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1/1/11 il Paese dei pirla

Non mi ricordo i dati, ma qualche settimana fa erano usciti i numeri (quelli conosciuti) relativi al giro d’affari di maghi, astrologhi e tutte quelle cazzate lì. Erano abbastanza impressionanti e la stampa lo ha giustamente sottolineato, ha sottolineato che viviamo in un Paese di pirla che si fanno abbindolare da ogni cazzata magica che c’è in circolazione, dal bracciale che aumenta la forza fisica al coso che vai in paradiso se sei bravo passando per quello che ti legge la mano (e dice che nel tuo futuro c’è un lago, e poi ci sputa sopra, sulla mano dico – non so se vi ricordate questo orribile scherzo in voga negli ’80). Tutti lì a dire che viviamo in un paese di minchioni, i giornali, i tg. Poi oggi (1/1/11), così come in mille altre occasioni quando la data è bizzarra, tutti a intervistare personaggi dalle dubbie qualifiche che spiegano che significato hanno i numeri presenti nella datazione odierna. Tutti a dare credito a stronzate che non hanno capo né coda, aspettando di scrivere il prossimo servizio sul prossimo pirla che ha rovinato se stesso e la sua famiglia per pagarsi un cazzo di mago che gli levasse il malocchio.

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28 Comments

  1. Mattia says:

    al coso che vai in paradiso se sei bravo

    Al coso che vai in paradiso se sei bravo puoi anche non crederci, ma ha come effetto che fai il bravo, che non è una cosa brutta. Se tutti si volessero ben gli uni gli altri per paura di andare all’inferno sarebbe una una cosa bella, anche se l’inferno non esiste.

    Per il resto, la cosa che più mi preoccupa non sono gli astrologi, i maghi e quelle cose lì. Perché lo si sa che sono ciarlatani. Chi ci casca sono persone che cascherebbero a qualsiasi cosa comunque.
    Cioè, lo sai… uno come il mago Otelma non puoi crederci, dai.
    Quello che mi preoccupa sono le cose più sottili, quelle che nascoste da paroloni scientifici, come il braccialetto che aumenta la forza: ti dicono che entra in risonanza con le onde eletromagnetiche del corpo… e la gente ci casca perché non ha cultura scientifica.
    Il problema, Disma, è questo: a scuola passano la vita a farti imparare le poesie a memoria, a dire che sei ignorante se non conosci cosa vuole dire quella frase latina, a farti studiare selettivamente la letteratura di autori che fanno cagare, e poi ti lasciano perennemente ignorante dal punto di vista scientifico.
    Sapere la cavallina storna non serve a un beneamato cazzo nella vita, avere una cultura scientifica invece ti rende robusto rispetto a queste vaccate.
    E la cosa mi fa ancora più incazzare quando in questa ignoranza antiscientifica ci cadono le istituzioni, dal comune di como col bio ionizzatore che funziona ad “energia cosmica” ai sindaci siciliani contro il MUOS che non hanno capito una mazza di una diagramma di radiazione, e non sanno come decade con la distanza un campo.
    Ed è gente con responsabilità pubbliche. Cazzo.

  2. Disma says:

    per altro mi hai fatto venire in mente che ho scritto ‘astrologhi’ e allora ho pensato che in effetti si dice astrologi. Poi sono andato a controllare sul dizionario e c’è anche astrologhi (forma popolare)… astrologo al plurale mi incasino sempre e ora scopro che come lo dico lo dico, va bene…. una cosa che mi incasina sempre sono anche quelli che abitano in Belgio, non me la ricordo mai quella parola lì
    PS d’accordo sulla cosa della cavallina storna, a scuola da me in realtà fisica, chimica, biologia e quelle cose lì le abbiamo fatte, io però non mi ricordo niente se non una discussione con la prof di fisica sul salume sottovuoto, che lei diceva che non lo si poteva aprire senza bucare e io dicevo che prendendo due lembi della plastica e tirando si poteva aprire. Comunque sono d’accordo che bisognerebbe sapere più come funziona il mondo, piuttosto che la data della rivoluzione francese e l’attacco dell’inferno di Dante
    PS2 la cosa del paradiso alla fine il fine lo sappiamo che è di fare i bravi, ma è il concetto stesso di bravi che cambia da persona a persona, poi c’è la questione del controllo sociale… però non voglio parlare di questa cosa che tanto sono quelle cose che non la finiamo più e comunque nessuno cambierà mai le sue idee su cose così

  3. Mattia says:

    Anche io la storia di come si abitano gli abitanti del Belgio non me la ricordo mai!

