Quando leggi una cosa così su una busta, la prima cosa che ti viene in mente da fare qual è? Ma certo, scioglierla in un po’ d’acqua e fare un gargarismo.
Ps il termine lavanda vaginale mi fa molto ridere, quelle risate grasse che ti fai solo quando un amico ti dice ‘tirami il dito’
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Io mi ricordo di una volta che era la prima volta che sciavo, e avevo una gran paura di sciare, ma soprattutto avevo paura di salire sullo skilift, che salire sullo skilift mi metteva un’agitazione che poche cose me la mettevano, davvero avevo paura dello skilift quando ero piccolo infatti quella volta di cui parlo è stata l’unica volta che ho sciato, ecco, quella volta lì che ho sciato e che era l’unica volta che ho sciato e che ho preso lo skilift, successo per altro durante una gita scolastica di un’altra scuola, una scuola di ricchi dove andava uno che conoscevo, io andavo ad una scuola di poveri alle elementari e lui di ricchi, e niente, un suo compagno di classe ricco non era andato alla gita e com’è come non è io ci ero andato gratis al posto di questo che non conoscevo, o almeno così mi sembra che i ricordi poi si distorcono, dicevo, a questa gita di ricchi, che già li odiavo da piccolo e mi diedero motivo di disprezzarli ulteriormente durante quella gità lì, che erano decisamente più antipatici di quelli della mia scuola di poveri, ecco, durante la gita mentre sciavo e poi non avrei più sciato, mentre salivo sullo skilift e tremavo per la paura, per darmi coraggio, per avere un motivo per arrivare fino alla cima della montagna senza temere nulla, io pensavo che lo dovevo fare per Creamy, che alle elementari ero innamorato di Creamy, avevo anche l’album delle figurine di Creamy. E allora niente, ero sullo skilift e tra me e me mi ripetevo che lo facevo per Creamy di arrivare fino alla fine di quella prova terribile dello skilift. O era una seggiovia, non mi ricordo bene, però mi ricordo che odiavo i ricchi e amavo Creamy. Che poi sono due cose che tutto sommato potrei dire anche del me odierno.
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L’altro giorno ero lì in un posto che mi stavo gustando un bel piatto di kebab al gusto di pollo, con abbondante razione di riso, verdure del caso e un’aggiunta di salsa piccante, che se era per il gestore del ristorante etnico in questione la salsa piccante me la sarei vista col binocolo, se non gliela chiedevo col cacchio che mi dava la salsa piccante, e mentre mi gustavo il mio piatto sorseggiando una birra Ceres, che ho sempre reputato una pessima birra ma proprio l’altro giorno mi sono ricreduto, il mio giudizio era dovuto al fatto che una volta quando avevo quindici anni, alla mattina, mentre andavo a scuola presi una Ceres nel bar che c’era nella via che portava a scuola, la mia era una scuola dove capitava che entravi in classe con la birra perché comunque stava a te capire se facevi la cazzata o meno, infatti poi senza bisogno di reprimende lo capivi da solo che non era il caso di bere alla mattina, comunque, dicevo, quella mattina lì bevvi una Ceres e mi fece davvero cagare, da allora non ho più bevuto Ceres, ecco, l’altro giorno ho scoperto che invece non mi fa cagare, non è la mia birra preferita tra quelle industriali, ma non è nemmeno cattiva. Comunque niente, stavo bevendo e mangiando, mangiando e bevendo, e per calmare un po’ la mia coscienza, che avrei dovuto mangiare solo un’insalata che sarei a dieta, ecco, per calmare un po’ la mia coscienza ho scaricato sul cellulare l’app che si chiama GoFitness, o qualcosa così, e praticamente mentre mangiavo e bevevo, bevevo e mangiavo, mi studiavo anche gli esercizi del fitness per sviluppare dorsali e deltoidi. Di sicuro la mia coscienza è restata in forma, dorsali e deltoidi un po’ meno.
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Che stare davanti ad un computer ascoltando Plastic Bertrand (che chi si ascolta 3msc si sentirà pure lui oggi pomeriggio), mentre osservi la pioggia che batte sui vetri? Sì, mi rispondo da solo.
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Non quelle che fanno ridere, quelle che compongono una roba scritta a macchina, o al computer. A me quando mi dicono che devo scrivere una roba per qualcuno e me lo dicono in battute, o in cartelle, funziona così qundo ti dicono di scrivere una cosa per un giornale o un sito, ti dicono le battute o le cartelle, ecco io non mi ricordo mai quant’è una cartella né quanto spazio occupano le battute e allora per non far vedere che sono un fesso che non si ricorda mai quanto sono le cartelle o le battute faccio quello che la sa lunga e dico che sì che quella lunghezza lì mi va bene. Poi dopo ti metti al computer e scrivi delle cose e si possono verificare due situazioni, una che hai appena finito di introdurre l’argomento, per scrupolo fai un conto delle battute e ti accorgi che hai già scritto il doppio di quello che dovevi e ti chiedi come cazzo fai a dire tutto quello che hai da dire nella metà dello spazio di una intro, l’altra cosa è che scrivi tutto quello che sai e che ti viene in mente e fai il conteggio delle battute e ti mancano tipo altre due pagine da riempire. E quel punto lì, una volta, quando si facevano i temi in classe il mio trucco era che facevo finta di fare degli errori e tiravo delle linee sulle parole e quindi così guadagnavo spazio, però mica lo puoi fare su un foglio di word. Al massimo vai a capo un po’ di più, tanto mica se lo ricorda nessuno quando devi andare a capo.
