspettassero i leghisti a fare tiè e piazzarci il vapensiero.

  7. Disma says:

    sì sì, lo hanno ufficializzato, anche a me sembra di ricordare così

  8. Mattia says:

    Vado a memoria: mi sembra che abbiano fatto un decreto.
    In realtà anche prima non è che era inno per caso; fu fatto un decreto che lo rendeva inno provvisorio subito dopo la repubblica. Poi rimase provvisorio per 60 anni. Ma c’è sempre stata una base legislativa.
    Solo che un decreto è comunque cosa debole. Ora vorrebbero metterlo nella costituzione, probabilmente è per quello che si sente ancora parlare di ufficializzazione.
    Comunque, parlando di decreti, oggi ho saputo che la Gelmini ha alla firma un decreto che mi riguarda da due mesi. Cioè, in due mesi non ha trovato un’ora libera per mettersi a firmare delle scartoffie? Mah…

  9. manuel says:

    a me la cosa di stringiam’ci a coorte mi ha aperto un mondo, mica ci avevo fatto mai caso.

  10. Disma says:

    neppure io, anche se devo dire non mi sono mai soffermato sul testo dell’inno, sentendomelo spiegato mi è sembrato comunque meno brutto di come lo pensavo (non che me ne fotta un cazzo di patri e onore)

  11. LAlessia says:

    Beh il primo pezzo si in effetti non è brutto ma quando attacca siam tutti Legnano…

  12. Mattia says:

    meno brutto?
    A me continua a far cagare.
    Se a un mio ipotetico figlio insegnassero a cantare “siam pronti alla morte” a scuola querelerei le maestre.
    Perché, tolte le fette di salame dagli occhi, non è niente di qualitativamente diverso dagli estremisti islamici che inneggiano al martirio…

  13. manuel says:

    e niente di diverso dai martiri cristiani, morti per la fede, o di scienziati eretici bruciati dalla santa inquisizione perché non abiuranti

  14. Mattia says:

    sì, ma i martiri cristiani crepano perché non si difendono quando vengono uccisi, i kamikaze islamici che si fanno saltare in aria imbottiti di esplosivo vanno ad ammazzare altra gente. Un zic diverso.
    Il siam pronti alla morte dell’inno non è da martirio pacifico, ma un modo elegante per dire “andiamo a fare la guerra”. La guerra, quella brutta che poi le maestre ti dicono che è cattiva, la guerra. Però poi ti fanno cantare le canzoncine che inneggiano alla guerra.
    Non è una scuola schizofrenica?

    Piesse: a proposito di inquisizione, guarda che era un tribunale tra i più mansueti per il tempo…

  15. LAlessia says:

    Si va beh ma è ovvio che dican siam pronti alla morte, un sacco di inni lo dicono.
    A me il nostro fa ca’are ma non per quello.
    E’ stato fatto in un periodo in cui la gente era davvero pronta alla morte per difendere degli ideali. Anche bella ciao contempla l’essere pronti a morire per la libertà.
    Poi se lo impari al giorno d’oggi, è tutto un “per dire”.

  16. Mattia says:

    L’inno ceco no, non lo dice. Anzi dice cose bellissime
    http://it.wikipedia.org/wiki/Kde_domov_m%C5%AFj
    In effetti non ho presente di inni nazionali che inneggino alla morte. Qualche esempio?

  17. LAlessia says:

    Eh son fortunati, anche io preferirei non lo dicesse ma dato che lo dice non la prendo sul serio.
    Poi vabbeh a me di patria e quelle cose lì frega niente proprio, ma è abbastanza logico che una marcetta dell’epoca dica cose così.
    Per dire, l’inno francese musicalmente mi piace molto di più ma ho letto il testo e mi son cagata addosso. Come dicono, appunto, i francesi per bene.

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