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Questioni territoriali tra Giappone, Cina e Taiwan. Isole Senkaku o Diaoyutau?

Come a lungo spiegato in c04st2c04st tra Giappone, Cina, Corea, Russa e Taiwan, ci sono tutta una serie di questioni territoriali ancora in sospeso che coinvolgono due o più di questi attori. In questo momento la questione isole Senkaku, che coinvolge Giappone, Taiwan e Cina, è veramente calda. La storia in brevi passaggi logici (andando a memoria) è questa:
- le Senkaku sono isole formalmente giapponesi, amministrate dai giapponesi
- si trovano ad una distanza simile tra Taiwan, Cina e Okinawa (ossia Giappone)
- Sono 5 isole disabitate
- Cina e Taiwan non hanno mai firmato il trattato di pace di San Francisco che assegnava le isole al Giappone, secondo alcuni è un errore per questioni geologiche, storiche e geografiche. Secondo il Giappone è invece ovviamente una roba giusta
- Le isole furono scoperte dai cinesi secoli e secoli fa, poi tra guerre, cazzi e mazzi, finirono sotto il controllo di Taiwan e quindi sotto il Giappone. Nel trattato di cui sopra, forse una dimenticanza(?) o forse una scelta, dopo il termine del dominio giapponese su Taiwan non furono riassegnate a Taipei
- Quattro di queste erano di proprietà di una famiglia giapponese (inutilizzate) da cui lo stato le affitta fino dal 2002 e non ci fa sopra niente
- Un annetto fa o giù di lì, non mi ricordo esattamente, Shintato Ishihara – reazionario governatore di Tokyo – ha detto che se le sarebbe comprate con i soldi dei cittadini per poi costruirvi su insediamenti così da rendere più difficoltose le continue rivendicazioni cinesi
- Ai cinesi girano i coglioni. Forse per stemperare, il governo decide di fare concorrenza a Ishihara, per comprarle e per continuare a tenerle inutilizzate. Infatti, alle isole non è permesso attraccare e il governo ha negato il permesso d’attracco anche ad una spedizione organizzata proprio dal governatore di Tokyo
- Ora se le sono comprate, dopo tutta una serie di voci, scazzi, robe ambigue e via dicendo.
Il Primo ministro taiwanese si è fatto un viaggetto su un’isola vicina, per dire “Ricordati che ci siamo anche noi eh, mica ve le molliamo”
- La Cina è più incazzata che mai dal momento dell’acquisto, anche se in sostanza non cambia nulla rispetto a prima. E in Cina stanno dando fuoco a fabbrice, negozi e qualsiasi altra cosa giapponese
Una tra le più importanti agenzie turistiche cinesi ha sospeso tutti i viaggi organizzati in Giappone, dicendo che rimborserà immmediatamente i clienti. Ha legami con la municipalità di Pechino e oltre 5000 punti vendita sparsi per la Cina.
- Le principali aziende giapponesi hanno sospeso la produzione in Cina. Al momento non ci sono le condizioni di sicurezza per lavorare
- In Cina raramente si vedono manifestazioni così grosse, così incazzate e che riescono a portare a termine riot di questa portata. Pare quasi, impressione mia, che lo stato stia facendo correrre, che le maglie siano un filo larghe nei confronti delle proteste nazionaliste.

A tutte le sfighe si aggiunge il fatto che è appena morto qui a Tokyo il nuovissimo, tipo dopo due giorni dall’insediamento, ambasciatore giapponese in Cina. Trovato svenuto, poi deceduto in ospedale. Come ben sappiamo le teorie del complotto vengono su con molto meno, soprattutto durante un periodo propizio di crisi diplomatica come questo, e qui di complottismi ce ne possiamo immaginare sia da una parte che dall’altra. Insomma, una morte che potrebbe pesare pur non c’entrando nulla col contesto.

