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Trasloco che si dice hikkoshi e pattume che si dice in un altro modo

Domani cambio casa. Guadagno ottanta centimetri circa in superficie calpestabile e mezz’ora per arrivare dove devo arrivare ogni giorno. Quartiere molto figo, ma forse mi piace di più quello dove sono adesso, non so, devo viverlo un po’ prima di decidere. So che quello che sta sopra di me ha la cattiva abitudine di gettare mozziconi dalla finestra. Lo so perché ho trovato un mozzicone in mezzo alla ghiaietta del cortile. O era suo o di un manutentore, ma secondo me era suo. Non so se è un maschio o una donna. So che lo/la sorveglierò giorno e notte aspettando che lanci un mozzicone per poi chiamare immediatamente l’amministratore di condomino e lamentarmi. Vicino a casa c’è una stazione della metropolitana che al suo interno ha una specie di grattacielo fatto da tre torri e un sacco di fontane. Non chiedetemi come cazzo ci faccia a stare dentro una stazione della metropolitana tutta quella roba. Prima stavo cercando su internet se ci sono posti per vedere le donne nude, mica che ci voglio andare, volevo così, giusto per tenermi al corrente delle abitudini del vicinato, sapere che cosa accade. Pare non ce ne siano. Girando con street view ho anche visto un paio di facce che non mi piacciono, ma può essere che da quando hanno scattatlo le foto, il 2009, si siano anche spostate da lì quelle facce che non mi piacciono. Le prime due notti dormirò sul pavimento, ma sul pavimento per davvero, perché non ho nemmeno il futon. Me lo consegnano due giorni dopo che mi sono trasferito, ho speso circa duecento euro a a futon per il set completo che comprende futon+cuscino+coperta+lenzuola contenitive delle tre cose (non ho capito se c’è anche il sotto futon, spero di sì). C’era un modello più economico, ma in questo è compresa pure la demolizione. Che qua quando dismetti un futon pare che spendi un sacco di soldi per farlo portare via. E’ un problema pure il cartone. Questa mattina era la mattina dei rifiuti combustibili, ma in essi non è compreso il cartone non ho capito bene perché. Il cartone non ho capito come si fa a buttare via. Forse c’è un giorno speciale. Tipo che oggi e sabato è il giorno dei combustibili, lunedì degli incombustibili e venerdì delle cose che si riciclano, che a loro volta vanno suddivise tra bottiglie (in un sacco di rete di cui è dotato ogni condominio), lattine (in una scatola di plastica condominiale che si chiude su se stessa, è tipo una cassa dell’acqua ma la puoi schiacciare per farle occupare meno spazio) e il vetro (in una scatola come quella delle lattine). Fatto sta che il cartone ho capito che lo devi legare con uno spago (non uno a caso, uno che vendono nei negozi fatto a bella posta per legare il cartone da buttare) ma sa la Madonna quando lo devi lasciare giù. Il pattume ad esempio nel mio palazzo, una volta diviso, lo lasci tutto in uno scomparto che dà sulla strada, lo scomparto è a vista ed è dotato di una rete che lo copre, serve a far si che i corvi (qui sono enormi) non becchino i sacchi spargendo i rifiuti in giro. La più grossa inculata del sistema giapponese dei rifiuti è che li devi lasciare giù prima delle otto di mattina, la sera prima non va bene. Devi alzarti prima delle otto, scendere al freddo e smollare i sacchi. E a quanto ho capito seguono davvero questa regola. Il mio primo pensiero ovviamente è stato quello di sbattermene i coglioni, altra brillante idea che ho avuto è stata quella di gettare i rifiuti nei cestini dei convinience store… Poi però ho pensato che se faccio così poi in Italia non posso vantarmi di quanto sono civili in Giappone e allora non l’ho fatto. La storia del trasloco me la sono persa per strada.

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7 Comments

  1. Der Pilger says:

    paga un bambino povero che passi prima delle otto a buttare via la spazzatura che lasci fuori della porta.
    esistono bambini poveri in giappone?

  2. Disma says:

    vabbé, ma dovrei alzarmi per farlo entrare… mica gli do le chiavi! Se faccio un figlio ci sarà un bambino povero in Giappone… no vabbé, temo siano tanti quelli già poveri senza il mio in aggiunta

  3. Der Pilger says:

    non puoi lasciare la spazzatura sullo zerbino, assieme ad una ciotola di latte rancido e ad un tozzo di pane?

    cosa ne fate dell’olio della frittura? si puo’ buttare nel cesso? e che ne fate delle lampadine? e dei tappi di sughero?

  4. Disma says:

    olio di frittura sa il cazzo, non ho mai capito nemmeno in italia cosa si dovesse fare, quindi non friggevo. Anche qui non friggo. Anche le lampadine non ho mai capito dove si dovessero buttare nemmeno in ITalia, quindi, di nascosto, le avvitavo all’interno degli androni dei palazzi dove c’erano lampadine mancanti. I tappi di sughero io li ho sempre buttati nella spazzatura generica… Pensa che qui le bottiglie di plastica le devi smontare, ossia togliere l’etichetta e l’anellino intorno al collo e ovviamente il tappo. Anche i contenitori di cartone vanno smontati quelli con parti plastiche, tipo col beccuccio ecc. infatti ci sono i disegnini sopra su dove tagliare per togliere le parti plastiche

  5. Stefano says:

    di nascosto, le avvitavo all’interno degli androni dei palazzi dove c’erano lampadine mancanti

    Disma, sei grande!
    E’ pure un’ottima idea…

  6. mikis says:

    E’ pure un’ottima idea…
    L’idea non è male, però devi girare con le lampadine vecchie in tasca…

  7. Disma says:

    :) l’importante è non cadere se le hai in tasca
    PS cmq esplodono davvero, ho provato

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