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Cose che siamo abituati che ci sono, ma non sappiamo perché ci sono

Mi sono appena accorto che quando guardi su una guida tv a fianco del titolo di un film c’è sempre scritto tra parentesi l’anno di produzione, non ci avevo mai pensato a questa cosa qua. E allora mi sono chiesto il motivo per cui segnano sempre l’anno di produzione, che mica cambia se uno legge che lo hanno fatto cinque, piuttosto che otto anni fa. Cambia se lo ha girato Verdone o Scorsese, cambia se l’attore è Brad Pitt o i Fichi d’India, ma non capisco a che serve segnare la data di produzione. Io credo che dietro ci sia una spiegazione assurda, del tipo che per un periodo era obbligatorio per legge segnare la data e poi è rimasta l’abitudine. Non lo so se la spiegazione è questa, dico solo che secondo me la spiegazione è una spiegazione di questo tipo. Nasce un abitudine per un motivo bizzarro e poi viene si perpetua nel tempo. Ero tentato di fare una chiusa dicendo una roba da anticlericale quindicenne del tipo ‘come l’andare in chiesa’, ma mi sono tenuto.
PS no, non compro la guida tv, me ne è capitata per caso una in mano

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16 Comments

  1. E. says:

    Io, invece, credo che l’anno di produzione di un film sia un dato importante. Non cambia, magari, la mia scelta di vederlo, quello no. Però serve.

  2. mattia says:

    un film degli anni ’20 è diverso da un film degli anni ’70 che è diverso da un film degli anni ’00.
    Poi un film del 1971 non è molto diverso da uno del 1972. Ma secondo me stava male scrivere tra parentesi (girato all’incirca negli anni ’70). Mettono direttamente l’anno, anche se tutta questa precisione non ti serve.

  3. Disma says:

    Ma un film degli anni 20 mica lo fanno se non su rai 3 alle 5 di mattina, secondo me e÷ (devo riconfigurare la tastiera) un dato superfluo

  4. mattia says:

    be’, quando facevo il guardiano notturno mi sono visto delle cose inverosimili mandate a ore notturne. Tipo mike bongiorno in quiz trasmessi su telemilano trent’anni fa o forse più.
    Che poi prendeva per il culo i concorrenti, quel simpaticone (oltre al fatto che ha fatto spostare te perché avevi la felpa brutta).

  5. Disma says:

    bello il guardiano notturno! dove?

  6. mattia says:

    lo facevo in una azienda che produceva filo di lattice sulla bergamasca, che all’epoca (tanti anni fa) stava fallendo. Non so se esiste ancora.
    Comunque, quando ti fai i turni dalla sei di sera alle sei del mattino altro che dire “bello”. Arrivi a mattina che sei distrutto, fidati.
    Ho rischiato anche un paio di volte di andare ad ammazzarmi con la macchina per colpi di sonno mentree tornavo a casa.

  7. Disma says:

    ma stai lì e vai in giro con la torcia come nei film?

  8. massimo says:

    vabbe’ fammi capire, ti danno una notizia interessante e ti lamenti? io ci farei una puntata di 3msc sull’ importanza di sapere la data dei film

  9. Disma says:

    Volevo fare il sorrisino icona ma con sta tastiera nn ci riesco

  10. mattia says:

    Be’ sì, avevo la divisa blu con la cravatta e ogni tanto mi toccava andare in giro per lo stablimento a chiudere gli spogliatoi e gli uffici, controllare che non ci fosse dentro nessuno. Ma è sempre andato tutto bene, anche se delle volte entrare nelle palazzine vuote di notte a fare le ispezioni un po’ di pensieri me li faceva venire.
    Però gran parte del tempo lo passavo in guardiola ad aprire agli operai o ai camios. Poi c’erano ore in cui non succedeva niente e passavo momenti interminabili in cui mi leggevo romanzi-mattone come i promessi sposi, o studiavo (quanti 30 ho preso in quel periodo!).
    Ma perché ti affascina così tanto il mondo del guardiano notturno?
    Sai che invece io pensavo a come funziona una radio di notte?
    Ma c’è sempre qualcuno lì a controllare che tutto funzioni a dovere anche di notte? Che vabbe’ metti su la macchina della notte, però se quacosa si blocca ci deve pur essere un sambo che arriva e sistema.
    Oppure proprio tutto l’edificio è vuoto?

  11. Disma says:

    Ci sono i guardiani notturni in una radio di notte!

  12. el-sibe says:

    ci sono film che hanno lo stesso titolo – o simile ad un altro simile – e l’anno di produzione aiuta a capire di cosa si tratta, forse.
    @mattia – sai che io e una mia amica, l’altra sera pensavamo alla stessa cosa circa la notte in radio? ..avevo dedotto giusto :)

  13. mattia says:

    ok, ma il guardiano notturno è solo uno che sta lì all’ingresso e cura che non arrivino i fascisti con le spranghe oppure c’è anche un tecnico che se il segnale non va agli FM lo aggiusta?
    Ma poi, com’è che il segnale va dalla regia all’FM? Avete un trasmettitore sul tetto che lo manda a un trasmettitore più grande che poi lo manda in giro? Oppure siete collegati con un collegamento sotto terra in cavi a una stazione dove arrivano tutti i cavi delle radio di Milano e poi in quella stazione c’è l’antenna che trasmette? Secondo me dovresti fare una puntata di 3msic su queste cose ché, lo dico senza pudore, la puntata di oggi mi ha strascassato la minchia (sarà che io preferisco gli argomenti tecnici a quelli umanistici, ma santo cielo, non ti veniva a dietro il tipo… dicevi una cosa e lui invece di svilupparla la ripeteva con le stesse parole).

  14. Disma says:

    funziona, credo, che c’è un’antenna che manda il segnale ad un’antenna più grossa che poi manda in giro il segnale. Il coso della notte credo che i tecnici abbiano la reperibilità, che poi di notte in realtà le notturne vanno avanti fino a tardi e gli aperturisti arrivano credo intorno alle 4, quindi in realtà è abbastanza protetto il segnale, poi diciamocelo, tra le due e le quattro la radio la ascoltano in cinque

  15. mattia says:

    A me è capitato di ascoltarla. Tipo la scorsa estate stavo tornando di notte fonda e mandavano una replica di 3msic.

  16. Disma says:

    ah, ma le relpiche cmq vengono inserite tramite un sofisticato software in grado di discernere tra il momento adatto per la musica e quello per la trasmissione parlata. più o meno

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