Disma Rotating Header Image

Writing Festival #7

La Vita è Meravigliosa

Il mio problema è che guardo troppi film.
E ne rimango terribilmente impressionata.
Come quella volta dopo matrix, quando cercavo ovunque la pillolina blu che
mi avrebbe fatto risvegliare tranquillamente nel mio letto. Alla fine l’ho
trovata. E mi sono risvegliata nella tana del bianconiglio.
O quella volta dopo jfk, quando sperimentavo la teoria del proiettile
impazzito dalle finestre di casa.
Ma nessun film, e ripeto nessuno, è pericoloso quanto “la vita è
meravigliosa”.
Ricordo quando lo facevano ogni anno in tv. Non appena le case andavano
riempiendosi di alberi di natale e panettoni, lui zac! Si presentava in
tutto il suo abbagliante bianco e nero.

Odiavo quel film, mi faceva piangere sempre. Mia mamma, inflessibile, ci
obbligava a guardarlo. Lei adorava quel film. La faceva piangere sempre.
Ma da un po’ di anni non lo trasmettono più. Non sulle reti principali,
almeno. Ogni tanto lo si vede sbucare su qualche canale locale.
Quest’anno, per esempio, era su tv-quartiere 5. Non lo si poteva guardare.
La pellicola saltellante, l’audio fuori sincrono. Una pena. E sono stata
assalita da un’ondata di nostalgia. In fondo mamma è tanto che non piange
più come si deve. Frignucola ogni tanto, ma si vede che non lo fa con vera
soddisfazione.
Così sono andata di nascosto in videoteca (in epoca emuliana è diventata
pratica inconfessabile) e l’ho visto.
Tutto solo nel reparto Frank Capra. Tutti gli altri erano stati comprati,
tutti gli “Accadde una notte”, i “Meet John Doe”, gli “Arsenico e vecchi
merletti”… solo lui era rimasto lì. Avrei dovuto capire che non era una
buona idea.
E invece l’ho preso.
A casa, tutti erano impazziti dietro il cenone di natale. Non ho provato
nemmeno ad offrire il mio aiuto. Da quando ho visto ratatouille mi è
proibito l’accesso in cucina.
Mi sono rinchiusa nella cameretta e ho inserito il dvd nel lettore.
Dopo due secondi ero irritata dalla saccenteria di quell’operetta morale,
annegata sotto strati e strati di melassa.
Dopo quattro innaffiavo il parquet delle mie calde lacrime.
Santo cielo, mi dicevo, ognuno di noi è importante, ma che dico,
fondamentale nella vita altrui! E ognuno è artefice del proprio destino! Se
solo lo voglio, posso riuscire in tutto. Voglio fare miss universo? Basta
volerlo! Voglio diventare campionessa del mondo di qualunque cosa? Basta
volerlo! Voglio diventare miliardaria? Basta volerlo!
Basta mettersi in bilico su un ponte la notte di natale e minacciare di
buttarsi di sotto ed ecco che l’angelo di seconda classe comparirà al mio
fianco e mi indicherà la strada!
Aspetto trepidante l’avvicinarsi della mezzanotte. Appena mi accorgo che
tutti i familiari sono in preda ai fumi dell’alcol e cominciano a cantare
novene pasquali, sgattaiolo fuori di casa e mi avvio verso Pont sur Mugnon.
L’avevo scelto con cura.
Doveva essere un ponte abbastanza bello, con eleganza e dignità di ponte da
(pseudo)tentato suicidio.
Ma non doveva essere troppo centrale o frequentato, altrimenti correvo il
rischio che qualche benintenzionato di passaggio si mettesse in testa di
“salvarmi” prima dell’arrivo del mio Clarence.
Pont sur Mugnon è perfetto per questo. Solido, sobrio e isolato.
Mi inerpico sul mezzo metro e passa della spalletta e comincio a guardare
verso l’alto.

Niente.

Porta pazienza, mi dico, Clarence e i suoi in fondo operano in america, per
quanto angeli, ci vorrà pure del tempo per arrivare sin qua.

Dopo qualche ora comincio a spazientirmi.
“ehi, lassù, mi vedete? Io son qui, sul ponte. Sfiduciata nella vita, nelle
mie capacità, ecc ecc. e sto per buttarmi. Capito? IO STO PER BUTTARMI!”

Niente.

“Allora? Siete sordi? IO MI BUTTO, EH”

Niente.

Vabbè, è la notte di natale, magari adesso sono impegnati. Tanto io non ho
fretta. A casa sono tutti ubriachi e comunque c’è cibo in abbondanza, almeno
fino al ventisette non si accorgeranno nemmeno della mia assenza.
Posso aspettare.
Però fa freddo…
Magari se saltello un po’ mi riscaldo.
Certo, se nevicasse sarebbe meglio. Sarebbe più romantico. Vuoi mettere con
questa pioggerellina? E questo ghiacc…

Per fortuna il ponte che avevo scelto non era troppo alto.
Ho qualche costola dolorante e una gamba ingessata, ma in fondo non me la
passo niente male.
È vero, è una seccatura rimanere immobilizzati su una sedia a rotelle, però
almeno adesso sono al centro dell’attenzione. I dottori hanno detto che devo
starmene calma e in assoluto riposo per qualche tempo e i miei mi
vezzeggiano premurosamente. Mi hanno addirittura regalato un film!
Ehi, è Hitchcock! Io adoro Hitchcock!
E “la finestra sul cortile” non l’ho mai visto!

Grazie a Maia

Condividi please

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

FLAGGA QUI DI FIANCO SE VUOI CHE TI ARRIVI UNA FOTTUTA MAIL IN CASO QUALCUNO RISPONDA AL TUO STRAMALEDETTO COMMENTO. SE VUOI SOTTOSCRIVERE I COMMENTI SENZA MANCO SCRIVERE NIENTE CLICCA QUI.