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La saliva dei bicchieri che poi ti entra in bocca

C’era una volta una storia che mi raccontavano e che ho letto anche su alcuni manga, che in giappone i ragazzi e le ragazze non si vogliono scambiare i bicchieri perché è un po’ come baciarsi, perché ti scambi la saliva. Quindi i ragazzi vogliono scambiarla con le ragazze carine e le ragazze carina stanno attente a non usare i bicchieri degli altri. A me però mi puzza di cazzata, che qui ogni volta che vado a bere una birra ci sono otto bocche che cercano di scolarmela, sia maschili che femminili, e io l’unico obiettivo che leggo nei loro occhi è quello di bere la mia birra. Mica di appropriarsi della mia saliva. Il punto è che lo fanno con estrema naturalezza, manco al Leoncavallo nei primi anni ’90 trovavo così tanta gente che voleva bere la mia birra. Eh sì che ci provavano in tanti nonostante le mie resistenze. Quando ci riuscivano poi buttavo via la mia birra che mi faceva schifo. Adesso non me la sento proprio, al Leoncavallo la birra costava due euro e mezzo in lire o una cosa così, qua costa ventimila lire in euro o una cosa così. Quindi me la bevo e con essa mi bevo la saliva di bocche a me non congiunte né affini. Una roba che mi fa sinceramente schifo. Però mi fa un po’ più schifo addentare il pane addentato da altri che rimangono sempre attaccati pezzi di saliva dai denti e fili che vanno dalla bocca all’alimento in questione. Comunque com’è come non è a un certo punto le difese cadono e lentamente scivoli nella rete dei libertini offrendo un sorso ad emeriti sconosciuti che per quanto ne sai avrebbero appena potuto finire di succhiare cose che tu non vuoi succhiare e assaporare cose che tu non vuoi assaporare. A fine serata è come se avessi succhiato una dozzina di lingue, non tutte appartenenti allo stesso genere. E l’idea di assaporare lingue del mio genere e anche del genere opposto random mi dà una brutta sensazione. Tutto questo però va in contrasto con il mio vecchio motto di ‘se qualcuno abbandona una birra, bevila’. La vita è piena di contraddizioni. Ricordo ancora il Water Festival di Stoccolma donde non ci volevan mescere birra in quanto minorenni (per la loro buffa legislazione) e ci si doveva adattare bevendo i fondi nei bicchieri trovati in giro. Ecco, diciamo che le priorità cambiano come cambiano le stagioni e nel corso di una serata ne possono cambiare setto o otto, comprese le mezze. Stagioni dico.

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16 Comments

  1. io invece penso che tu a stoccolma ti volessi appropriare della saliva delle svedesi…. si si

  2. Disma says:

    sinceramente, generalizzando, mi sono rimaste molto più impresse le danesi. Per ora nella classifica delle donne più belle del mondo le metto al primo posto. Anche se non dimenticherà mai Laura la finlandese con la quale ci scattammo una foto per poi vantarci al nostro ritorno in Italia.

  3. mattia says:

    E l’idea di assaporare lingue del mio genere […] mi dà una brutta sensazione.

    OMOFOBO!!!!
    Scriverò alla polizia postale per far censurare questo sito!
    Dirò all’on. Sconcia di fare un’interrogazione parlamentare… Giovanardi che non sei altro!

  4. arisio says:

    Concordo sulle finniche.

    A.

  5. Luca says:

    Che fastidio D:

    Succede lo stesso anche con le sigarette?

  6. Disma says:

    @Luca l’altro giorno dopo circa vent0anni dall’ultima volta ho chiesto due tiri di sigaretta, anche in quel caso le priorità si sono stravolte. Però è stato un piccolo viaggio nel tempo era da quando avevo 16 anni che non chiedevo 2 tiri. All’epoca dicevamo “uno sdruso” o “una mafia” o “una smafiata”.
    @Mattia ma no, mica ho detto che è una roba malvagia! Ho detto che a me non va!! Figurati che il mio migliore amico è gay :D eheheh (adoro quando la gente dice cose tipo ‘il mio migliore amico è gay’ ‘il mio migliore amico è dell’Africa…’)

  7. Luca says:

    Mai nessuno che dica: “il mio migliore amico è un cane!”

  8. Brega says:

    Visto che si parla di bocche approfitto per dire una cosa che non c’entra molto ma che fa piuttosto ghignare. Il nuovo libretto per la messa edito in Italia si intitola così: “apri la tua bocca, la voglio riempire”. Fate voi……

  9. Disma says:

    Ahahahah ma dai… potevano pure arrivarci che poi uno in chiesa sta male quando legge

  10. Mikis says:

    “apri la tua bocca, la voglio riempire”. Fate voi……
    Roba da non credere. Invece è così.
    Ho fatto un velocissimo giro in rete e ho trovato molti commenti. Mi ha colpito quello di un sito dedicato alla liturgia, dove Caterina (presumo una fedele) ha scritto: “CHI E’ STATO QUELLA TESTA DI DINAMITE CHE HA IDEATO IL TITOLO AL LEZIONARIO LITURGICO?” AHAHAHAHAH.

    Altri siti risultanti alla ricerca sono decisamente meno delicati ;)

  11. Disma says:

    ahahahahaha

  12. davide says:

    da pendolare svezia-danimarca confermo che le danesi sono al numero 1. anche se dopo una certa etá diventano chiattone (anche le svedesi ma meno)

  13. Disma says:

    E pure i treni danesi sono eccezionali! Ricordo lo spazio bambini e il sapone schiumoso con fotocellula nel bagno

  14. GAetano says:

    Certo che hai delle strane abitudini col bere. Cmq prova a guardarti l’anime “Nazo no Kanojo X” se vuoi capire qualcosa della saliva in Giappone

  15. Andrea SVL says:

    Saltando di palo in frasca, non posso nascondere un pizzico di disappunto per quanto segue: Disma, hai passato un anno in Giappone, un lungo, intero anno e in tutto questo periodo sul tuo blog non ho trovato nessun accenno al porno giapponese.
    Son cose che fanno male, sob…

  16. Disma says:

    @gaetano ho visto adesso un pezzettino, ma velocemente e ho intuito dalla sigla con lei che sbava che c’è qualcosa ;) ma non ho seguito bene il plot
    @andrea mmm mi sa che no, forse un pochino qua e là, ma mai bene bene in effetti… me ne scuso

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