Quella misura lì delle battute e delle cartelle a me mi sconfiferà poco, che se mi dicessero scrivi mezza paginetta, oppure un quarto di pagina o due pagine, lo capisco subito quello che devo scrivere, mica sono fesso che uso un carattere 48. Quello lì al massimo lo uso nel titolo, per guadagnare spazio. E quindi niente, magari tolgo le vocali poi dico che è stato il correttore automatico di word.
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Quando a pranzo faccio la cazzata di bere una birra, poi dopo che ne ho bevuta una ne voglio un’altra e pure il limoncello. E poi un’altra birra. Meno male che la macchinetta che distribuisce le bevande non ha la birra, e il limoncello.
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Non lo so se la vicenda lì della Serbia l’ho capita bene e se conosco tutte le sfaccettature, ma uno che dirige un’azienda, che gli dicono che in Serbia gli danno le sovvenzioni per mettere giù gli impianti, che crea un mucchio di lavoro per un paese come la Serbia, che di problemi ne ha avuti parecchi, che non è che fa cucire i palloni ai bambini sordo muti, sì, guadagnano meno che qua gli operai serbi, ma costa pure meno la vita e un impulso economico come la presenza della Fiat potrebbe pure condurre ad un aumento del tenore di vita da quelle parti. Che poi ci lamentiamo e diciamo ‘aiutiamoli a casa loro’, ecco, questo è un modo per farlo. Non capisco perché non dovrebbe andare in Serbia a produrre delle monovolume? Poi magari qualcuno nei commenti mi spiega bene il motivo, che io non ci arrivo.
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Non lo so, a volte a me sembra di stare in un paese che tutti pensano che gli altri sono degli emeriti coglioni. Allora, fino a ieri ho smadonnato, quando ricevevo pesantissimi pacchi o urgentissime raccomandate, perché se non sei in casa sei fottuto. Tipo che i pacchi li vai a ritirare in un paese dell’hinterland che non ho mai sentito nominare e le raccomandate in un posto dove ci sono ottomilioni di persone in coda. Anche loro a smadonnare. Spesso il tizio che consegna pacchi e raccomandate ti appiccica un adesivo sul citofono, spesso passa un coglione che lo toglie l’adesivo sul citofono. Che se te lo lascia in casella ci mette due secondi di più ma almeno lo vedi. Spesso poi, l’adesivo, lo lascia senza nemmeno fare una citofonata.
Ma adesso non sarà più un problema. Poste Italiane ha deciso che l’utente potrà indicare alle poste il giorno (anche l’ora?) in cui desidera ricevere le raccomandate e le assicurate (anche i pacchi?). Figo! Non si deve più stare lì a correre dietro alla corrispondenza. Ottima idea. Sì, a pagamento. Costa un euro e cinquanta in promozione, adesso, per i primi 3 mesi. I prezzi di listino invece vanno tra gli 8 e i 18 euro, per tre mesi, a seconda dei servizi richiesti.
Risultato, uno paga per spedire una raccomandata, che è essendo per l’appunto raccomandata uno paga di più perché arrivi in fretta nelle mani del destinatario, ma il destinatario paga per riceve un servizio già pagato alla fonte. Perfetto, si paga un servizio due volte. Geniale. Capitalismo all’italiana. L’uovo di colombo. Poste italiaaane (jingle)!
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Mi sono appena accorto che quando guardi su una guida tv a fianco del titolo di un film c’è sempre scritto tra parentesi l’anno di produzione, non ci avevo mai pensato a questa cosa qua. E allora mi sono chiesto il motivo per cui segnano sempre l’anno di produzione, che mica cambia se uno legge che lo hanno fatto cinque, piuttosto che otto anni fa. Cambia se lo ha girato Verdone o Scorsese, cambia se l’attore è Brad Pitt o i Fichi d’India, ma non capisco a che serve segnare la data di produzione. Io credo che dietro ci sia una spiegazione assurda, del tipo che per un periodo era obbligatorio per legge segnare la data e poi è rimasta l’abitudine. Non lo so se la spiegazione è questa, dico solo che secondo me la spiegazione è una spiegazione di questo tipo. Nasce un abitudine per un motivo bizzarro e poi viene si perpetua nel tempo. Ero tentato di fare una chiusa dicendo una roba da anticlericale quindicenne del tipo ‘come l’andare in chiesa’, ma mi sono tenuto.
PS no, non compro la guida tv, me ne è capitata per caso una in mano
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L’altro giorno ero al parco che mi volevo bere una birra, poi mi è venuto in mente che c’è l’ordinanza della Moratti che dice che non si può bere la birra in bottiglie di vetro o lattine in tutti i luoghi pubblici o aperti al pubblico quando 1) si creino condizioni di pericolo derivanti dall’abbandono dei contenitori o dalla loro frantumazione 2) si concretizzino comportamenti incivili, violenti o tali da limitare la piena e serena fruzione dei luoghi.
Ci sono un tot di cose che non hanno senso, immagino siamo tutti d’accordo. I termini ‘incivili’ ‘serena’ ‘condizioni di pericolo dall’abbandono’, sono tutte cose che stanno poco in piedi e sono molto opinabili. Però l’altro giorno, quando ero lì che mi volevo bere la mia birra al parco c’ho pensato a questa cosa qui, che siccome la norma è scritta in un modo assai interpretabile, va a finire che chi ti ferma la interpreta un po’ come crede. E dato che la multa è di 500 euro mi faceva assai strano pensare di dovermi bere una birra sperando di non essere controllato dai vigili.
Che poi è vietato bere le birre ma il parco sempione è pieno di baracchini che le vendono e io non lo so se è normale, certo, magari uno va a fare la spesa ai baracchini del parco, ma la vedo assai improbabile come cosa. Comunque poi la birra me la sono bevuta.
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