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Faccio lo sciopero dei giornalisti che oggi avevo un sacco di cose da fare

Oggi c’è lo sciopero dei giornalisti, per quanto mi riguarda è venuto comodo che dovevo andare dallo sfasciacarrozze a ritirare il foglio di demolizione e poi a rifare la carta d’identità che non lo sapevo però adesso dura dieci anni e con un bel timbrone quadrato ti dicono che vale ancora cinque anni. E poi dovevo andare da un benzinaio dall’altra parte di Milano che una volta ci ero andato quando era chiuso ma con la pompa autoservente, avevo fatto dieci euro di benzina e ne aveva erogati solo 4,90, bene oggi, dopo un mesetto che mi tenevo lo scontrino nel marsupio sono riuscito ad andare e a farmi ridare i 5 euro e 10 centesimi che mi doveva.

Il coso lì, l’autodemolitore, mi ero preparato per raggiungerlo, avevo stampato la mappa e l’avevo studiata, come uno stratega che deve affrontare l’ultima battaglia per vincere la guerra. Ecco, l’avrei persa. Perché la strada, quella che avevo studiato, era una sorta di palude però senza palude e la via che dovevo prendere, sterrata, era chiusa da dei cancelli con relativi lucchetti, c’erano anche delle vie dove non dovevano esserci e un parco al posto di un’altra strada. Fatto sta che per arrivare dal carrozziere ho dovuto mettere sul piatto tutte le nozioni apprese dai nove manuali delle Giovani Marmotte che ho collezionato e che tutt’ora ritengo essere decisamente più utili della bibbia. Alla fine il coso lì, l’autodemolitore, l’ho trovato, era in un posto vicino ad un bar che aveva l’insegna fatta con degli enormi trasferelli. Davvero. Insegna di metallo con appiccicati dei trasferelli sui cui c’era scritto bar. Che sembrava uno di quei bar malfamati degli episodi di Topolino disegnati negli anni ’70, quelli che intorno ad un tavolo c’erano Gambadilegno, Sgrinfia, che era quel cane con muso lungo e i peli tutti intorno, Ciccia e Trudy. Solo che lì, nel bar che ho visto io non lo so chi c’era che avevo paura a guardarci dentro.

Poi niente, poi dopo sono andato al comune, che era dall’altra parte della città, sono andato in un comune che era chiuso e mi hanno mandato in un altro, che era da un’altra parte della città, ho fatto le foto ma poi mi hanno detto che non servivano che mi mettevano il timbrone quadrato, ma prima di arrivare al timbrone quadrato ho fatto due ore di coda tra i mugugni di gente che declamava il nome di Brunetta come quello di un novello Che Guevara, liberatore di cittadini oppressi. Tutti lì, seduti, con un bigliettino in mano, sudati e a vomitare bile sugli impiegati. Che poi un po’ di bile l’ho vomitata pure io che quella dello sportello cinque ad un certo punto ha fatto evidentemente passare avanti un suo amico e quella dello sportello sei ha tenuto un tizio quaranta minuti e allora sì, che cazzo, che volevo votare con le emoticon di Brunetta, solo che l’emoticon a forma di cactus nel culo non c’era.

E poi sono andato dal benzinaio che era dall’altra parte della città. E il benzinaio mi ha dato i soldi che mi doveva e io gli ho dato lo scontrino che gli dovevo. E quindi, questo sciopero io ci ho aderito. Mai fatto uno sciopero così faticoso in vita mia.

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10 Comments

  1. Der Pilger says:

    ah ecco, pensavo che fosse in sciopero anche il blog, sciopero che in un primo momento mi sembrava una stronzata, ma poi ho visto che era una GRANDE stronzata.
    Pero’ se e’ stato faticoso allora a qualcosa e’ servito, ora mister B. si pente e vi rida’ a tutti la liberta’ di stampa. Dovete solo darle una pulita e una passata col disinfettante.

  2. Saamaya says:

    la dura vita del dissenso.

  3. Der Pilger says:

    ma con tutto questo dissentire non e’ che poi mi si disidratano?

  4. Disma says:

    guarda, oggi ho bevuto la prima birra alle 9 di mattina per non disidratarmi e per essere carburato per una grande giornata di sciopero…

  5. Dario says:

    Ma non avevi detto che la macchina non ce l’avevi? Cosa hai demolito?

  6. Disma says:

    il motorino

  7. ossipossi says:

    nooo! e ora??

  8. Disma says:

    e ora mi sono dissanguato per un motorino nuovo, che quello vecchio era da un anno che non funzionava, e in più aveva le plastiche rotte e le avevo sostituite con le copertitne rigide di alcuni libri, rivestite di scotch nero

  9. betty says:

    Occhio con la carta d’identità prorogata perché non tutti. gli stati accettano la nuova scadenza come prevista dal decreto brunetta del 2008. Ufficialmente i problemi dovrebbero esserci solo per le proroghe delle carte elettroniche, ms slcune agenzie di viaggio fanno rifare anche quelle cartacee a chi deve andare in egitto e a medjugorie. Scusa la pedanteria burocratica, ma l’ho saputo da poco anch’io che le carte le faccio.

  10. Disma says:

    guarda, lo immaginavo! Alla tizia le ho detto ‘ma non è che poi qualcuno non me l’accetta, tipo all’estero la sanno sta cosa’ lei mi ha risposto ‘sì, c’è un decreto legge’ volevo dirle che i decreti poi vanno convertiti in legge ma mi sono arreso… La stessa paranoia l’avevo con il passaporto, che me lo hanno rinnovato per altri tot anni con uno scrausissimo timbro in italiano che voglio vedere alla dogana del Gibuti quando gli spieghi che cazzo c’è scritto sul timbro…

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