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Raffinatezze stilistiche

A volte mi vengono dei titoli che mi piacciono, così, giusto come titoli e allora poi mi ci metto sopra. A pensare a come riempire questi titoli, a dare loro un senso. A volte ci si riesce pure, a volte proprio no. Che sei lì, che ci pensi, ma proprio non ti viene in mente. Che poi magari è quasi ora di andare a letto, no? Quando ti viene il titolo. E allora non c’hai proprio per niente voglia di spremerti il cervello per tirarne fuori un succo che possa soddisfare l’esigenza del titolo. Che a me era venuto in mente sto titolo qui alle 23.54, ma proprio non avevo nessuna idea di come riempirlo, di come dargli un senso. Però a me quel titolo lì’ mi piace proprio un sacco ‘raffinatezze stilistiche’, lo senti come suona?! Suona proprio bene. Suona come un titolo degno di essere titolato. Come uno che si chiama Altobelli e che deve fare l’attaccante, come una città che si chiama Corsico e che vale la pena di essere visitata, come un Trapezio che deve per forza essere disegnato, con i le sue strane forme trapezoidali. Quindi sei lì, con un buon titolo, ma con niente da buttarci dentro. Niente, nulla, nisba, niet. Come diceva Paperino in certe storie di Topolino. Ecco, hai in mano una penna d’oca, ma come supporto per scrivere, solo della cartigenica, eppure la vuoi riempire, non di merda, magari pure, comunque la vuoi riempire. E allora inizi a scrivere il titolo, scrivi ‘raffinatezze stilistiche’. Un titolo che è anche un po’ pomposo, che uno che lo legge sai poi che si aspetta delle cose all’altezza del titolo. Come minimo si aspetta almeno, dico almeno, due raffinatezze stilistiche, perché fosse stata una il titolo sarebbe stato ‘raffinatezza stilistica’. Ebbene, no. Raffinatezze stilistiche. Plurale, non prurale come dicono certi, plurale. Come fare per non deludere il lettore, come riuscire a dargli ciò che si aspetta senza avere niente da scrivere, se non un titolo, un gran bel titolo, che per quanto possa essere bello, resta comunque sempre un titolo. Come. Non lo so, sennò non sarei qua a scrivere minchiate.

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One Comment

  1. ossipossi says:

    Stile è, perla(p)punto, niente.

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