Mi sembra che se ne parli, ma molto poco e molto male sui quotidiani italiani che leggo online. Può sembrare una cazzata, due potenze che litigano per 5 rocce disabitate. In realtà, oltre all’onore, ci sono in ballo probabilmente risorse economiche dato che pare che là sotto ci siano gas e petrolio. Inoltre ovviamente, possedere le isole, è utile da un punto di vista strategico per aumentare la superficie delle proprie acque territoriali, ossia di pesca. La situazione è parecchio esplosiva, e i rischi mi paiono piuttosto alti, non di una guerra ma di un netto peggioramento di relazioni diplomatiche e di conseguenza anche economiche.

9 Comments

  1. arisio says:

    Le manifestazioni in Cina sono pilotate, poco, ma sicuro….quello morto e’ il nuovo ambasciatore giapponese in Cina…….ehm…..

    A.

  2. Disma says:

    ahahah sììì che picio che sono! Comunque l’impressione che lo siano, pilotate, è forte. PErò boh, non lo possiamo sapere con certezza, bisorrebbe infiltrarvicisi

  3. arisio says:

    I cinesi hanno trovato il modo di sviare l’attenzione dai casini che stanno precedendo le prossime elezioni della nuova dirigenza del PCC:e’ scomparso il delfino designato da settimane e ci sono varie versioni, il caso Bo Xilai, i continui scandali legati ai rampolli della casta locale….i giapponesi poi di loro continuano a negare la guerra di aggressione, i fatti di Nanchino, vanno a Yasukuni a rendere omaggio a militari caduti in odore dik criminali…….ci sta tutto e di piu’….

    A.

  4. Disma says:

    E’ riapparso il tipo!! Vicenda assurda, ma magari è un sosia quello riapparso… In ogni caso la storia di nanchino, delle donne coreane etc è una tragedia che il Giappone ha ammesso di aver causato. Poi ci sono continuamente scazzi sui particolari e sulle parole da usare, sui libri di storia, però non è che neghi le sue colpe. Vero che poi ci sono le teste di cazzo che vanno a yasukuni e via dicendo, però la posizione ufficiale è quella. Lo stesso imperatore ha chiesto scusa alla Corea per la questione delle donne di conforto. Recentemente il sindaco di nagoya aveva detto minchiate su nanchino, però è come tipo se uno stesse a sentire un Borghezio

  5. arisio says:

    Pare che anche quella spacciata per moglie di Bo Xilai al processo fosse una sosia….’sti cinesi so forti…..mah, a me risulta che ancora viga la posizione che l’attacco del 1941 sia visto come un atto di difesa preventiva, l’imperatore si sara’ anche scusato, ma il governo si ostina a non voler aprire nessuna trattativa sul risarcimento alle sopravvissute (aspetta che muoiano tutte?), i libri di testo sorvolano allegramente sulle parti di storia scomoda….in questo senso secondo me c’e’ ancora molto da fare, come anche in Italia dove solo da poco si stanno aprendo i dossier dell’armadio della vergogna, i nostri crimini “dimenticati” per far fronte all’arrivo dei comunisti nel dopoguerra, sulla falsariga dell’unita’ 731 giapponese….

    A.

  6. Disma says:

    se non ricordo male, sulla storia di “aggressione vs difesa preventiva” sono arrivati ad una sorta di accordo documento dove i giapponesi ammettono l’azione di aggressione, non mi ricordo più cosa ma all’interno del documento ci sono comunque cose che non andavano bene per la parte cinese, sulla questione risarcimenti, so che avevano stanziato una somma ridicola, ma forse era per le donne di conforto coreane e niente per nanchino?

  7. arisio says:

    Per Nanchino son sicuro che non han voglia di tirar fuori una lira come per le “comfort women” coreane…..in ogni caso mia moglie ha appena ricevuto dal consolato giapponese in Milano l’avviso di tenersi alla larga domani dalle 14 alle 16 da piazza della Repubblica di Milano dove ci sara’ una manifestazione per le Senkaku/Diaoyutau……..siamo alla paranoia…..

    A.

  8. andrea1 says:

    è piu facile credere che siano sosia piuttosto che quelli originali.
    per la storia dell onore..
    l onore ed i soldi non vanno mai di pari passo.

  9. Disma says:

    minchia pure a Milano?!

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