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Terremoto a mano

Oggi abbiamo fatto l’esercitazione per sfuggire alle grinfie del terremoto. Funziona così: suona un allarme, una voce – tipo quella che si sente sull’Enterprise quando le luci rosse iniziano a lampeggiare – inizia a dire delle cose, nessuno studente capisce cosa perché è in giapponese vero. Il professore fa finta di barcollare ché c’è il terremoto, poi si inginocchia di fianco alla sua scrivania e inizia a scuoterla e mentre la scuote dice terremoto ‘jishin’. Lo fa per un paio di minuti. A un certo punto, mentre continua a recitare la parte del terremoto esce dal ruolo e ci dice di ripararci sotto i banchi. Solo che i banchi non ce li abbiamo, abbiamo le sedie con il coso attaccato al bracciolo che ci sta giusto un libro. Dice allora di ripararci con lo zaino sopra la testa. Poi a un certo punto dice che dobbiamo correre giù dalle scale, ci guarda uscire tutti. Poi arriviamo giù e ci sono questi due tizi qui sopra che ci aspettano. Uno con un cartello in mano che dice che chi arriva dal palazzo principale deve andare lì, l’altro con un registro che annota delle cose, tipo se abbiamo fatto bene o male. Poi la professoressa fa l’appello. Una compagna di classe non si è accorta che c’era il terremoto, era in bagno.

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6 Comments

  1. Andrea SVL says:

    Quando leggo robe di questo tipo qua capisco perfettamente perché giapponesi e tedeschi fossero alleati in guerra… il grosso dubbio invece è che caspio c’entrassimo noi italiani in un’alleanza del genere.
    Siamo un’altra razza proprio, e più passa il tempo più mi convinco che sia un bene

  2. carlo says:

    Anni fa lavoravo in un palazzo in Piazzale Zavattari, a Milano.
    Scossa di terremoto, gli addetti alla sicurezza ci fanno uscire.
    Io mi guardo in giro: una mia collega, come se nulla fosse, tutta presa da una telefonata “lavorativa”.
    Mi avvicino e sento che dice: “No, giuro, c’è il terremoto, non è che non ti voglia aiutare!”…
    Fortunatamente, a Milano, i terremoti sono “finti”…

  3. Disma says:

    oggi qui altra scossa che si sentiva, durata abbastanza, caduto niente che tutto è fissato al muro

  4. Disma says:

    se c’è una cosa buona in te è che sei uno che sa infondere sicurezza

  5. Der Pilger says:

    figurati, non mi ringraziare. se vuoi ti mando qualcosa sulla morte per avvelenamento da radiazioni.

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