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religione

Di veggenti e di macumbe

forconi

Un problema culturale dice. Sti cazzi, altro che problema culturale.
Viviamo in un paese dove il vicepresidente del senato sdogana le macumbe, e mentre lui parla di macumbe. Là fuori, nel paese reale [che è quasi sempre peggio del paese non reale, che poi che cazzo è il paese reale] ci sono persone che fanno i debiti per trovare sollievo dai maghi. Pagano migliaia di euro ai maghi, e quello là parla di macumbe. Signora mia, l’ha detto anche uno sul giornale, cosa vuole, io vado dal mago. Vanno dai maghi per farsi togliere le fatture, bevendo intrugli fatti di erba cipollina e bava di lumaca, fanno i debiti, poi cercano di riscattarsi al videopoker.
Problema culturale dice. Sti cazzi, altro che problema culturale.
Ah già, la veggente. È scomparsa ieri poverina, la veggente. Dice che aveva visto la madonna un sacco di volte. Poi al funerale c’erano venti sacerdoti e duemila persone e ne hanno parlato i giornali. Hanno riportato anche i virgolettati delle sue ultime parole, che io li vorrei vedere lì, che aspettano le ultime parole, come dei novelli Bob Woodward. Complimenti, buon lavoro, ottimi virgolettati. Ma no, le ultime parole le ha riportate il Don ai giornalisti, c’era lui lì. Magari hanno usato anche il termine “spirare”, non so, non ricordo. Ma è il nostro paese, dove si parla di veggenti e di ministri con macumbe. Poi la domenica tutti in chiesa, che tra un po’ c’è la domenica delle palme. O forse no, boh, comunque in chiesa ci dovete andare almeno una volta alla settimana, perché non si sa mai poi cosa succede. Problema culturale dice. Le macumbe, le veggenti.

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Che bastava un zic e c’erano ancora quelli dei vulcani

L’altro giorno guardavo una di quelle trasmissioni che ti spiegano come siamo arrivati dove siamo arrivati partendo da dove siamo partiti. E niente, a un certo punto i cristiani vanno in giro e tutti diventano cristiani mentre fino all’anno prima tutti pregavano un manipolo di dei che facevano esplodere i vulcani. Poi arriva questo qui che non è come quelli che facevano esplodere i vulcani, ma è uno che ti dà anche una linea di condotta e bla bla bla. E quelli che ti spiegano come siamo arrivati dove siamo arrivati partendo da dove siamo partiti dicono che dal dio che fa esplodere i vulcani a quello che ti dice come devi vivere ci siamo arrivati perché i romani hanno costruito le strade e Paolo, quello di San Paolo ma non la città, è andato in giro sulle strade costruite dai romani e ha detto le sue cose alla gente che le ha dette ad altra gente. Una cosa che oggi diremmo viral marketing. Yo. Ecco, secondo me anche se non c’erano le strade quello lì andava in giro a dire le sue cose, solo che poi magari si perdeva ché non c’era la strada e mica c’era tutta la gente che c’è in giro oggi per chiedere informazioni.

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Dio infallibile

camino

È così incredibilmente bizzarra e strana questa cosa del Conclave che mi attira morbosamente. Mi attirano i dettagli, la forma, il senso e l’estetica di questa roba qua. Mi attira perché è pazzescamente folle, anacronistica, fuori dal mondo, assurda. Mi viene da grattarmi fino a strapparmi la pelle, per quanto non ce la faccio a farcela, come diceva il miglior umorista italiano degli anni ’80. Centoquindici vecchi, vestiti in un modo che mollami, chiusi in una chiesa, senza contatti con il mondo esterno, che fanno un giuramento in una lingua morta, che votano su foglietti triangolari con su una roba scritta nella stessa lingua morta, che bruciano i foglietti e che si esprimono col mondo esterno tramite un camino. E, alla fine di tutto, il risultato è l’elezioni di un tizio che rappresenta Dio in terra. E a quel punto lì il tizio, dopo che è stato eletto, diventa pure infallibile (nel compimento del suo mestiere, mica in tutto). Dio infallibile, direbbe un mio amico e lo direbbe con tono di bestemmia. È una roba talmente che boh, non si trovano le parole per esprimere quanto è boh. Cioé, davvero, oggi che sappiamo che i vulcani non sono più espressione di un Dio collerico, ci troviamo ancora lì davanti a un camino che sputa fuori fumo e che è veicolo di informazione di una roba che boh. Divento incandescente a pensare a questa cosa. Mi fa un po’ l’effetto del Giornale o del TG4 o di Lucignolo, che la seguo con ansia perché mi lascia con la mandibola per terra, però molto di più di Lucignolo e del TG4. E lì davanti, davanti al comignolo, i fedeli che aspettano. Aspettano il nuovo rappresentante di Dio in terra. Se lo vede uno che arriva da un altro pianeta pensa che siamo un paese fermo ad una società medievale probabilmente. Sembra un episodio di Star Trek, tipo quello che loro vanno su un mondo dove ci sono soltanto gangster della Chicago anni ’20/’30 perché un tizio della Federazione era arrivato 100 anni prima e aveva mollato lì un libro sulla Chicago dell’epoca gangsteristica e niente, questi che erano indietro avevano preso il libro come modello di sviluppo, come una sorta di Bibbia.
E ragionandoci su è facile capire come tutta questa sovrastruttura di simboli, vestiti, luoghi e cose, sia l’unica roba che li tiene in piedi. Cioé, immaginatevi se facessero tutta sta cosa in un ufficio, o affittando una stanza d’albergo, o un piano di un albergo. Se fossero vestiti normalmente e non parlassero in latino. Quanto poco sarebbe seguita e quanto meno valore avrebbe, quanta meno gente li seguirebbe. Quindi, al netto di tutto, cos’è tutto ciò, una roba fatta per avere follower? E se tutte le cose ‘estetiche’ dovessero sparire, se con loro sparisse buona parte dell’attenzione e dei fedeli, significherebbe che è tutta una questione di immagine? Boh, non riesco a ragionare freddamente. Mi bolle la testa.

