Titolo: Fuck is fake/Life is cake – Tecnica: Digitale su digitale – Autore: Disma Pestalozza
Il Maestro torna, la terra trema! Ogni pennellata si immerge nel substrato pittorico trascinando con sé il trauma della nascita, la gioia del concepimento e la freschezza della crescita. Fottere è falso, ma la vita è una torta. Il frutto del proibito emerge dalla concezione surreal-socialista dell’artista, archiviando decenni di dibattiti sul cosa è arte e cosa è semplice strumento dell’espressione.
Dopo il burrascoso e controverso periodo ‘del graffio‘, il Gauguin italiano torna sui suoi passi riabbracciando la perfezione assoluta della forma geometrica e del colore tardo impressionista. Lo fa con la coscienza di chi ha già sperimentato tutto lo sperimentabile e ricercato tutto il ricercabile. Dopo il duro pascolo nei campi arsi dal sole, torna a nutrirsi di fili d’erba verdi come la speranza.
L’angolo retto e la rigidità della forma si trovano in netto contrasto con la scelta cromatica, per lo più dolce, anche se non si risparmia qualche tocco glaciale capace di riportare alla mente di chi gode dell’arte del Maestro la crudeltà della vita stessa. ‘Prendetemi, abbracciatemi, squarciate il leggero velo che protegge la mia coscienza!’, sembra urlare il geniale pittore meneghino.
Ma se si analizza l’opera pittorica con maggiore attenzione si percepisce, come d’incanto, la seconda e più profonda lettura della tela. Il Pestalozza non lancia un messaggio di accettazione! Tutt’altro, egli vuole fare sintesi delle sue esperienze ed essere accettato per quel che è: genio puro.
Come un novello Van Gogh si priva di un orecchio, seppur per ora solo metaforicamente, e lo lancia in faccia alla critica, ancora sanguinante, ancora caldo. Un orecchio che non è ancora oggetto puro, ma nemmeno più parte di un corpo, un ibrido senza possibilità di redenzione. ‘E sia’, dice il Maestro. ‘E sia!’.
























Questa volta il Maestro spiazza il pubblico adorante presentando un lavoro dallo stile primitivo eppur elaborato.
Il pubblico adoranta dapprima rimane sconcertato dopodichè, sfondandosi di birra, coglie il completo senso dell'opera raggiungendo un'estasi psicofisica mai provata prima.
Il Maestro si confronta con i grandi del passato, sfida Banksy, Hirst e Bros surclassandoli in un nonnulla.
questo ritorno al sogno suprematista è apprezzato dalla Cellula Critica di Cultura Proletaria, il Malevic dei Navigli. Lunga vita la maestro!
oh, questo è il maestro che conoscevamo, cazzo, questo sì che è un bel quadro!
il goniometro di dio! usalo maestro, usati: tu sei esso.