Disma Rotating Header Image

#Noomofobia

Mi è capitato di cliccare sopra quell’hashtag lì su Twitter perché era scritto #noomofobia e non capivo che cazzo fosse. Pensavo fosse una cosa in inglese tipo nuumfobia. Poi con la O maiuscola ho capito. Sarà che non sono un frequentatore assiduo di hashtag tematici, ma solo a me vengono i brividi per la banalità degli aforismi, dei pensieri, che girano su Twitter oggi sul tema omofobia? Sono l’unico che pensa siano inutili, banali e un filo fastidiosi? Mah, probabilmente è colpa del mezzo e dei suoi 140 caratteri. E no, non sono nuuumofobic.

Disclaimer: i messaggi che rimandano a cose più composite mi stanno bene

Quiz bizzarri prodotti giapponesi #5 [per non residenti]

Questa vola è facile secondo me. Ma io ve lo metto comunque che in Italia questa cosa qua mica la vendono e c’è un motivo se non la vendono. Che cos’è? A cosa serve? E perché in Italia non la si utilizza? Qui sotto una foto col particolare di quella cordina e di quel cosino….

Politica, significato e significante

Sarà che è sempre più una roba mediocre, la politica nostrana, sarà che la sinistra italiana è penosa e credo non vedrà mai più il mio voto, sarà quel che sarà. In ogni caso, mi sono reso conto che col passare del tempo nel mio cervello le linee che collegano significato a significante hanno cambiato percorso e priorità rispetto a quando ero un giovane imberbe. Quando sento o leggo DC penso a Batman e quando sento PC penso ai viedogiochi.

Il tetto di Sheldon

Sono l’unico che ha passato le ultime mezz’ore a cercarlo? Mica che c’è davvero, giusto la posizione.

Bad guys

In Giappone c’è questa cosa qui che a me piace molto, mi piace perché credo non sia mai servita a una cippa e le cose inutili sono sempre le migliori. Dicevo, in Giappone c’è questa usanza di piazzare fuori dai Koban (ossia le casupole di ‘quartiere’ della polizia) delle bachece con su le facce dei bad guys. I tizi più ricercati del Giappone. Ci sono pure delle taglie. Che poi a me la cosa delle taglie mi tira scemo da sempre, i soldi te li danno se tipo lo vedi per strada e ti ci siedi sopra e chiami la polizia? O se dai un’informazione? E se mentre sei seduto sul cattivo arriva un altro che si siede sopra pure lui e dice che invece è lui che lo ha catturato cosa succede? A chi li danno i soldi? E se invece te chiami la polizia e gli dai la dritta, brutta roba i delatori, e poi lo trovano come fai a dimostrare che la tua dritta è stata essenziale? Come fai a dimostrare che non hanno ricevuto la stessa notizia da qualcun’altro, magari da un informatore di cui non possono rivelare l’identità? In sostanza secondo me la roba della taglia è una grossa inculata dalla quale non si riescono a trarre manco due spiccioli. E sì che io ci sto provando eh! Ogni volta mi riguardo quelle foto e cerco di individuare un volto tra la folla. Poi lo sguardo mi cade sempre sui culi delle fanciulle, ma questo è un altro paio di maniche. Dicevamo, nella bacheca ci sono i cattivi che di solito sono: terroristi rossi degli anni ’70, seguaci di Aum Shinrikyo che hanno partecipato al drammatico attentato del ’95 e gente che ha tagliato a pezzi corpi nella vasca da bagno. Questi ultimi, i corpi dico, di solito appartengono a insegnanti di inglese di nazionalità americana o russa (vai a capire con che razza di accento insegnano l’inglese i russi, come il mio professore pugliese di inglese delle superiori, pronuncia oxfordiana). Tra l’altro oggi la polizia stava facendo perquisizioni a tappeto a Shibuya, ma qui non si sa mai, magari era la promozione del prossimo episodio di Scuola di Polizia.

Cinque ore aka pare che di kanji non sia morto mai nessuno ma io ci sono andato vicino

Ieri ho passato circa cinque ore a scrivere kanji, circa un paio di centinaia a occhi e croce. Scrivere e riscrivere e scrivere ancora fino a che non duole il muscolo dell’avambraccio e oltre. Oggi durante il test ne ho cannati sicuro almeno due. E poi ho scritto che un tizio, tale Kim-san (ci sono sempre un Kim-san, una Lins-san e una Julia-san in queste cose qui, vai a capire perché) per parlare forte beveva il the caldo, in realtà gira voce che parlasse forte per farsi sentire meglio dalla gente. A me sembrava più logico bere il the, che te ne fotte se la gente ti sente tanto alla fine uno parla per se stesso, mica per gli altri.

Spiace

Erano tra i pochi gruppi di cui riuscivo a reggere i videoclip, avevano involontariamente omaggiato l’arte di Disma.biz e pure il Capitano Kirk li ascoltava da giovane. Non è che io sia toccato emotivamente dalla morte della persona in sé che non la conoscevo personalmente, quanto dal fatto che sono stati fottutamente bravi e con Adam Yauch se ne va via un grosso pezzo dell’hip hop come lo conosciamo oggi.