Disma Rotating Header Image

Di dove parte la rivoluzione

A me le cose che affogano nella malinconia/tristezza mi piacciono tanto, le cose da loser, le cose da sottoproletariato a cavallo tra non consapevolezza e consapevolezza istintiva, non maturata sui libri e in sedi di partito. A me quelle cose lì mi piacciono da morire. Come i bar dei film di Kaurismaki, come la trattoria dove andavo a giocare al gioco del calcetto, come quando vai col doppiopetto in un posto dove vanno quelli che tu pensi che hanno il doppiopetto, ma che poi non ce l’hanno ché in realtà non li hai mai visti da vicino quelli che pensi che hanno il doppiopetto e poi non ce l’hanno, e in quei posti lì, quelli di quelli che nella tua immaginazione hanno il doppiopetto, non ti ci fanno entrare perché sei agghindato come un nobile decaduto degli anni ’50. Per tutte queste ragioni ogni estate, quando ero piccolo ci andavo con uno dei due grandi che mi dava da mangiare e da dormire, ogni estate, appena ho tempo, e di tempo ne ho tanto, vado alla festa organizzata dal comune per chi resta a Milano.

Che a me la festa organizzata dal comune per chi resta a Milano piace da morire. C’è il ristorante per i poveracci, c’è la balera per i poveracci, dove suonano orchestrine che sembrano messe in piedi proprio con l’obiettivo di intrattenere i poveracci e, soprattutto, ci sono un sacco di poveracci. Che secondo me è resistenza urbana, della migliore, di quella che dicevo prima, non consapevole ma istintivamente consapevole, un filo per lo meno. E niente, l’altra sera ero lì alla festa e ad un certo punto uno, che forse aveva la mia età ma io non lo capisco mica quelli che hanno la mia età perché a me sembra sempre che io c’ho venti-venticinque anni. C’era questo qui che secondo me si sentiva solo, mi si avvicina, mentre io tenevo d’occhio una moneta che c’era per terra, che aspettavo che dei signori si spostavano per prendere la moneta che c’era per terra, dicevo, c’era questo qui, che mentre tenevo d’occhio la moneta che mi sembrava bicolore, che poteva essere da uno a due euro o delle vecchie cinquecento lire, questo qui che avrà avuto la mia età o qualcosa di più, mi si avvicina e mi chiede se la festa c’è tutti i giorni. Gli dico che non lo so, anche se in realtà lo sapevo, ma non volevo fare quello che sa tutto, gli dico che però secondo me sì e allora lui mi dice che il comune ha fatto una bella cosa mettendo in piedi questa festa per i pover… e si ferma, non dice poveracci, ma lo stava dicendo, e dice che il comune ha fatto bene a organizzare questa festa per chi sta a Milano. E a me quella cosa lì che stava dicendo poveracci, ma poi per uno scatto di dignità, o forse per non offendermi, non l’ha detto, a me questa mezza parola abbandonata mi ha fatto esplodere di gioia. Che lo sapevo che c’era un filo di consapevolezza. E allora niente, io gli dico che no, che il comune mica ha fatto sta gran cosa, gli dico che io alle feste dei poveracci ci vado da quando sono piccolo e che anzi con gli anni sono sempre peggiorate le feste per i poveracci, lui dice che sì, che in effetti è vero e non lo so se lo ha detto per non offendermi o perché ne ha preso coscienza in quel preciso istante. Questo proprio non lo so. Comunque l’anno prima, o era quello prima ancora, non mi ricordo, sempre lì alla festa dei poveracci, hanno fatto i fuochi d’artificio il 15 di agosto e la gente la cantava e la suonava alla Moratti, ma che brava che è la Moratti, ma che gentile che è la Moratti, ma che intelligente che è la Moratti. E io glielo dicevo, alla gente, ma guardate che questa festa dei poveracci e i fuochi di artificio per i poveracci, ci sono sempre stati eh! Mica è la Moratti che li ha messi in piedi. Anzi, sono peggiorati, gli dicevo, a quelli che lodavano la Moratti. Che poi si sa che chi si loda s’imbroda. Una volta poi davano le scodelle di riso, adesso mica le danno più le scodelle di riso.

