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Con il potere di Greyskull


[corriere]

IL braccialetto tormentone dell’estate, il “Power balance”, finisce nel mirino dell’Antitrust. L’Authority ha chiesto chiarimenti alla Power Balance Italy, società con sede legale a Bazzano (e sede operativa a Roma), distributrice del braccialetto per l’Italia, e a Sport Town, la società che lo commercializza.

Al coloratissimo braccialetto di silicone e neoprene sono infatti attributi alcuni effetti benefici. «Le due società, nelle loro comunicazioni commerciali attribuiscono ai colorati braccialetti effetti positivi sull’equilibrio, sulla forza, sulla flessibilità e sulla resistenza fisica di chi li indossa. Caratteristiche estese alle collanine con ciondolo che completano la gamma», si legge nella nota dell’Antitrust, che ora chiede chiarimenti e riscontri scientifici. Le due aziende dovranno, entro i prossimi 15 giorni, fornire un’idonea documentazione medico-scientifica sulle proprietà e gli effetti sul corpo umano attribuiti ai prodotti, compresa «l’istantanea efficienza dei sistemi elettronici chimici e biologici dell’individuo».

Ora, lasciando perdere evidenti commenti sulla vicenda, però, l’antitrust non potrebbe intervenire anche nei confronti della chiesa cattolica, non so, chiedendo entro 15 giorni una documentazione scientifica che comprovi che quello che dice risponde a realtà, tipo che confessarsi è una cosa che fa bene all’anima che poi si va in paradiso, dato che c’è un sacco di gente che le dà i soldi alla domenica in chiesa e nel coso delle tasse. Non so, così per dire, eh.

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9 Comments

  1. simone says:

    macchè confessione e preghiera.
    prendi un nimesulide, Disma, e ti sentirai subito meglio!
    dentro e fuori!

  2. carlo says:

    In effetti sarebbe opportuno, prima dell’avvento di una repubblica teocratica, magari…
    Però tieni conto che il premier è devoto (…e retto, forse anche eretto talvolta).

  3. LAlessia says:

    Il post dell’anno.

  4. mattia says:

    Disma, Disma!
    Il problema non è mica nel farsi pagare per delle cose che non possono essere provate scientificamente. Anche perché la scienza non può dare la verità, per definizione stessa del metodo scientifico.
    La differenza tra la Chiesa e questi del braccialetto è che quelli del braccialetto non te lo vendono dicendoti che c’è un dio invisibile che ti protegge se lo porti con te. Essi, ed è qui che sbagliano, usano dei paroloni scientifici per darsi una credibilità.
    L’antitrust ti vieta di essere ingannevole nel come proponi il tuo prodotto.
    Nessuno ti vieta di vendere un portafortuna, basta che non dici che dal portafortuna non esce un fluido magnetico che ti fa stare in equilibrio più facilmente entrando in risonanza con tuo campo magnetico.
    In altre parole, tu non puoi condannare la chiesa se ti dice di pregare il santo per guarire, ma la puoi condannare se ti vende una reliquia dicendoti che da quella reliquia esce un fluido magnetico che ti guarisce.
    È su questo che interviene l’aantitrust.

  5. Disma says:

    @mattia sì, la mia era una forzatura, però esiste anche una cosa sull’abuso della credulità popolare… certo il discorso è differente, la chiesa è radicata, è alla base della nostra cultura etc etc

  6. Zinco6 says:

    In ogni caso non ho mai sentito dell’Antitrust che interviene alla festa di San Gennaro sequestrando l’ampolla: ma magari sono male informato…

  7. mattia says:

    L’abuso della credulità popolare non ha niente a che vedere coi soldi.
    Ed è una cosa penale, competenza di altra gente.

    Certamente, tu puoi presentarti domani in procura e denunciare il prete xy perché ha detto che se mangi quel pezzo di pane avrai la vita eterna.
    Così come io potrei denunciare tutte le donne che dicono che ti ameranno per sempre, poi quando gli affari vano male ti lasciano nella merda e ne cercano un altro con l’audi.
    Più abuso di credulità di quello…

  8. Disma says:

    ma sì, può essere sia a titolo ‘gratuito’ che no la cosa dell’abuso della credulità popolare
    Chiunque, pubblicamente cerca con qualsiasi impostura, anche
    gratuitamente, di abusare della credulità popolare è punito, se dal fatto
    può derivare un turbamento dell’ordine pubblico, con l’arresto fino a tre
    mesi o con l’ammenda fino a lire due milioni.

    Ps la cosa della donna è un’altro paio di maniche, che lì c’è la questione del carro di buoi

  9. mattia says:

    Comunque, di cose vietate ce ne sarebbero tante, e tante sono sceme.
    Tipo, l’art. 688 del codice penale (!) ti vieta di essere ubriaco in pubblico.

    Non che fai casino, che fai a botte o che altro.

    Ti basta essere manifestatamente ubriaco in pubblico.

    Se vuoi ubriacarti devi farlo in un luogo non aperto al pubblico (anche un locale come una balera, per esempio, non va bene perché è aperto al pubblico).
    Questo per dire che prendere il codice penale come guida per i nostri comportamenti non è poi così saggio.

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