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Family Restaurant

Questa sera, chiamiamola sera, erano le sei e mezza, che qui si mangia prima, si esce a bere prima e si dorme prima. Dicevo, questa sera sono andato a mangiare in un Family Restaurant, un ristorante per famiglie. Non è che i single non possono entrare, si chiama per famiglie nel senso che l’ambiente è piacevole per i piccini, non ci sono ubriaconi e tutto è ovattato e tinteggiato da colori vivaci. Come ogni cosa anche per family restaurant si sono inventati una contrazione linguistica, si dice famiresu. Sostanzialmente i famiresu sono per lo più catene, la più famosa credo sia Danny’s. Vabbé, in ogni caso, quello che ha ospitato il mio deretano aveva un nome italiano, del tipo Grazia Salamadonna, o una cosa così. Il menù prevedeva pizza, spaghetti, robe grigliate e cose a base di pesce. Se prendi il menu pizza, anziché una pizza intera, puoi andare avanti a mangiare all’infinito. Nel senso che puoi mangiare quanta pizza vuoi. L’inculata, grossa a mio modo di vedere, è che non ti portano una pizza, la mangi e poi ne chiedi un’altra. Ti portano le fette. Una alla volta. Hai lì davanti il tuo bel piattino, passa il cameriere tra tutti i tavoli con un vassoione carico di pizza e te la lascia nel piattino. Ogni giro una pizza diversa. Oggi sono passate quella al bacon, genovese, quella col salame piccante e quella al curry (ce n’erano anche altre, ma io sono andato via). Per far capire al cameriere se la vuoi o meno, basta che tieni una bandierina in piedi, se la ribalti significa che non vuoi più pizza. In aggiunta, oltre alla pizza, questo set prevedeva un piatto di pasta con su una specie di bottarga piccante (mentaiko), insalatina, bibite e caffé a volontà. Il tutto a mille e qualche centinaia di euro yen. Ho preso anche il vino bianco. Il vino bianco era la cosa che faceva meno cagare. La pizza era completamente priva di sapore. Però mi divertiva molto la cosa che ti danno una fetta alla volta. Pare che qui la pizza sia preziosissima.

Essendo un ristorante con target mirato, famiglie, al suo interno c’è anche un piccolo spazio dedicato alla vendita di giochini e gashapon

Ovviamente anche i menù sono a portata di nano, di bambino intendo. Sopra ci sono un sacco di colori, disegni e cagate che piacciono a quei mostri con le braccia e le gambe corte. Quello che vedete in foto, sul menù, è Anpanman (famosissimo personaggio degli anime giapponesi, presente un po’ ovunque, dalle carrozzerie dei treni agli avvisi nei cessi). Tra i vari menù ce n’è anche uno con un QRcode che ti rimanda ad una pagina internet nella quale, con lo smartphone, puoi esprimere un giudizio sul servizio e tutto quanto. In cambio ti danno un buono sconto.
Dimenticavo! Ho rimandato indietro un bicchiere che era lercio di croste e strisciate di rossetto.

Ah già, sul tavolo c’era anche un improbabile distributore di parmigiano. No, non l’ho provato. E non è tra le mie priorità per l’immediato futuro.

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33 Comments

  1. Nasso says:

    E’ il giropizza. A Milano i posti più famosi che lo fanno sono “TroppaPizza” e “Cactus Juice”.
    Ho provato “TroppaPizza” (12€ con bibita e caffè). Lì al posto della bandierina c’è un cubo con una faccia verde ed una rossa. Non lo consiglierei nemmeno al mio peggior nemico: la pasta della pizza secondo me è surgelata, dopo tre/quattro fette hai la sensazione di aver mangiato qualche km di asfalto dell’A4.

  2. Disma says:

    mica lo sapevo dell’esistenza di posti del genere, mai andato in vita mia

  3. coso says:

    wow…deve essere una cosa da giovani, nemmeno io sapevo dell’esistenza. comuque la pizza al curry deve essere una prelibatezza ;) ma il vino bianco era di importazione?

