
Sono penosi, vergognosi, ributtanti, imbarazzanti, depressivi, destimolanti, devastanti, inconcludenti e teste di cazzo. Enormi teste di cazzo. Che roba brutta. ‘Sto assistendo ad una trasmissione su una tv locale. Politici di provincia-comune-regione si stanno sottoponendo ad un plateale test antidroga sotto le telecamere di ’sta televisione. Non c’è uno, dico uno, che dica una cosa sensata, ovvero che uno si può strafare tutto il cazzo che vuole, l’importante è che quando entra in aula sia in grado di lavorare. C’è gente che strafatta ha fatto cose eccelse che alcuni nostri amministratori non potranno mai sognarsi di fare nemmeno dopo un soggiorno ad una beauty farm. La scorsa settimana ho chiesto ad una parlamentare che si è sottoposta al test antidroga ‘Ma se il test è positivo che succede?’ lei ha risposto che era una buona domanda, ma che non lo sapeva che cosa sarebbe successo. Lo fanno così, perché? Bho, non si sa. Gli altri lo fanno. E poi? Bho.
Ve lo dico io. Niente. Non succede niente. Perché drogarsi non è vietato a meno che tu non stia guidando. Quindi se trovano un politico drogato non deve dimettersi non deve fare un cazzo. Perché se uno si è fatto un ciombolone grosso quanto un braccio il venerdì sera e poi lunedì va in parlamento e gli fanno il test del capello, a me che venerdì sera si sia fatto il ciombolone non me ne può fottere di meno. Eccheccazzo, l’importante è che non ti fai il cylum durante la seduta che poi non capisci una sega. Non uno che dica una cosa così, non uno. E allora, dobbiamo fare anche il test per l’alcool per vedere quanti bianchini si sparano? Per vedere se hanno il cervello in pappa da caffé corretto?
Mica finisce lì. Mettetevi seduti. Dal discorso droga, non mi ricordo perché, passano a parlare dei crocifissi. Inizia il primo: io ho chiesto che sia messo in consiglio comunale. Il secondo: io faccio le raccolte di firme. Il terzo: Eh sì, ma noi siamo gli unici che però lo hanno messo in consiglio di zona mentre voi raccogliete le firme. Il quarto: si però noi oltre a mettere i crocifissi ne rispettiamo anche i valori. Il quinto: (sotto inteso ‘io sono il più figo’) il primo atto che ho firmato nella provincia di Monza e Brianza è stato quello di piazzare quattro crocifissi *non mi ricordo dove*’.
Tornano alla questione droga. Eh sì, perché io il test lo farei non solo ai politici ma anche ai manager. Arriva il secondo: facciamolo agli insegnanti. Parte il terzo: noi diciamo di farlo a tutti i dipendenti pubblici. Il quarto: facciamolo però a sorpresa. Ma sì dai, facciamo che quando esci dal portone di casa c’è un crocifisso con una scheggia del legno del crocifisso originale con la quale pungerti il dito ed un test antidroga istantaneo al quale sottoporsi. Nell’androne. Così mettiamo insieme le due tematiche più importanti del momento.
Ridicoli, penosi, deprimenti, vergognosi, senza prospettiva, senza la minima idea di quali siano le priorità, senza il benché minimo contatto con la realtà, che si perdono a discutere se sia più importante mettere il crocifisso oppure fare il test antidroga. Io provo pena. Un enorme pena piena di disgusto. Un enorme pena piena di disgusto e di imbarazzo. E solo iddio nostro signore sa quanto vorrei che ci fosse uno, dico uno, in grado di dire cose che in tanti pensano.

















[...] This post was mentioned on Twitter by Fabio Giudici, Disma Pestalozza. Disma Pestalozza said: niuz on disma blog Crocifissi e droghe: Sono penosi, vergognosi, ributtanti, imbarazzanti, d.. http://bit.ly/08ScBeh [...]
sottoscrivo in pieno il tuo pensiero disma. fanno tutti troppo i moralisti su cose che sono invece ad assoluta discrezione del singolo, il quale quando scende in campo, come ricordavi tu, deve fare in modo che si parli di politica. di contenuti seri, priorità. non minchiate.
ma i temi spazzatura fanno audience.