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Tower Records

Oggi mi sono passato un’oretta in un negozio della Tower Records, una catena di negozi di dischi. Mi sono riempito le orecchie di hip hop, reggae e punk. Tutto rigorosamente nipponico. Ce ne ho messo di tempo per riuscirci, nella sezione punk c’è HC e metal, nella sezione hip hop c’è il reggae, nella sezione reggae c’è della merda che non ho capito cos’è e tutto quanto non è al piano di hip hop e reggae ma è al piano del J-Pop. Dopo un po’ sono entrato in contatto con la logica perversa e ho ascoltato un bel po’ di roba, un sacco brutta, qualcosa bella. E’ uscito il nuovo CD della Tokyo Ska Paradise Orchestra che non è male, la cosa bizzarra è che l’album esce parallelamente al remix e il remix secondo me è un po’ meglio del disco originale. Comunque non è di musica che voglio parlare, ma del fatto che come vedete nel video i commessi fanno degli inchini assurdi. Ogni volta che escono dal bancone o prima di rientrarvi fanno un inchino, ogni volta che lasciano l’area destinata al pubblico per andare in magazzino e viceversa, fanno l’inchino. A nessuno. Nel senso che anche se non c’è nessuno lo fanno. Ma è una roba che non si vede in tutti i negozi, non so come mai siano così inchinosi da Tower Records. Che, per la cronaca, non è la Tower Records americana, il lato giapponese è del tutto indipendente perché una decina d’anni fa si è distaccato da quello americano ed è a tutti gli effetti un’azienda giapponese. Per altro ho scoperto, su Wikipedia, che il negozio dov’ero oggi è uno dei più grossi negozi di dischi del mondo con i suoi 9 piani e circa 5000 metri quadrati.

PS il video mica avevo capito che dovevo farlo col cellulare storto

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4 Comments

  1. arisio says:

    Irrashaimasse…o come cavolo si scrive…

    A.

  2. Mikis says:

    Beh, questo fatto degli inchini però ridimensiona molto quanto dicevi in “Brutto dentro”. Cioè, non è che loro si inchinano perchè li fissi, si inchinano perchè ogni tanto lo *devono* fare, e casualmente è successo diverse volte quando tu li fissavi…

  3. forst says:

    Io ci sono stato nel 2008, ricordo di aver comprato l’edizione giapponese di Black Ice degli AC/DC. Non avevo notato gli inchini, però non siamo stati troppo tempo lì.
    Ma sbaglio o lì accanto (subito sulla destra) c’è un improbabile ristorante italiano con tutte le traduzioni sbagliate, a cominciare dall’insegna?

  4. Disma says:

    non ci ho fatto caso al ristorante, ma in effetti ne ho visti parecchi con le traduzioni sbagliate e ogni volta mi chiedo come minchia sia possibile che un traduttore dio bono per cinquanta euro te lo traduce un menu! Google anche per meno ;)
    @Mikis si infatti, probabilmente sono capitato in quei momenti lì della giornata, un po’ come per i musulmani la preghiera che mettono giù il tappeto e la fanno ovunque siano

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