Poi niente, dopo che questo qui è andato via si è avvicinata una ragazza, che sembrava una ragazza, ed in effetti era una ragazza anche se parecchio sopra i quaranta. A questa ragazza le mancavano gli incisivi, intesi come denti, quelli davanti, quelli che ci metti sopra la buccia del limone per fare finta che sei un pugile. E lei si è seduta al tavolo che aveva voglia di parlare e diceva che secondo lei quel giorno lì, alla festa dei poveracci, lei non la chiamava la festa dei poveracci, la chiamava Festa dell’Unità, ma mi sa che si confondeva, che la Festa dell’Unità mica esiste più, alla festa dei poveracci, diceva quella che non può mettere il limone sugli incisivi, che quel giorno lì la gente era un po’ troppo snob. Comunque niente, poi abbiamo parlato del rhum che io dicevo che il rhum lo usavano anche all’epoca di Cristo, lo dicevo così, tanto per dire, mica lo sapevo se era vero, lei diceva che no, che lo usavano già prima, fino dall’epoca dei pirati. E alla fine, intorno alle undici e quarantacinque sono partiti i getti d’acqua automatici, quelli che quelli che la sanno lunga chiamano impianti di irrigazione, per far vedere che loro hanno studiato. E un signore si lamentava che non possono mica trattarci così diceva, mica possono farci ballare la mazurka fino alle 23.30 e poi partire con i getti d’acqua. E allora io gli sono andato vicino e gli ho suggerito che il comune fa così perché tanto noi siamo solo dei poveracci che non contiamo niente e lui ha detto che anche se siamo dei poveracci i potenti mica possono trattarci così, mandassero le guardie ha detto. E niente, secondo me quei posti lì, checchesenedica (sì, tutto attaccato), sono posti di resistenza urbana, solo, chi li frequenta, non lo ha ancora capito. Poi ho raccolto la moneta che tenevo d’occhio, era una moneta da cinquanta centesimi.

Condividi please

33 Comments

  1. elisatron says:

    è bellissimo questo pezzo. sei veramente bravotron. vorrei conoscere la ragazza senza incisivi che parla di pirati. viva la rivoluzione, viva la resistenza urbana. cavoli con quei 50 centesimi puoi comperarti un sacco di cose, ad esempio la plastichina
    http://www.solo50centesimi.it/public/index.php?main_page=product_info&cPath=66&products_id=182

  2. baburu says:

    bello

  3. Disma says:

    :) graz
    @elisatron
    la plastichina è un’enorme figata! un secchio per 50 cent.!? Ho visto una quantita 100 volte inferiore a 4-5 euro nel negozio di giochi dove sono andato un paio di settimane fa, e stavo per comprarla… meno male che non l’ho fatto

  4. ossipossi says:

    bel pezzo, evviva i pirati evviva la plastichina!

  5. Mattia says:

    Innanzitutto non ho mica capito cosa voleva dire il tizio parlando di mazurka.
    Cioè, la mazurka è un ballo lento, lentissimo, quasi da imbecilli che se vanno un zic più veloci si pestano i piedi. Quindi è normale che lo facciano verso la fine della serata, quando la gente ha i ginocchi e le anche stanche.
    O forse voleva dire qualche altro ballo (magari la polka)?
    Ad ogni modo, il concetto di orchestrina che sembra fatta apposta per far ballare i poveracci è tutto tipicamente italiano. La stessa identica situazione, da queste parti, vedrebbe ballare giovinastri a partire dai 15 anni in su. Ché i vecchi non sono più in caso di ballare come si deve. Forse sembra che sia una cosa da poveracci proprio perché i giovani non ballano più il liscio, da voi, e quindi gli unici che ballano sono i vecchi. Ma un sessantenne non è che ha le gambe per ballare la polka come un ventenne, a meno che non sia stato uno di quelli che non ha mai fatto fatica a lavorare, uno di quelli negli uffici a sfruttare gli operai. Ma anche quelli mi sa che a sessant’anni i femori gli vanno in vacca.
    Quindi secondo me se i giovani si mettessero a ballare alle feste dei poveracci, magari cacciano via i vecchi anchilosati, le feste sembrerebbero meno da poveracci.

