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Godere delle disgrazie altrui

Nelson Muntz

Quando sento parlare dell’oscuramente dei gruppi che inneggiano a Tartaglia, dei siti internet che sbeffeggiano il Presidente del Consiglio (non premier, ricordiamocelo sempre), di chi è contento di quello che è successo, a me viene in mente solo una cosa. Mia nonna.

Mia nonna che mi diceva che non bisogna prendere in giro le persone, che bisogna dimostrarsi caritatevoli nei confronti di qualcuno che subisce qualcosa, che bisogna andare a trovare uno che si è fatto male e altre cose così.

E da mia nonna lo accetto. Non posso però accettare che uno stato, un’istituzione, si senta in diritto di dirmi come mi devo comportare a livello morale. A me, che a Berlusconi gli abbiano tirato una cosa in faccia non me ne può fottere di meno. Come non me ne fotterebbe di meno di uno a caso che si è beccato una cosa in faccia. Non mi interessa, non provo pena, non provo dispiacere, non provo niente. Non me ne fotte un cazzo.

Dirò di più, se uno si piglia un pugno in faccia, io sono libero di essere contento. Non sono libero di tirargli un pugno in faccia, questo no. Non sono nemmeno libero di aiutare qualcuno a tirare un pugno in faccia, né di convincerlo a tirare un pugno in faccia.

Ma se uno tira un pugno in faccia a un altro, posso poi gioire della cosa. Posso ridere, posso fare il cazzo che mi pare. Questo perché viviamo in uno stato che non è una nonna. Uno stato che si occupa di delineare i principi di diritto, ma che non può certo impormi la sua morale sul fatto che non si debba gioire delle disgrazie altrui.

Sarò una persone malvagia, ma sono libero di gioire per le sventure degli altri. Non che lo faccia, per carità. Ma per quanto questo possa parere orribile, sono libero e siamo liberi, di gioire delle sventure altrui. Essa si chiama libertà d’espressione. Ah ah!

Ps alcuni la chiamano schadenfreude e dicono che è la forma di gioia più perfetta

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2 Comments

  1. ossipossi says:

    pago le tasse (cioè il biglietto) e ho ben il diritto di ridere se lo spettacolo mi fa ridere. Dovrebbe anzi essere contento, dalle barzellette è passato alle scenette tipo fratelli De Rege

  2. arcureo says:

    Vero, uno può farlo. Non ci fa una bella figura ma può farlo. E -se posso dire- la libertà di farlo pubblicamente reca seco (ammazza come parlo imparato) anche la libertà di prendersi palate di merda per il suo comportamento.
    Dicesi assumersi delle responsabilità. Che in un paese maturo, in una democrazia solida, dovrebbe essere una cosa assodata, pacifica, normale!

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