    No, comunque, è ovvio che a scuola le insegnano quelle cose. Ma sono sempre considerate meno importanti. Guardati il quadro orario di un liceo scientifico: si chiama scientifico, osti, ma di scientifico hai dentro solo 3 ore di fisica 3 di scienze e 4 di matematica. Sono 10 ore su 30.
    In compenso ti fanno studiare quelle cose inutili tipo la filosofia e il latino. Anche proprio numericamente c’è uno squilibrio.
    Dopodiché questo squilibrio si riversa sulla società. Se uno sbaglia un congiuntivo si trova una marea di saputelli che gli danno dell’ignorante. Se invece non sai quanto è il logaritmo di 1 nessuno ti dice che sei ignorante. Se un parlamentare dice alla camera “atomo di anidride carbonica” non lo sbefeggiano a striscia la notizia, se invece confonde Platone con Plutarco finisce dritto dritto su blob.
    C’è quasi una convinzione diffusa per cui ciò che è matematica o scienza non siamo obbligati a saperlo, anzi ti puoi quasi vantare di ignorarlo.

  4. Disma says:

    Sono d`accordo, il nostro problema e` che siamo italiano re ci trasciniamo dietro secoli di cultura classica che ci hanno inevitabilmente alterato lo sviluppo, vedi solo Roma per esempio dove manco puoi fare le fermate della metro per le rovine che ci sono ovunque

  5. Der Pilger says:

    la mia personale statistica mi dice che gli scienziati di una certa levatura provengono da studi classici.

  6. Mattia says:

    la mia personale statistica mi dice che gli scienziati di una certa levatura provengono da studi classici.

    in italia (forse).
    Nel resto del mondo gli scienziati non sanno una cippa di latino, greco, filosofia e altre minchiate del genere. Ma proprio niente.
    Pensa che nella mia tesi di dottorato mi hanno fatto divieto di espressioni latine (ma proprio quelle banali che usano anche le shampiste) senza tradurle.
    Poi se pensi che gli scienziati esistanto solo in italia…

  7. Der Pilger says:

    in germania gli scienziati hanno fatto il ginnasio e quindi ne sanno di latino, di poesia varia e sanno persino coniugare dei verbi.
    i cinesi la loro cultura classica gliela iniettano con le siringhe, succede spesso anche ai giapponesi.
    dei francesi non dico nulla perche’ mi stanno sulle balle.
    inglesi e americani invece lasciano a desiderare in quanto a cultura classica e spesso anche in quella generale. E si vede.

  8. Disma says:

    e poi l’italiano li spalma su un panino

  9. Mattia says:

    Almeno hai evitato di dire che i giapponesi sanno persino coniugare dei verbi, visto che hanno un sistema verbale (e una lingua in generale) talmente elementare che anche uno al livello di Di Pietro potrebbe parlarla correttamente.
    E nonostante non debbano diventare pazzi con congiuntivi e aoristo fanno una scienza al top mondiale.
    Ah, dimenticavo, hanno talmente flessibilità linguistica che non parlano nessuna lingua che non sia giapponese. Sono praticamente analfabeti del mondo. Ma la scienza la fanno.

  10. Disma says:

    però in compenso coniugano gli aggettivi e altre amenità oltre ad avere una notevole quantità di modi completamente diversi per dire la stessa cosa a seconda di chi la dice, che sia donna che sia uomo che sia vecchio giovane, capo, sottoposto… direi che la semplicita della cosa dei verbi viene ampiamente compensata da altri generi di bordelli che non so se a Di Pietro piacerebbero

  11. am says:

    Io sono d’accordissimo sulla carenza di educazione scientifica, però come si fa a dire che la filosofia è inutile? Se solo si studiasse, per dire, la logica fin dalle scuole medie, si avrebbe modo di confutare tutte quelle minchiate che vogliono sembrare argomentazioni ma non lo sono (un esempio su tutti, la fatidica frase: chi si fa in vena si è fatto anche le canne, allora farsi le canne porta a diventare eroinomani).
    Insomma, non la vedo come una competizione tra le varie discipline. Penso invece che ci vorrebbe una bella rivoluzione nei metodo di insegnamento soprattutto della matematica, perché viene piazzata lì ai ragazzi come qualcosa di inutile da imparare a memoria perché così si deve, zitto e mosca. Se si facessero più presenti le applicazioni pratiche, penso che saremmo molto meno ignoranti al riguardo.

  12. Der Pilger says:

    la mia segretaria giappa e’ in grado di anagrammarmi gli ormoni, ma non so se la grammatica c’entri.

  13. Mattia says:

    però come si fa a dire che la filosofia è inutile? Se solo si studiasse, per dire, la logica fin dalle scuole medie

    La logica è matematica.

  14. Mattia says:

    ah Disma, probabilmente non hai incontrato lingue bordellose sul serio.
    Rispetto al ceco il giapponese ha una grammatica veramente banale.
    E te lo dico perché ogni volta che apprendo qualcosa in giapponese ripenso a come si dice in ceco e mi commuovo per la differenza.

