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Di seggi e di voti

Ieri sono andato al seggio a porre la mia metaforica croce sul mio partito prediletto. Eh sì, poi quando vai al seggio comunque è sempre una festa, a me quelle cose lì dove i cittadini sono costretti a far parte dello stato, tipo servizio civile, militare, votazioni e cose così, piacciono sempre un mucchio. Mica per il loro succo, ma per la forma. Il fatto di fare il salto della staccionata, di trovarsi per una volta dalla parte del ‘burosauro’ che tanto si è criticato, il fatto di indossare i panni di ciò che di solito si avversa e poi, e poi queste cose qui fanno tanto dimensione sovietica di quando i cittadini erano obbligati a turno a curare il verde pubblico. Ecco, sì, a me votare piace un casino, tanto tanto. E ancora di più mi piace fare lo scrutatore. Una volta, che facevo lo scrutatore, gli elettori si erano lamentati che avevo una maglietta con scritto “Milano fa male”. Il carabiniere è venuto a dirmi che dovevo cambiarla, gli ho detto che era la mia unica maglietta, lui ha detto di andare a casa e trovare una soluzione. Sono tornato con la stessa maglietta e dello scotch nero sulla scritta. Non è che me ne fottesse niente, ma mi sono divertito molto. E poi, poi c’erano i verbali da compilare. Quanto amo quei libroni con su un sacco di polverose cose inutili, quanto sono belle, dolci, sovieticamente archivistiche. Ecco, adoro lo stato dello stato per un giorno. Ieri, dicevo, sono andato a votare e ci sono andato con tutte le buone intenzioni. Mi ero stampato il vademecum dell’UAAR per protestare con il presidente di seggio in caso di presenza di crocifissi in aula. Mi sono portato dietro pure la sentenza della cassazione. Continuavo a ripetermi che se c’era il crocifisso gli mostravo la sentenza, è che non c’avevo niente di meglio da fare e in tv c’era solo E.T. Ecco, quando sono arrivato al seggio poi mi è venuto il dubbio, ma basta mettere il nome del consigliere o bisogna mettere anche la X sul candidato Governatore? Ero sicuro al 99% che non servisse la croce, per sicurezza l’ho chiesto al tizio del seggio che mi ha risposto “Eh, non lo so, lei la metta…”. Stordito da questa risposta surreale mi sono completamente dimenticato della cosa della croce. Ecco, me ne sono ricordato quando sono tornato a casa. E adesso mi tocca aspettare altri due anni per smarronare il presidente di seggio.

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8 Comments

  1. […] This post was mentioned on Twitter by Disma Pestalozza. Disma Pestalozza said: niuz on disma blog Di seggi e di voti: Ieri sono andato al seggio a porre la mia metaforica croce sul mio partito … http://bit.ly/ariWVa […]

  2. ul_Fabius says:

    magari ci va bene e ci si va a divertire prima.

  3. Giorgio says:

    croce scaccia croce

  4. Der Pilger says:

    quindi alla fine dove e' caduta la croce?

    scommetto che nel segreto della gabina hai votato per http://www.formigoni.it

    del resto gli devi cosi' tanto sia professionalmente che bloggalmente.

  5. Disma says:

    alla fine mica l'ho messa la croce, ho solo scritto il nome del candidato al consiglio, che vale uguale. Tra l'altro scrivere il nome mica è roba facile che per essere eletto, oltre a superare lo scoglio del 3% deve pure superare lo scoglio di avere un cognome che uno non sa mai dove mettere la acca. Come Strehler Strelehr

  6. Mattia says:

    A parte che il carabiniere non può mica importi di cambiare la maglietta.

    Anzi, nel seggio non ci può nemmeno entrare, se non per votare o se lo chiama il presidente (o se ci sono tumulti).

    Altrimenti se ne sta fuori.

    E non ha nemmeno potere di importi una beata mazza. è solo il presidente che ti può sbattere fuori. il carabiniere è solo la forza fisica a disposizione del presidente per attuare le sue decisioni. ma non è persona pensante pensante, deve solo obbidire (forse anche credere e combattere). i carabinieri al seggio non hanno alcuna fottutissima autorità sulle operazioni di voto.

    questo solo per dire che la maglietta, se non lo ordinava il presidente, potevi tenerla.

    ah, comunque una volta sono andato in senato accademico con la maglietta di un partito poetico ceca (tipo, il partito degli amici della birra). Qualcuno ha protestato e io gli ho detto che potevo anche torglierla, restando a torso nudo. Allora hanno detto che potevo tenerla.

  7. Mattia says:

    ma anche se lo scrivi sbagliato vale lo stesso, perché conta la volontà dell'elettore.

    tipo, io mi sono sempre domandato come ha fatto a farsi eleggere jan gawrosky, con quel cognome lì

  8. Disma says:

    #mattia sì, era intervenuto il pres di seggio, l'ho solo omesso per brevità, lui a sua volta aveva chiamato il carabiniere, il pres di seggio aveva avuto rimostranze da parte di alcuni elettori

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