
In Giappone c’è questa cosa qui che a me piace molto, mi piace perché credo non sia mai servita a una cippa e le cose inutili sono sempre le migliori. Dicevo, in Giappone c’è questa usanza di piazzare fuori dai Koban (ossia le casupole di ‘quartiere’ della polizia) delle bachece con su le facce dei bad guys. I tizi più ricercati del Giappone. Ci sono pure delle taglie. Che poi a me la cosa delle taglie mi tira scemo da sempre, i soldi te li danno se tipo lo vedi per strada e ti ci siedi sopra e chiami la polizia? O se dai un’informazione? E se mentre sei seduto sul cattivo arriva un altro che si siede sopra pure lui e dice che invece è lui che lo ha catturato cosa succede? A chi li danno i soldi? E se invece te chiami la polizia e gli dai la dritta, brutta roba i delatori, e poi lo trovano come fai a dimostrare che la tua dritta è stata essenziale? Come fai a dimostrare che non hanno ricevuto la stessa notizia da qualcun’altro, magari da un informatore di cui non possono rivelare l’identità? In sostanza secondo me la roba della taglia è una grossa inculata dalla quale non si riescono a trarre manco due spiccioli. E sì che io ci sto provando eh! Ogni volta mi riguardo quelle foto e cerco di individuare un volto tra la folla. Poi lo sguardo mi cade sempre sui culi delle fanciulle, ma questo è un altro paio di maniche. Dicevamo, nella bacheca ci sono i cattivi che di solito sono: terroristi rossi degli anni ’70, seguaci di Aum Shinrikyo che hanno partecipato al drammatico attentato del ’95 e gente che ha tagliato a pezzi corpi nella vasca da bagno. Questi ultimi, i corpi dico, di solito appartengono a insegnanti di inglese di nazionalità americana o russa (vai a capire con che razza di accento insegnano l’inglese i russi, come il mio professore pugliese di inglese delle superiori, pronuncia oxfordiana). Tra l’altro oggi la polizia stava facendo perquisizioni a tappeto a Shibuya, ma qui non si sa mai, magari era la promozione del prossimo episodio di Scuola di Polizia.