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Sale giochi a Tokyo

L’altro giorno, mentre cercavo il museo di Gundam, mi sono aggirato come un disperato nel palazzo che lo contiene, e tra le altre cose c’era anche questa sala giochi. La cosa interessante è che in Giappone le sale giochi non sono sparite con l’avvento delle consolle casalinghe, al contrario di quanto è accaduto in Italia hanno saputo cambiare tiro e mettere in piedi macchine da gioco che in casa non ci possono entrare, vuoi per la grandezza, vuoi per l’hardware, vuoi per il tipo di strumentazione accessoria che richiedono. Ovviamente a fianco dei giochi fighi, ci sono anche classici tipo tekken o street fighter. Anzi, in ogni sala giochi che si rispetti in Giappone c’è almeno una macchina con un vecchio street fighter anni ’80. La sala giochi del video non è nemmeno tra le più grosse, alcune sono poste su 6 o 7 piani, questa era a piano unico. Inoltre all’interno delle sale giochi ci sono delle macchien che si chiamano プリクラ (purikura) dove le ragazze, pure i ragazzi ma più le ragazze, entrano e si fanno foto e nelle foto sembrano belle mentre in realtà sono dei mostri. Sono sostanzialmente delle macchine che ti permettono di photoshopparti, aggiungere sfondi, scritte kawaii, allargarti gli occhi e cose così. Qui vi potete fare un’idea. Alcune sono più evolute, ad esempio sul finale del video ne vedete una a tema “café”, sa il cazzo che minchia esce fuori, non l’ho provata. Una roba che va tantissimo qui, e che in Italia non vedevo dai tempi dell’Astra Games, ossia dall’89, sono le macchinette con dentro i pupazzi da pescare o quelle con le monetine che te ne butti dentro una e speri che spinga le altre giù per lo scivolo e poi nelle tue tasche. Comunque, a parte ‘ste cagate, ci sono dei giochi veramente belli, tipo quello di Gundam con la cabina da pilotaggio ricostruita (che è in giro da almeno 3 anni dato che ci giocai anche nel 2009), roba in 3D, spara tutto che ti fanno aggirare per le strade di Tokyo, insomma cose di un certo livello. L’inferno sonoro è garantito, il costo si aggira intorno ai 2 euro a partita. Per i giochi più nuovi di solito ci sono anche delle panchine posizionate per la lunga fila che si crea. Tra i giochi più difficili da interpretare c’è quello del calcio, che oltre a giocare schiacciando pulsanti e cose, devi anche posizionare delle carte (che compri separatamente e immagino ci siano quelle rare ecc.) su una piattaforma davanti al monitor, inoltre è un multyplaier e giochi con tutta la gente che c’è intorno a te e davanti a tutti è posizionato un grande schermo. Altro gioco bizzarro è quello delle corse dei cavalli che vedete in video, devi dare da mangiare al cavallo prima della corsa, allenarlo, scegliere il fantino e via dicendo, poi è pieno di statistiche e minchiate varie, roba che te lo devi studiare davvero bene per poterci giocare.

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10 Comments

  1. Luca says:

    Mi hai dato un nuovo spunto per la mia tesi! Avevo dimenticato (o non sapevo, forse è un falso non-ricordo?) che in Giappone la sala giochi continua ad essere un’alternativa al videogioco casalingo, come la sala del cinematografo nei confronti dell’home video!
    Questa è un’altra analogia interessante. Grazie!

  2. Disma says:

    figurati ;) Su cosa stai facendo la tesi?

  3. Luca says:

    Faccio un’analisi dell’evoluzione del linguaggio videoludico mostrandone analogie e differenze con il cinema, cercando di dimostrare la potenziale capacità artistica del mezzo.
    Per una laurea in storia dell’arte è un pochino azzardato, ma il lavoro sta venendo su bene, anche perchè nonostante le fonti (seppur non molte) mi sto dirigendo su un’analisi molto personale, al contrario di molti che scopiazzano di qua e di là.

  4. mattia says:

    Inoltre all’interno delle sale giochi ci sono delle macchien che si chiamano プリクラ (purikura) dove le ragazze, pure i ragazzi ma più le ragazze, entrano e si fanno foto e nelle foto sembrano belle mentre in realtà sono dei mostri.

    Una delle cose che più detesto.
    Fosse per me andrei in giro per il Giappone con una mazza ferrata in mano e prenderei sprangate tutte queste macchinette.

    (sto diventando cattivo, vero?)

  5. Disma says:

    però sembran proprio fighe nelle foto! Bisogna dare atto a chi ha costruito le macchine.
    @Luca sembra bella la tua tesi, soprattutto contestualizzata in storia dell’arte

  6. Luca says:

    Grazie!
    Per ora sono ancora in fase di analisi, per risultati e conclusioni sono ancora lontano, ma spero di trovare prove a mio sostegno!

  7. fra says:

    Maddai, le purikura sono così cariiiiine! E sono un’ottima alternativa per chi, come me, ama ancora mandare le cartoline e dopo la prima non sa più cosa scrivere… tò, ci appiccichi una fotina kawaii con le orecchie da gatto e fine.

  8. Disma says:

    ahahahah, la mia è una risata isterica. Ecco, l’unica cosa che è peggio di quella macchina lì è quella macchina lì con dentro una ragazza che con voce stridula dice sogoii! kawaii! :D

  9. fra says:

    Forse per contestualizzare meglio devo aggiungere che di solito mi piace deliziare gli amici con cartoline tipo queste. ora, trovami un accessorio migliore di una fotina puricura sul retro ^^

  10. Disma says:

    a beh, assume tutto un altro senso alla luce della cartolina con la quale viene accoppiata :D

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