Sta cosa è un vero casino. Cioè se prendo la metro con mia moglie, lei sale sulla carrozza per extracomunitari e io in quella per stirpe italica. Dobbiamo concordare dei segnali, magari con delle bandierine colorate, per segnalarci quando vogliamo scendere.
Ma il casino vero è se tipo facciamo un figlio e prendiamo la metro. Cioè lei se la gode nella carrozza dei negri bella tranquilla e io mi devo spupazzare il moccioso, nato in Italia, da solo, nello spazio italico. Che poi magari l’ipotetico moccioso c’ha i tratti somatici dei negri, come cacchio li convinco i controllori che è uno dei nostri.
Via | Repubblica.it
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Disma, sei in un bel guaio. Pensa se adotti un chane Shitzu o un gatto Persiano.
Che idioti…
Bastava che facessero prima classe e seconda classe.
@Disma
Per il pupo, e le eventuali discussioni con i controllori circa la sua nazionalità, non preoccuparti, credo che predisporranno il tatuaggio obbligatorio.
Che dire, ti sei cacciato proprio in un bel guaio!
L’unica soluzione per il bimbo potrebbe essere un’altra carrozza per “gli italici-negri” così che possa essere identificato come “negro”, ma al contempo abbia il diritto di approcciarsi a quelle menti italiche geniali che siedono nel lusso e nel profumo dei vagoni a loro destinati.
Che tristezza, metà degli italici vivono mentalmente nell’apartheid…