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Un filo scemo forse

Oggi ero lì che me la camminavo sul solito marciapiede e intanto stavo architettando uno scherzo telefonico ad un amico, mi stavo immaginando sia la sceneggiatura che l’interpretazione. Il plot dello scherzo, grosso modo (che non si dice big mood [cit.]), è che mi spaccio per tale Dott.Calabrò di un non meglio identificato corpo di sorveglianza municipale e a mezze frasi faccio capire che l’amico ha fatto qualcosa che non doveva fare, senza dire esattamente cosa, in cambio di un favore, quella cosa lì che non faccio mai capire bene cos’è, può essere aggiustata. Ecco, mentre camminavo mi immaginavo anche il botta e risposta, in particolare la mia voce camuffata da un accento calabrese (con grande attenzione sulla R che la mia è troppo riconoscibile). Nella mia testa l’interpretazione era grandiosa, per di più anche la voce dell’amico, nella mia testa, era abbastanza simile alla realtà. Mentre ero lì che camminavo, immaginandomi tutta sta manfrina mi veniva proprio da ridere, ma da sganasciarmi, una cosa proprio da AHAHAH. E niente, c’era una che mi guardava come se ero scemo, e forse un filo lo ero, scemo.

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8 Comments

  1. la ele says:

    per me tutto il senso del post sta qui “grosso modo (che non si dice big mood [cit.])”

  2. Disma says:

    :) ci sono cose che ti trapanano la testa e non ne escono più, quella frase è una di quelle

  3. Mattia says:

    pensa che io quella frase me la ricordo proprio col tono musicale di voce con cui la diceva la tipa nello spot.

    Comunque no, scemo non lo sei. Piuttosto banale. Sì, banale, ché uno scherzo del genere è banale. Roba alla Barbareschi, insomma. Mio cugino che citofonava e diceva “Carabinieri!” era già più originale.

    Comunque sappi che io spesso mi metto a ridere nel bel mezzo del nulla quando ascolto un tuo podcast. Però ho le cuffiette e la gente capisce che sto ascoltando qualcosa.

  4. Disma says:

    @Mattia infatti la cosa che mi fa ridere immensamente e oltre, è proprio la banalità in sé dello scherzo, non so se riesco a far passare il concetto, ma fare uno scherzo sofisticato e farci cadere uno son buoni tutti, ma fare uno scherzo da pirla e ottenere un miserabile risultato lo trovo sublime [se vedi tra i tag credo di aver messo anche la parola stereotipo infatti ;)]

    Sì sì, anche io mi ricordo esattamente la voce modulata dello spot!! conto che entro un paio di anni mi sparisca dal cervello

  5. Disma says:

    @ap l’indimenticabile patata in bocca :D

  6. am says:

    Io ogni volta che sento quella pubblicità inveisco, chi può pensare che grosso modo si dica big mood? Con tutti i falsi amici che l’inglese può offrire! Grrr…

  7. LNZ says:

    Come Mattia: immaginati le facce dei giapponesi mentre ghigno sul treno, nel classico silenzio irreale delle carrozze piene di pendolari assonnati.
    Dannati podcast.

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