  15. Der Pilger says:

    e’ solo negli ultimissimi anni della storia umana che assistiamo ad una separazione fra discipline scientifiche e umanistiche. dall’antichita’ fino a pochi anni fa lo scienziato era anche un umanista e raramente gli umanisti erano totalmente ignari di matematica o scienze naturali.
    ho avuto la fortuna di avere uno di questi strani professoroni a tutto tondo, convinti che a 20anni si dovesse studiare fisica e a 50 filosofia, perche’ (diceva) a diventare scienziati son capaci tutti, il difficile e’ diventare esseri umani.
    e comunque il finlandese bagna il naso a tutte le lingue del mondo.

  16. Disma says:

    @ Mattia sì, forse mi sono spiegato male, il giapponese non è difficile come grammatica, è difficile nel suo insieme, dall’aspetti kanji all’aspetto linguaggio diverso per persone d’età/fascia sociale/sesso/ruolo differente
    In effetti ho fatto 5 anni di tedesco e credo che sia una delle lingue, dal punto di vista grammaticale, più complesse e così a occhi mi sa che ha delle cose in comune con il ceco

  17. am says:

    La logica matematica è matematica, la logica è filosofia. Del resto, che le scienze nascano dalla filosofia non è una cosa nuova :)

  18. Mattia says:

    Del resto, che le scienze nascano dalla filosofia non è una cosa nuova :)

    La scienza nasce dal metodo scientifico, un’operazione prettamente algoritmica che con la filosofia c’azzecca tanto quanto Disma con un completo Armani da 1400 euro.

  19. am says:

    Il metodo scientifico è epistemologia, che c’entra con la filosofia come il Disma con una birrozza :)

    Non sto dicendo che non sia anche scienza : la scienza e la filosofia (e le figure di scienziato e di filosofo) sono state sovrapposte per secoli, pensa a Descartes, a Leibniz o a Bacon. Aristotele era un naturalista e un fisico. La filosofia è molto di più che chiedersi quale sia il senso della vita facendosi un cannone sul divano (attività comunque non del tutto disprezzabile ;)).

  20. manuel says:

    Disma con un completo armani da 1400 farebbe la sua porca figura

  21. mattia says:

    “””Aristotele era un naturalista e un fisico.”””

    Se parliamo di scienza e mi citi Aristotele significa che non hai capito proprio nulla di cosa sia la scienza.
    Zero. Niente.
    Come volevasi dimostrare, l’ignoranza scientifica è enorme.

  22. Disma says:

    Per la prima della scala fdi qualche anno fa sono stato elegante per la prima e unica volta in vita mia, ero proprio figo

  23. am says:

    Aristotele non va bene? La scienza non è frutto di un enorme Poof, there it is, ma ha delle radici ben profonde, che nascono dalla volontà di conoscere e comprendere il mondo. E Bacon, Leibniz, Descartes? Del resto, ho l’impressione che tu di filosofia non sappia proprio nulla e che nemmeno ti interessi. Discutere riguardo a qualcosa che non si conosce non è il massimo dello spirito scientifico…
    Mi diverte che tu accusi me di essere ignorante scientificamente, intanto perché so di non esserlo (sulla scienza ho basato i miei studi), e in secondo luogo perché è buffo il modo in cui porti avanti una competizione (addirittura con intenzioni bellicose) tutto da solo. A me sarebbe piaciuto avere uno scambio di opinioni, ma pare che di ogni mia argomentazione tu estrapoli uno scampolo che cerchi di ridicolizzare, trascurando il nucleo del discorso. Così diventa noioso, chiudo qui.

    Traducendo, gngngnè, non gioco più ;).

    Disma, dovevi essere strafigo, ti si vuol vedere.

  24. Disma says:

    se trovo le foto le posto… poi però forse mi viene la malinconia

  25. baburu says:

    “se trovo le foto le posto… poi però forse mi viene la malinconia”

    le prime alla scala di disma a mentelocale sono nella mia personalissima classifica di cose belle di rp tra i primissimi posti assieme alla puntata mmmmitica delle farfalle.

    :)

  26. Disma says:

    wow che gentile :)
    PS tra l’altro ieri sono passato ai giardini di porta venezia e il coso delle farfalle è ancora là… folle, se non sbaglio è di qualcuno ‘in buoni rapporti’ con la giunta

  27. LAlessia says:

    am, questa discussione mi ha regalato un immenso deja vu ;)
    E comunque io mi sono innamorata di Der Pilger, adesso, dopo una bottiglia di prosecco.

  28. Mattia says:

    La scienza non è frutto di un enorme Poof, there it is, ma ha delle radici ben profonde, che nascono dalla volontà di conoscere e comprendere il mondo.

    Io la scienza la faccio perché mi pagano bene.
    E non è che farla con poesia ti venga meglio. Se sei una pippa sei una pippa anche se ci metti tutta la filosofia di questo mondo.

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