    Dopodiché io, disma, continuo a non capirti. Ma tu a queste cose che fai come questa, ci porti anche tua moglie? Se hai una moglie che ti segue in queste perversioni mental-sociologiche hai avuto una gran botta di culo. Perché secondo me almeno il 99,9993% delle mogli (non di quelle 60 enni, ovvio, diciamo sulla tua età) se dici loro che vuoi passare una serata seduto su di una sedia di plastica bianca del campeggio sotto una tensostruttura a guardare poveracci che ballano il liscio, parlando con gente mezza pazza di cose sensa senso, be’ secondo me ti mandano a cagare. O forse tu vai alle feste dei poveracci e lei fa altre cose.

  6. ossipossi says:

    @ mattia: i giovani che ballano il liscio, che bello! Io sto facendo ora il III anno di corso di ballo, che se lo avessi fatto da giovane avrei trombato dieci volte di più; è bello stringere una donna senza dover parlare. Poi in effetti mi faccio le stesse domande, perdere non può essere un obiettivo.

  7. Mattia says:

    Ma quando balli una donna mica la tocchi con l’intenzione di palparla. Suvvia, ci si tocca in modo professionale. Dopotutto ho ballato con le mogli/madri di tanti miei amici, e senza alcuna malizia.
    Poi sì, è sicuramente un modo per rimorchiare più elegante che non usare le frasettine da manuale al bar o in discoteca. Ché quando usi le frasettine da manuale le donne poi se ne accorgono, mica sono sceme. Invece andare da una donzella e dirle “mi concedete questo ballo” (si usa il voi qua) è molto più figo.
    E hanno provato anche loro a invintarmi delle volte, senza paturnie sul fatto che è l’uomo che deve invitare la donna.
    Comunque ho un amico che sua moglie l’ha conosciuta proprio così, a un ballo, invitandola a ballare. Fico.

  8. Mattia says:

    A proposito, disma, lo faresti per cortesia un post dove spieghi come si fa in giappone, tu che conosci il giappone, a rimorchiare una donzella del luogo?

  9. Disma says:

    no, a volte viene con me. quest’anno un paio di volte è venuta con me alla festa dei poveracci.
    Comunque c’erano i giovani eh, meno degli anziani ma c’erano pure giovani

  10. LAlessia says:

    Quanto mi sei mancato Disma!

  11. Disma says:

    ;) eh il sapore dolceamaro dell`estate…

  12. ossipossi says:

    @mattia, dicevo stringere, è diverso, ballare con una donna che balla bene è bello di per sé. Poi è vero che ne conosci tante, perché gli uomini che ballano sono di meno.

  13. Disma says:

    Io una volta ho guadagnato dei soldi ballando l`hip hop e io l`hip hop lo ballo proprio male. Mica tanti soldi, quelli per tre birre

  14. Mattia says:

    disma che balla l’hiphop… o cristo santo cosa mi sono perso!

  15. elisatron says:

    @mattia “passare una serata seduto su di una sedia di plastica bianca del campeggio sotto una tensostruttura a guardare poveracci che ballano il liscio, parlando con gente mezza pazza di cose sensa senso” è uno dei miei passatempi preferiti.
    ma mio marito, quando glielo chiedo, mi mada sempre a cagare :)))))

    @disma sì, la plastichina è un sogno. non altrettanto spettacolari, ma sempre un buon affare, sono i pennarelli spiritosi…
    http://www.solo50centesimi.it/public/index.php?main_page=product_info&cPath=68&products_id=185

