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La lumaca fantasma, le unghie dell’elefante, gli asini pazzi e i contadini che fanno i fighi

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Se per caso ieri non avete fatto in tempo a dissetare la vostra sete d’informazione attraverso quell’incredibile ruscello di montagna che è Repubblica.it, vi aggiorno io. Ci sono un paio di robe di cui dovete assolutamente avere conoscenza.

A Kiev c’è un elefante che ha le unghie troppo lunghe. Uno, che di lavoro fa quella roba lì, cioè taglia le unghie alle bestie, è andato a scorciargliele, all’elefante. Adesso pare che con le unghie ben tagliate stia meglio. Per altro vi risparmio tutta una serie di battute che mi vengono in mente sull’elefante che si infila le dita nella proboscide, molto divertenti, le battute dico.

A Cipro, l’isola dove c’è una città che si chiama Famagosta (così tutti adesso sanno perché sulla Linea 2 di Milano c’è una fermata che si chiama Famagosta, che non era mica né patriota né condottiero), ci sono degli asini che tirano testate alle macchine. A me questa sembra una mezza cagata, cioè mica me li vedo che ci sono sti asini che rincorrono le macchine e tirano le testate. Guardando la foto piuttosto mi da un po’ l’idea della roba ‘occhio a non investire gli asini’. Anche perché gli asini a Cipro contano. Anche in Italia, ma i nostri sono altri asini.

Un altro pezzo importante riguarda la lumaca fantasma e “i molti misteri che ne avvolgono la vita” (cit.). Si si. I molti misteri che ne avvolgono la vita. Della lumaca fantasma. Aspetta, provo a metterla giù in un altro modo. C’è una lumaca, che si chiama fantasma, non è che davvero è ìl fantasma di una lumaca e nonostante questo, cioè che non sia davvero il fantasma di una lumaca, ha una vita piena di misteri. La lumaca è piena di misteri, mica la colonna di repubblica.

L’ultimo riguarda dei contadini, svizzeri. Che a me alla fine la Svizzera piace. Pulitina, ci sono i bratwurst ma trovi gli spaghetti, c’è il filetto alla francese ma trovi pure le castagne arrosto, insomma c’è tutto. Anche i contadini, un sacco di contadini. Adesso li stanno selezionando per un calendario. Ma a parte la roba in sé, mi piace molto come attacca l’articolo: “In Svizzera la precisione è una virtù ed è forse per questo che anche se con anticipo sono già partiti i casting per scegliere i 12 protagonisti del prossimo calendario dei “contadini” 2010″.

Come iniziare un pezzo sulla Svizzera? Ma certo con la precisione. Offro un altro paio di idee, parafrasando l’articolo.

1) In Svizzera il cioccolato è molto buono ed è forse per questo che i protagonisti dei casting per scegliere i modelli del prossimo calendario dei “contadini” 2010, mangiano tavolette a nastro.

2) In Svizzera il formaggio con i buchi detta legge ed è forse per questo che i 12 protagonisti del prossimo calendario dei “contadini” 2010 tentano pose ardite che, a volte, ricalcano la struttura stessa del famoso emmental elvetico.

3) In Svizzera le caprette ti fanno ciao, ed è forse per questo che gli aspiranti modelli del prossimo calendario dei “contadini” 2010 appaiono terrorizzati da queste strane bestie capaci di esprimersi con un linguaggio tutt’altro che ovino.

Via | Repubblica.it

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One Comment

  1. al1 says:

    quando ho letto il titolo del post pensavo a una di quelle furbate per attirare i lettori. invece era tutto vero… o forse è repubblica che fa furbate per attirare i lettori

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