  4. el-sibe says:

    dalle mie parti -brianza confinante con bergamasca- il ‘giropizza’ è molto diffuso. quando ti siedi decidi se mangiarti una pizza o se fare il giropizza, la pasta è la stessa, quindi se la pizza è buona è buona sia se la prendi intera o se sei nel giropizza. prezzo giropizza con bibita tra i dodici e i quindici euri. quindi sei hai tanta fame conviene il giropizza. l’unica palla è l’attesa tra una fetta e l’altra

  5. mikis says:

    aaaanni fa andai in un posto di questi. Il nome non lo ricordo, ma era in zona Milano sud. Se non fosse che eravamo una comitiva di 25-30 e facevamo casino non ne sarebbe valsa la pena (nel senso che non dappertutto sono disponibili verso i casinari). Posto mediocre e pizza mediocre. L’unica cosa è che invece di farci le fette, data la numerosità, ci portavano pizze intere tagliate a fette che poi noi distribuivamo.
    E comunque sì, il vero problema in cose del genere è l’attesa tra una fetta e l’altra, capace di farti passare l’appetito.

  6. Ivan says:

    a bergamo e dintorni c’è il Tropy&Co, stessa storia, ti siedi e mangi finchè non giri il disco sul rosso. Ed è pure abbastanza buona

  7. Luca says:

    Quel “parmesano” è una delle cose più disgustose che abbia mai trovato. In Messico praticamente esiste solo quello, se non da Wal-Mart dove (raramente) si trovano a peso d’oro dei piccoli tagli preconfezionati di parmigiano autentico.

    La cosa più terrificante del “parmesano” Kraft è che in molti paesi si crede ormai, per la larga diffusione, che quello sia l’originale parmigiano italiano. Ed ancor più incredibile è che l’Italia non minacci un embargo dei prodotti Kraft se continuano a vendere quella merda.

  8. bustah says:

    La cosa mervigliosa è che scopro ora che formaggio grattugiato si dice “grated chese”, me l’ avesse detto un amico non ci avrei mai creduto, pensando mica mi faccio prendere per il culo io.

  9. ida says:

    Ma alla fine quanto hai pagato??? E si può andare avanti a mangiare fette di pizza fino allo sfinimento!!?

  10. petra says:

    mi sarebbe piaciuto poter rispondere una cosa tipo
    “caro Disma in Japan, alla fine l’unica cosa seria in Italia è la ristorazione.”
    ma il primo commento del Nasso ha stroncato ogni possibiltà
    :P

  11. petra says:

    sul parmesan grated cheese, in quanto parmigiana acquisita, non posso che esprimere il mio più totale aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhh!!!!

  12. Disma says:

    @coso era vino sfuso… boh…
    @Luca forse il fatto che si chiami ‘parmesano’ e non ‘parmigiano’ incula le ecentuali azioni? Perché so che di solito l’italia si sbatte molto per tutelare i suoi prodotti culinari, dato che ormai ci è rimasto solo quello e la moda :D La prossima volta lo assaggio però, mi hai molto incuriosito, non sapevo fosse un prodotto globalmente riconosciuto come parmigiano!
    @grated cheese nn ci avevo fatto caso! Da farne tesoro quando si parla inglese. Sotto invece in giapponese cìè scritto natural chesse (come se esistesse quello fatto con il polistirolo)
    @Ida, intorno ai 14 euro

  13. Disma says:

    @Petra ahahahah vero, ma noi vecchi della pizza giro non lo sapevamo!

  14. Clunk says:

    E’ arrivato pure, il giropizza, dico, nella landa padana verso Piacenza. La cosa ghiacciante è che qui fa pure giropasta e il venerdì sera karaoke night. Da non uscirci vivi.

  15. Der Pilger says:

    ho fatto l’esperienza del parmesan e posso dirti: stanne lontano! perla mordi dio non ti avvicinare! fuggi, scappa! meglio bere ad una fontanella di fukushima.

  16. Disma says:

    se mi dici così mi viene solo più voglia!!!

