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Giù dalla scarpata

Mi sono bastati cinque minuti in un bar, che non è lo stesso bar del solito che oggi pare che lavoriamo solo io e [c] a Milano, e quello del bar che non è il bar del solito che invece era chiuso, dicevo, mi sono bastati cinque minuti al bar per auspicare un lancio dalla scarpata delle persone inette. E la loro inettitudine dovrei essere io a giudicarla, in questo mondo ideale costituito da una grande scarpata e da me che giudico l’inettitudine delle persone.

Alle nove di mattina, tempo di cappuccio e brioche, hanno fatto battute su una che aveva le calze viola e hanno detto che era molto glam, lo hanno ripetuto ossessivamente, poi che era il diavolo che veste prada, a uno gli ha detto che se stava andando a fare la spesa gliela doveva fare anche a lui, lui è il barista, e l’altro, cliente, gli ha detto che avrebbe fatto la cresta e il barista ha detto che era la cresta del gallo e poi ha detto che lui, il cliente, usava i gettoni di plastica per imbrogliare con i carrelli. E io mi sono chiesto che cazzo ci guadagnava con i gettoni di plastica dato che poi comunque i soldi dei carrelli te li riprendi. Poi hanno detto che forse oggi c’erano gli Oh Bej Oh Bej in Papiniano, forse. In Papiniano. E mi sono chiesto dove cazzo vivono e se aprono mai un giornale. E poi ha fatto ancora la battuta del miciomicio bau bau e poi alla fine diceva che se lui vinceva il win for life se ne andava su un’isola tropicale. Poi ho trovato un pelo nel cappuccio. E lo sa solo l’iddio dei bianchi quanto cazzo mi fanno schifo i peli.

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6 Comments

  1. Mattia says:

    Ecco, quando sento questi racconti sono felice di vivere in Giappone.
    Ché qui il barista che fa il simpaticone patetico non c’è.

  2. Disma says:

    a me è capitato che facessero i simpaticoni anche lì, ma tanto non capivo un cazzo, non c’era problema :)

  3. ossipossi says:

    Metti il gettone di plastica nel carrello, poi vai da uno che cerca un carrello e glielo dai in cambio di una moneta vera. Non è che si dventa ricchi, però.

  4. Der Pilger says:

    vero, il bello di non capire un cazzo della lingua e’ che ti sembra che la genta dica cose furbissime, poi impari la lingua e scopri che sono tutti carne da scarpata per il disma.
    io ho risolto parzialmente la situazione non frequentando i bars, tagliandomi i capelli da solo (ahem) e rifiutandomi di prendere un taxi a meno che non sia guidato da un sordomuto.

  5. Disma says:

    eheh i capelli me li taglio anche io da solo e non capisco come possano sopravvivere i parrucchieri per uomo, che le donne invece hanno tutte le loro chiccherie
    @ossipossi ma quella è TRUFFA! No, che poi la produzione di gettoni avrà anche un costo ;)

  6. Mattia says:

    per il parrucchiere: sono andato da uno che me li ha tagliati in 15 minuti per 1000 yen.
    E non ha fiatato.
    Figurati, andava di fretta per ottimizzare i tempi, di certo non perdeva tempo a parlare.
    Anche i taxisti qui non mi parlano.

    Forse è solo che gli sto sulle balle e non mi parlano per principio.

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