  16. Disma says:

    ahahahah belli i pennarelli spiritosi ;) ma sei un’utente abituale del sito? ci lasci già lo stipendio a suon di 50 centesimi?
    PS cokmunque io sono fortunato che sono sempre stato circondato da persone amanti di quelle atmosfere lì

  17. amuro says:

    cavolo, io faccio collezione di monete da 50, se vuoi in cambio te ne posso dare 1 da 1 euro…
    @ossipossi: se veramente vuoi conoscere e stringere un sacco di ragazze, dovresti darti ai balli popolari; magari sono un po’ una palla (infatti io non ballo, ci suono solo…), ma la maggior parte dei “praticanti” sono donne, e molte anche carine

  18. ossipossi says:

    @amuro: oramai sono sposato, e felicemente, così ballo quasi solo con mia moglie, e devo dire che mi piace molto. Ai tempi della mia gioventù disprezzavo quelle musichette da liscio, e facevo male. Anche la mazurka non è poi così male, bisogna prenderla così, alla leggera :)

  19. Clunk says:

    Disma, ma gli utenti del sito li selezioni apposta? Fai un post sui vecchi che ascoltano i cloni di Castellina Pasi e trovi una valanga di lettori che ballano insieme a Castellina Pasi….non mi sembra mica normale.

  20. elisatron says:

    no, il sito l’ho scoperto dopo aver letto del tuo ritrovamento mezzoneuresco, ma devo dire che non è male. è pure comprensivo di spedizione e consegna.
    invece mi chiedevo, ma chi è che ti ha pagato per ballare male l’hip hop?
    era una storia tipo di scommesse o era proprio uno che si diverte a pagare la gente che balla male? paga bene? :D

  21. Disma says:

    @clunk _
    E` che sono una moltitudine…. ;)

  22. Disma says:

    @elisatron no, facevo la carita` in scandinavia

  23. il Sergio says:

    …la rivoluzione partirà da una festa estiva per poveracci, sicuro.

  24. Mattia says:

    Secondo me disma si è esaltato che gli abbiamo scritto 24 commenti (25 con questo) al post post vacanze, di stampo riflessivo, che adesso si mette a fare un post ogni due settimane per tirarsela.
    Oppure ha avuto dei problemi seri e non posta per quello.
    Oppure non ha un cazzo da dire.

  25. Disma says:

    no è che sono ancora in vacanza e non ho proprio voglia di fare un cazzo :D le attività che mi concedo ruotano tutte intorno al divano e il pc è sulla scrivania ;)

  26. Der Pilger says:

    il giorno che il disma scoprira’ il carrelletto semovente portapc pioveranno post anche in vacanza.

  27. Mattia says:

    Magari facciamo una colletta per comprargli questo
    http://www.butta.org/?p=3119

  28. Der Pilger says:

    la due euro ce la posso pure buttare e con l’avanzo della ricca colletta si puo’ aggiungere anche questo:
    http://www.fatif.com/catalogo/legitmedical.php?ss=ac

  29. Disma says:

    l’occhiale per lettura in posizione supina lo vidi in un terribile film con jack nicholson e un attore i cui avi, con buona probabilità, erano stati schiavi nelle americhe.

    PS ma c’è anche per un desktop il carrellino lì?

  30. fabbio says:

    bello bello però correggi questo pliiisss

    “e dice che il comune HA fatto bene ha organizzare questa festa per chi sta a Milano.”

  31. Disma says:

    c’hai le tue ragioni, corretto

  32. […] mercatino di poveracci, un po’ come la festa che c’è ogni agosto a Milano, non mi sarei stupito di beccarci quella con la scorza di limone in bocca. E quando dico […]

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

FLAGGA QUI DI FIANCO SE VUOI CHE TI ARRIVI UNA FOTTUTA MAIL IN CASO QUALCUNO RISPONDA AL TUO STRAMALEDETTO COMMENTO. SE VUOI SOTTOSCRIVERE I COMMENTI SENZA MANCO SCRIVERE NIENTE CLICCA QUI.