  17. Der Pilger says:

    eh eh eh prova allora, poi il cesio non ti fara’ effetto.
    il peggio di tutti e’ il parmesan che ti propongono da pizza hut.

    una cosa che non c’entra niente: ma li’ le donne che strascicano i piedi vengono considerate sexy? no perche’ qui la segretaria giappa, molto molto caruccia, strascica i piedi di continuo, come se avesse ai piedi una zavorra, e a me viene voglia di farle male. e’ normale?

  18. Disma says:

    non è che sia considerato sexy, semplicemente camminano così, pure io una volta camminavo strascicando i piedi, poi me ne sono reso conto e non l’ho più fatto. Se c’è il Parmesan piccante io provo quello

  19. Der Pilger says:

    non si puo’ fare qualcosa? per la camminata dico, tipo un annuncio alla televisione?
    se trovi il parmesan al wasabi mandamene una scatola.

  20. Disma says:

    assolutamente!

  21. Der Pilger says:

    aaargh se ti sente gattuso…

  22. Disma says:

    assolutamente sì, comunque sai che dopo che l’ho scritto sapevo che mi avresti risposto una cosa del genere, non di Gattuso perché non sapevo della sua battaglia contro l’assolutamente, però nel momento in cui ho scritto ho pensato che mi avresti chiesto assolutamente s’ o assolutamente no
    siamo proprio fatti di quella pasta lì

  23. Der Pilger says:

    tutto cio’ e’ inquietante.

    meno male che e’ venerdi’, anche li e’ venerdi’? forse un po’ meno che qua ormai.
    hai gia’ iniziato a fare speculazioni grazie al cambiamento di data?

  24. Disma says:

    non saprei come fare… se mi dai due dritte

  25. Luca says:

    Guarda Disma, Parmesan è chiamato in USA e altri paesi (come giappone, ofc), ma in molti altri è tradotto come Parmesano – in spagnolo – o parmesao – in portoghese -.
    A riguardo dell’impossibilità ci credo poco, ma non potrei esserne sicuro perchè di queste situazioni non sono per niente ferrato. Però addirittura fino a pochi giorni fa Coldiretti denuncia delle perdite da miliardi di euro per colpa della Kraft.

    Il punto è che, illegale o meno, gli accordi internazionali esistono per questo. Anche se fosse legale si stipulano accordi per limitare i danni ai propri prodotti e tutelarne il marchio.
    Questo è quel che fanno i paesi capaci. Ma secondo te, in una sfida Italia vs. Philip Morris chi vince?

  26. Der Pilger says:

    allora disma, assaggia sto parmesan e poi boicottalo per l’eternita’ (a parte la mia dose di parmesan al wasabi).

    zero per le dritte speculative, non ci capisco nulla. l’unica cosa furba che mi viene in mente e’ telefonare agli amici di sabato quando qui e’ ancora venerdi’ e dire “saluti dal futuro”, ma non so se ci si possono fare dei soldi cosi’.

  27. Disma says:

    ahahaha quello è sostanzialmente il progetto primordiale di coast to coast, quello dei saluti dal futuro
    @Luca Philip morris a tavolino :)

  28. coso says:

    Il parmesan l’ho provato una sola volta sull’insalata di Cesare ed era imbarazzante…mentre in Germania credo sia ancora in vendita il Cambozola (Camembert+Gorgonzola).

  29. Disma says:

    uaaa cambozola lo voglio @Pilger mandamelo subito!

  30. Der Pilger says:

    confermo l’esistenza del cambozola, una volta l’ho persino sfiorato per sbaglio al supermercato e ho dovuto cercare un bagno per lavarmi.
    se vuoi facciamo uno scambio culturale: una scatola di parmesan al wasabi per una confezione di cambozola.

    e’ disponibile anche una strana torta a strati alternati di gorgonzola e mascarpone, ma credo che sia una cosa italiana. c’e’ anche la robiola osella alle erbe, roba che lascio mangiare solo ai locali.
    in alternativa posso fornire qualcosa di strano locale, tipo la birra affumicata o le salsicce di milza.

  31. Disma says:

    combozola tuta la vita!!

  32. […] quella merda che chiamano parmigiano, la usa anche Sheldon. Condividi: Hide […]

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