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Di occupazioni e autogestioni

Secondo me spesso il tema viene affrontato dal punto di vista sbagliato. Sono convinto che solo in rarissimi casi le occupazioni scolastiche o le autogestioni possano portare un qualche cambiamento di rilievo sulle scelte politiche di un paese. Diverso invece è il discorso quando l’occupazione o l’autogestione sono indirizzate a smuovere qualcosa di locale o legato allo stesso istituto scolastico dove avviene una delle due forme di lotta. In questi casi i risultati concreti possono arrivare pure facilmente. Alle superiori partecipavo alle occupazione e anzi ero uno di quelli che le organizzava. Ricordo un anno in particolare, avevamo occupato anche durante le festività di dicembre, quando tutti gli altri, nelle altre scuole, tornavano a casa. Per noi era una sorta di modo di far vedere che ci si credeva davvero e non era solo un modo per non andare a lezione. Il lavoro era stato snervante, faticoso, c’erano mille cose da fare e alla fine, dopo un’occupazione lunghissima, tipo più di un mese credo, tutto è andato in vacca con dei tizi che hanno distrutto un ufficio. Alcuni di noi sono esplosi in un pianto liberatorio. Questo per dire che ho idea di come funzionano dall’interno. Proprio per questo so che una grossa parte degli studenti, tra quelli che partecipano, non hanno la minima idea di ciò di cui si parla se non per slogan. E, sui grossi temi di rilevanza nazionale o peggio internazionale, come dicevo prima, le occupazioni non servono a una minchia. Eppure sono totalmente dalla parte degli studenti che occupano o che autogestiscono. Il maggior pregio di questi momenti non è la lotta in sé, quanto il trovarsi per la prima volta nel corso della propria vita a maneggiare decisioni, a organizzare cose di un certo rilievo e a contrapporsi ad un’autorità. In poche parole credo che questi momenti in cui un teenager si deve gestire da solo e magari gestire dei suoi coetanei, sono attimi di enorme crescita personale che altrimenti la scuola non saprebbe fornire. Quindi sì, è vero, le occupazioni servono a poco da un punto di vista strettamente politico, ma servono a molto per la formazione degli individui. Sono esperienze importanti, che ti segnano e ti responsabilizzano, o quanto meno lo fanno con certe persone.

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3 Comments

  1. Lollo says:

    Sono assolutamente d’accordo, punto per punto. Forse anche per le esperienze vissute, che sono simili alle tue.
    Vorrei aggiungere che anche il servizio militare di leva aveva la stessa funzione e la stessa utilità: cioè, a difendere l’Italia assolutamente no. Ma per generazioni di ragazzi è stata un’importante esperienza di crescita personale.

  2. Andrea SVL says:

    Condivido… l’occupazione alla quale ho partecipato io (Liceo Rebora, 1996) fu un’esperienza indimenticabile. Che fosse una roba inutile lo sapevo bene anche allora (ero già un disilluso di sinistra a 17 anni), ma la cosa in sé è stata importante

  3. Disma says:

    @Lollo a me in effetti il servizio civile ha dato molto, 1 anno fuori di casa per la prima volta e per di più in un minuscolo paesino dove la vita era completamente diversa. Nonostante questo a quello sono contrario perché è una coercizione e in quanto tale non mi piace, però ammetto l’utilità (del militare non so, del servizio civile sì)

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