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Nudo in chiesa, si sconsacra la chiesa?

chiesa

Finalmente sapremo se è solo una leggenda metropolitana come credo.

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La considerazione che ho della chiesa e del mondo in genere

Ho letto le prime due righe senza fare caso alla foto e mi sono detto “Ok, adesso se la prendono con la corrente elettrica perché è tipo un sintomo di modernità laida e portatrice del demonio”. E non mi sono sorpreso nemmeno più di tanto ritenendo la cosa plausibile.
Poi, sono andato avanti e non era così.

Questo per dire, a che livello di accettazione delle stronzate siamo arrivati, o per lo meno io. Ritenevo plausibile che un vescovo fosse contro i pali della luce. E mica perché sono scemo, è che le robe vengono troppo spesso spinte oltre i limiti dell’accettabile e l’asticella si abbassa sempre di più. E poi tocca a James Cameron di andarla a cercare negli abissi per sollevarla [cit.]

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Figa di legno

[ Spero abbiate colto i sottili e differenti livelli di lettura del titolo del post]

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Serio problema culturale

Questa è una storia privata, che però ci dà il metro del serio problema culturale che abbiamo in Italia. La storia è questa, un signore è morto, ha lasciato scritto che sulla lapide ci fosse un qualcosa che ricordasse la sua grande passione per la musica. Il qualcosa è stato concretizzato dalla madre in un disegno raffigurante una chitarra. Secondo i regolamenti del comune non va bene. Io sono il primo a credere che i regolamenti vadano rispettati, ma i regolamenti in teoria dovrebbero seguire una logica. Secondo quanto riporta Repubblica, la cosa è andata così in quanto: l’ufficio tecnico comunale comunicò alla famiglia Masper che quel disegno non era previsto dal regolamento cimiteriale e la lastra doveva essere tolta e rifatta. Secondo le regole approvate dalla giunta nel 2009, ai quattro angoli della lapide si possono mettere solo il classico vaso di fiori o, in alternativa, un fiore inciso stilizzato, la foto, il lumino, e magari un simbolo religioso.
Regolamento del 2009, mica uno di quei regolamenti che ogni tanto saltano fuori e poi si scopre che sono firmati dal re d’Italia. Mi chiedo come sia possibile che un regolamento per un cimitero comunale preveda che possano essere apposti simboli religiosi e non di altro genere. Per quale motivo la religione, una passione di alcuni, debba essere considerata più importante rispetto ad altre passioni come la musica o il cinema o il tartufo. Mi chiedo pure perché sia possibile che si possano stilare regolamenti che prevedono la possibilità di mettere simboli religiosi e non simboli di altro genere. Sono fermamente convinto che le leggi e i regolamenti, nella vita pubblica, siano più rilevanti delle emozioni e della pancia, ma il problema è culturale e sta alla base. E’ possibile che alcune passioni vengano considerate, per legge, più rilevanti di altre in una sfera così personale come è quella della morte? Queste cose qui mi fanno saltare la mosca al naso, mica per una questione di emotività, per una questione di principio. Al limite vieti qualsiasi simbolo, perché permetterne alcuni non ha decisamente alcun senso.

NB Sul sito del comune non ho trovato il regolamento cimiteriale (ok, ci ho speso due minuti, magari non l’ho visto), quindi mi sto basando su ciò che leggo su Repubblica prendendolo per buono.

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